GEAR E STRUMENTAZIONE

LA STRUMENTAZIONE DI DAVID GILMOUR

di Seth DeAngelis

 

 

 

David Gilmour è uno dei chitarristi migliori per quanto riguarda il tocco ed il “feeling” con la chitarra, il suono inconfondibile dei suoi soli, fatti da melodie relativamente “semplici” ma di grande impatto, ha fatto la storia della chitarra elettrica; il suo sound è molto particolare e non è facile da imitare, vista la miriade di effetti usati dal front-man dei Pink Floyd negli anni. Il suo modo di suonare, l'intenzione e l'intensità espresse da Gilmour nei suoi brani, come per la maggior parte dei chitarristi che hanno scritto la storia della musica, sono alla base del suo suono.

Chitarre

Pensando a Gilmour, la prima chitarra che viene in mente è sicuramente la Fender Stratocaster, che ha accompagnato spesso David nei suoi live ed in studio, la suo strato storica è la Stratocaster “Black over sunburst” del 1969 sulla quale Gilmour monto' un manico “Reissue '57” tolto da un'altra strato. Altrettanto importante, nella carriera del chitarrista dei Pink Floyd, è la Stratocaster replica del 1984 “Candy Apple Red '57” personalizzata da Gilmour nella leva del tremolo, piu' corta, e nell'elettronica: i pick up di questa strato, infatti, sono degli EMG “serie SA” attivi e sono presenti, inoltre, due equalizzatori, sempre della EMG, l'EXG e l'SPC, che Gilmour usa molto per plasmare il suo suono e dargli quel tocco “caldo” che lo contraddistingue; questa chitarra, cosi' settata, fu usata in diversi tour, come, ad esempio, quello di “The Division Bell” e “On the Island Tour”, inoltre è quella che sentiamo nel celeberrimo brano “Shine on you crazy diamond”. Una curiosità sulle strato di Gilmour è rappresentata dalla sua “Stratocaster #0001”, prima stratocaster ad avere un numero di serie. Nel “parco strumenti” di Gilmour troviamo anche diverse Telecaster, come quella del 1961 usata per le registrazioni di “The Wall”, alcune Gibson, come la “Les Paul goldtop” del 1955, usata nelle registrazioni di “Another Brick in the Wall pt.2” o la “J-200 Celebrity”, acustica utilizzata in alcuni live per eseguire “Wish you were here”, la Gretsch “Bill Lewis 24-fret”, usata in “The dark side of the moon” e diverse Ovation, utilizzate tutte in “The Wall”. 

Amplificazione

Parlando di amplificatori, nel suono “gilmouriano” non si puo' non citare HiWatt, Gilmour ne ha usati diversi modelli nell'arco della sua carriera, come il“DR-103” in coppia con cassa WEM e coni Fane Crescendo, usato maggiormente; in situazioni piu' piccole ha utilizzato anche un Fender Tweed Twin, mentre nei mega concerti “floydiani” il tutto era molto piu' complesso.

Effetti

Parlando invece di effetti, ci inoltriamo in una foresta dove è difficile individuare quello che realmente da al suono di Gilmour quella pienezza e quella pulizia, anche nei distorti, che lo caratterizza; Gilmour è solito, infatti usare, oltre ai pedali, un'unità rack, composta da ulteriori effetti che va a miscelare tra di loro; proveremo, quindi, a citare i piu' importanti. Possiamo sicuramente menzionare, tra i distorsori, il Big Muff, Gilmour ha usato praticamente tutte le versioni di questo pedale, sia live che in studio per il suo suono distorto, unitamente ad un overdrive “Colorsound Power Boost” o ad un “BK Butler Tube Driver”, quest'ultimo utilizzato nei suoi ultimi tour da solista. Come compressore possiamo citare il “Boss CS-2”, utilizzato nel tour “Pulse”, mentre nell'equalizzazione troviamo diversi pedali con i quali Gilmour gestisce le varie frequenze, utilizza spesso, infatti, tre “Boss GE-7”, concatenati tra loro, che gestiscono rispettivamente i bassi, i medi e gli alti. Molti degli effetti usati da Gilmour sono stati “customizzati” da Pete Cornish, costruttore di ampli ed effetti per i piu' grandi chitarristi al mondo. Svariati sono i pedali Cornish utilizzati negli anni da Dave, come ad esempio il distorsore ST-2, gusto per citarne uno. Come già detto, nella catena effetti, oltre ai pedali, gioca un ruolo importante l'unità rack che contiene altri effetti fondamentali, come il “TC Eletronics TC-2290 Digital Delay” che è il delay piu' usato da Gilmour o il “Lexicon PCM-70” che è sempre un'unità delay, ma, a differenza del primo, ha una funzione “multi-tap” che permette di settare il tempo del delay con piu' precisione, usato, ad esempio in “Shine on you crazy diamond”; il rack contiene poi altri effetti customizzati per Gilmour da Phil Taylor, altro famoso costruttore di effetti per chitarra. Gilmour controlla la sua infinita catena di effetti con una pedaliere e controller  realizzati da Bob Bradshaw e Pete Cornish, che permettono di selezionare singoli effetti oppure preset creati in precedenza. Una "chicca" per i Floydiani della prima ora è anche l'italianissimo eco a nastro Echorec Binson, guardare le foto tratte dal "Live at Pompeii" per crederci.

Questi sono solo alcuni degli effetti utilizzati dal celeberrimo chitarrista, volendo citarli tutti questo articolo non avrebbe una fine, questo perchè Gilmour è anche un maestro nel concatenare tra di loro un grande numero di effetti per creare il suo inconfondibile suono, e la sua catena di effetti, dai tempi dei Pink Floyd ad oggi è in continua mutazione. Visto che tra i lettori ci sono sicuramente molti "malati" Gilmouriani in possesso di dettagli e informazioni sulla strumentazione del nostro, invito ad integrare quanto scritto in quest'articolo sul nostro forum!

David Gilmour è la dimostrazione che spesso la velocità non è tutto (non che non sia tecnico, anzi, la sua è una tecnica sopraffina) e che, poche note messe al punto giusto possono ricreare un'atmosfera eccezionale, la stessa atmosfera che si sente nei suoi fantastici soli.

 
 

 

Seth DeAngelis

 

 

 

 

claudio cicolin

Buona chitarra e a presto!

Claudio Cicolin

 

 

 

 

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