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di Vittorio Distefano

Cari Guitar-Nauti,

Diamo il bentornato a Vittorio Distefano con Groove The Harmony: scrive per noi una serie di articoli che ci aiuteranno a conciliare le esigenze del ritmo e quelle dell’armonia quando scriviamo o arrangiamo un brano, in particolare quando lo facciamo imbracciando un’acustica. Buona lettura! – Claudio.


 

 

GLI ACCORDI SEMIDIMINUITI NEL BLUES

 

 

Ben ritrovati cari Guitar-Nauti!

Benvenuti all’episodio numero trentadue di Groove the Harmony, la mia rubrica in esclusiva per voi su lezioni-chitarra.it. Qui ci occupiamo di armonia, di ritmo, impariamo ad applicare la teoria e soprattutto a dar vita alla nostra creatività musicale.

 

COSA SONO GLI ACCORDI SEMIDIMINUITI

I protagonisti di questo nuovo appuntamento sono gli accordi semidiminuiti. La loro struttura prevede tonica, terza minore, quinta diminuita e settima minore. Proprio per questo, nella teoria musicale più formale, vengono spesso definiti accordi minore settima quinta diminuita e la loro sigla è duale: possiamo trovarli indicati come m7(♭5) o, per brevità, con il simbolo ø.

Si tratta di una famiglia di accordi molto particolari che incontriamo presto nel percorso didattico, in particolare quando si affronta l’armonizzazione della scala maggiore (ovvero il processo con cui impariamo a costruire e a usare gli accordi di una determinata tonalità). Nello specifico, l’accordo semidiminuito trova posto sul VII grado di questa successione.

 

UNA FAMIGLIA DI ACCORDI SPESSO SOTTOVALUTATA

Inizialmente, però, il vero utilizzo di questi accordi rischia di sfuggirci. Un po’ perché sono caratterizzati da una sonorità forte a primo acchito, un po’ perché sono meno presenti nelle canzoni da hit-parade. Di conseguenza, spesso si inizia ad apprezzarne il profondo valore musicale solo quando ci si avvicina allo studio degli standard jazz.

In realtà, tra le righe di questa rubrica abbiamo già familiarizzato con loro (ad esempio parlando di sostituzioni diatoniche), ma in questo appuntamento vogliamo analizzarli sotto una lente diversa. Gli accordi semidiminuiti vengono infatti utilizzati copiosamente da maestri del blues e del jazz-blues del calibro di Robben Ford, Larry Carlton e John Scofield. Il segreto sta nel vedere l’accordo semidiminuito come un abbellimento: una vera e propria estensione dell’accordo di settima dominante. Sì, proprio lui, il re indiscusso della struttura blues!

 

IL MECCANISMO

Per capire come funziona questo meccanismo, mettiamo a confronto e analizziamo due accordi specifici: G7 e Bø.

 

Risulta evidente che l’accordo semidiminuito in questione condivide ben tre delle quattro note che compongono l’accordo di settima (ovvero Si, Re e Fa) e a queste si aggiunge la nota La, che rappresenta la settima minore del Si semidiminuito ma, allo stesso tempo, è la nona maggiore dell’accordo di Sol settima.

Il gioco è fatto: sostituendo un accordo di settima di dominante con un accordo semidiminuito costruito una terza maggiore sopra, ossia partendo dalla sua terza, otteniamo a tutti gli effetti un accordo di nona di dominante (G9), ma senza la tonica. E la fondamentale che fine ha fatto? Niente panico: chiederemo al bassista di occuparsene!

Familiarizziamo subito con la famiglia d’accordi semidiminuiti studiandone le forme nel sistema CAGED:

 

 

ESERCIZIO 1

Nel primo esercizio quindi vi presento una tipica progressione blues nella tonalità di Sol cui però sostituiamo ai tipici accordi di settima di dominante i relativi semidiminuiti, per ottenere una sonorità di accordi con la nona:

 

 

ESERCIZIO 2

Aggiungiamo un po’ di spezie al nostro accompagnamento inserendo gli approcci cromatici, oggetto di nostro studio in uno dei precedenti appuntamenti di questa rubrica:

 

ESERCIZIO 3

L’ultimo esercizio, il più complesso, è pensato per stuzzicare i chitarristi più avanzati, ma vuole anche essere un faro per i principianti: un traguardo concreto che mostra fin dove si può arrivare con questo metodo, accendendo la voglia di continuare a studiare.

 

 

Come di consueto, vi lascio il link al video di approfondimento a questo link.

 

CONCLUSIONI

Tutto quello che abbiamo presentato finora ha un unico, grande obiettivo: prendervi per mano e condurvi passo dopo passo alla scoperta di spunti musicali sempre nuovi e stimolanti. Come avrete certamente intuito, le soluzioni e le combinazioni possibili possono essere davvero infinite!

Abbiamo lavorato con le solide forme accordali del sistema CAGED, ma vi ho anche disseminato – qua e là, all’interno dei vari esercizi – una serie di piccole chicche: le quadriadi, le estensioni come la tredicesima, gli accordi alterati… ed è proprio a questo punto che inizia il vostro compito.

Il mio invito è quello di sistematizzare questo studio. Prendetevi il giusto tempo per memorizzare le diverse forme di accordi in tutte le tonalità, esplorate con calma e curiosità nuove soluzioni – sia dal punto di vista armonico che ritmico – muovendovi liberamente lungo tutto il manico della chitarra. Insomma, usate questi elementi come mattoncini Lego per dare vita e voce alla vostra creatività musicale.

Ricordate che è di fondamentale importanza procedere gradualmente, assaporando il percorso senza avere fretta e senza trascurare alcun dettaglio. Così facendo prima ancora di quanto possiate immaginare vi renderete conto quanto la vostra liberà musicale sarà migliorata in modo esponenziale!

 

Dal mio sito web vittoriodistefano.com potete scaricare gratuitamente le trascrizioni complete in formato .pdf; vi invito inoltre a iscrivervi ai miei canali YouTube, Instagram, Facebook (e chi più ne ha più ne metta) e a contattarmi tramite mail – la trovate all’interno del sito – per ricevere gli esercizi in formato GuitarPro.

 

Non mi resta altro che salutarvi e augurarvi un buono studio, ciao!

 

“La creatività è contagiosa. Trasmettila.” – (A.Einstein)

 

Vittorio Distefano