COME RICONOSCERE / ESSERE UN BUON INSEGNANTE


 

 

 

"Quali sono i criteri per valutare la bravura di un insegnante?" 

Leggi la piccola guida

 

 

 

Mi piacerebbe che questo articolo potesse essere letto indifferentemente da due punti di vista diversi, quello delll’allievo e dell’insegnante. L’intento è quello di fornire una piccola guida su come si fa a distinguere (o essere!) un buon insegnante di chitarra.

Dividiamo l’analisi per punti.




IL DIALOGO, LE DOMANDE

 

“Ciao, vorrei imparare a suonare la chitarra” - “Ok, partiamo col primo esercizio”



Sintetizziamo  subito  il senso di questo articolo in una frase semplice e banale:

Il bravo insegnante è quello che capisce chi sei.

E come fa a capire chi sei, se come prima cosa si mette a farti fare esercizi?

Per raccogliere informazioni sufficienti sull’allievo ci vogliono domande, decine di domande. Tali domande vanno poste prima di iniziare con qualsiasi attività didattica, e devono continuare durante tutto il percorso di studio.

L’insegnante deve costantemente monitorare anche l’umore dell’allievo riguardo al lavoro fatto, la sua percezione dei miglioramenti, e moltissimi altri aspetti.



  • Per l’allievo: Diffida dell’insegnante che parla poco e che fa poche domande.

  • Per l’insegnante: Le domande e il dialogo non sono mai di troppo.




IL LIVELLO

 

“Dai, è facile” - “Non riesco...” - “Ma dai, è facilissimo” - “Eh, ma io non riesco..”



Una discriminante è sicuramente  la capacità del maestro di rispettare il livello, o le capacità dell’allievo. Troppe volte si sono visti insegnanti innervosirsi di fronte alle difficoltà, o annoiati dal livello “basso” dei propri allievi. Se un insegnante non ha intenzione di lavorare con allievi principianti lo deve dichiarare e fare una scelta di campo, altrimenti la dedizione dev’essere uguale per tutti i livelli di capacità.




  • Per l’allievo: Diffida dell’insegnante che sembra poco attento alle tue difficoltà.

  • Per l’insegnante: Se non ti senti portato per l’insegnamento ai prinicipianti fai una scelta di campo e dichiarala.





IL GENERE MUSICALE

 

“Che musica ascolti?” - “Blues” - “Perfetto, con me farai un bel corso basato sull’heavy metal!”.

 

Questo dialogo ha qualcosa di provocatorio, ma purtroppo si verifica costantemente nella realtà. Non sto dicendo che l’insegnante non debba avere voce in capitolo nella scelta del percorso, anzi!. L’insegnante deve essere l’artefice del percorso, ma nel rispetto di gusti e attitudini degli allievi (parlando ovviamente di lezioni individuali, perchè su quelle di gruppo il discorso è differente).

Personalmente ho visto moltissime persone smettere di suonare per questo motivo.




  • Per l’allievo: Diffida dell’insegnante che cerca di “dirottare” i tuoi gusti musicali.

  • Per l’insegnante: Forzare le persone su territori che non amano può solo causare danni, attenzione!




CHI SUONA

 

“Senti questo assolo! E guarda come si fa il tapping. Vedi, come vado veloce?”

 

Spesso mi è capitato di incontrare insegnanti che non hanno ben chiaro un concetto: la lezione è un momento dedicato all’allievo. Se c’è qualcuno che deve suonare quello è lui! Ovviamente non sto parlando della sacrosanta esigenza di suonare insieme tra allievo e insegnante, che è invece cosa buona.

Ma se la lezione si trasforma in un’esibizione allora c’è qualcosa che non va.

Spesso gli allievi possono rimanere ben impressionati da una dimostrazione di bravura, ma alla lunga raramente apprezzano questo genere di esternazioni.

Di fatto non li aiuta a imparare!




  • Per l’allievo: Diffida dell’insegnante che suona sempre e non lascia suonare te.

  • Per l’insegnante: Se hai voglia di suonare valuta una carriera live, fermo con quelle mani!




I COMPITI

 

“Allora, per la volta prossima Impara la nona sinfonia di Beethoven (ovviamente fanne anche una rapida analisi armonica) , ripassa i tre volumi di teoria che ti ho dato, studia le posizioni delle sette scale modali e dedica almeno un paio d’ore al giorno all’improvvisazione” - “Ma.. io non credo di avere molto tempo questa settimana..” -  “Ah, ok.. beh, allora non fare niente!”.




Questa è una questione molto delicata in cui bisogna riuscire a trovare il giusto equilibrio. Il motivo n°1 di abbandono dello strumento è proprio per eccesso di lavoro, e questo va tenuto in grande considerazione. Ma anche “tirare i remi in barca” e riununciare ad assegnare del lavoro a casa è comunque un peccato e non permette miglioramente sensibili.

Questo aspetto va dunque tarato persona per persona, giorno per giorno, fino a trovare la giusta misura.



  • Per l’allievo: Cerca di ritagliarti del tempo per eseguire gli esercizi che ti vengono assegnati.

  • Per l’insegnante: Non esagerare con il lavoro, trova la misura giusta per quella persona.





ASSECONDARE LE RICHIESTE?

 

“Ciao, mi piacerebbe imparare a suonare la chitarra, ma la mia religione mi vieta di suonare sulla corda Sol, è possibile?”



L’insegnante deve in linea di massima ascoltare sempre le richieste degli allievi, e cercare ragionevolmente di soddisfarle. Talvolta però le richieste possono essere o irrealizzabili, o con poco senso, se non addirittura dannose.  Gli allievi pongono questi generi di richiesta per i motivi più disparati, spesso per ignoranza (e qui ignoranza non va certo inteso come termine offensivo, ma proprio nel senso di non conoscere a fondo la tematica).

In questi casi il maestro professionale deve spiegare pazientemente all’allievo i motivi per cui non è possibile soddisfare tale richiesta, o al limite promettergli che ci si tornerà in futuro.



  • Per l’allievo: Cerca di fare proposte che siano ragionevolmente realistiche.

  • Per l’insegnante: Valuta di volta in volta le richieste pià stravaganti, e con un po’ di tatto scegli una risposta adeguata e rispettosa.

 

CONCLUSIONI

 

Questi punti ben descrivono il contesto, e molti altri se ne potrebbero aggiungere (anzi, se vorrai arricchire e integrare il dibattito ne sarò molto contento!).

Ma come già detto in apertura di articolo c’è una frase che sintetizza efficacemte tutte queste osservazioni, sia che tu sia un docente che un potenziale studente: massima attenzione, sempre e comunque, a CHI E’ la persona che si ha davanti.

 

claudio cicolin

Buona chitarra e a presto!

Claudio Cicolin

 

 

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