Seleziona una pagina

STRANGER TEACHING

di Stefano Rossi

 

 

Cari Guitar-Nauti,

Torna la rubrica “STRANGER TEACHING“!

È come sempre un grande piacere per me dare spazio a Stefano Rossi, qui sulle colonne di Lezioni-Chitarra.it. Stefano è un esperto chitarrista e insegnante, e attraverso questa rubrica ci parla di didattica, di chitarra, di musica in generale ma anche di rapporti umani nell’ambito della formazione. Ma perché “Stranger Teaching”? Perché, a differenza degli articoli dal tenore giornalistico che abbiamo pubblicato finora, lo sguardo di Stefano è molto più ironico, libero nell’espressione, a tratti dissacrante. E alcuni dei temi trattati sono così seri e eternamente irrisolti che l’unico modo per trattarli è, in definitiva, con l’ironia 😉 Buona lettura! – Claudio.

——————————————————————————————————————————————————————————————–

 

È capitato sicuramente a tutti di sentirsi in difficoltà nel momento in cui dobbiamo memorizzare qualcosa di nuovo. Il nome di un cocktail, la strada di casa dopo aver bevuto troppo (“Perchè ci sono tutte queste strade in questa cavolo di città!?”), oppure il nome della ragazza così carina con cui ci abbiamo provato la stessa sera e di cui abbiamo salvato il numero di telefono come “bella mora con la scollatura da infarto“. Se poi ci ritroviamo a dover ricordare tutte queste cose in un solo intervallo ristretto di tempo, chiaramente potremo avere delle difficoltà.

Ma per tutto ci sono delle strategie. Nel caso della serata descritta poco fa, basta avere sempre una bottiglietta d’acqua da cui sorseggiare dopo ogni drink così da evitare il terribile hangover del giorno dopo e poterci ri-tuffare in altre serate simili in un immediato futuro. Questo non aiuta la memoria, ma almeno ci risparmia il mal di testa. Oggi sono qui per descrivervi tre strategie per poter ricordare tutti gli accordi in modo logico, non dovendo quindi più ricorrere a scomodi prontuari. Con un po’ di logica si risparmia un sacco di fatica, e non serve essere dei geniacci come Dustin Hoffman in Rain Man per destreggiarsi nel mondo degli accordi.

 

memorizzareaccordi1.jpg

Riassunto del film: Tom Cruise fa fare cose illegali a un ragazzo autistico.

 

 

I PRIMI PASSI

Partiamo dal presupposto che tu non conosca nessun accordo. L’accezione comune vuole che siano la prima cosa da imparare sulla chitarra. Ma purtroppo così facendo si trascura un aspetto fondamentale: la nostra memoria non è un elemento univoco, ma è fatta di tanti piccoli fattori che contribuiscono alla riuscita della memorizzazione. Se noi approcciamo direttamente gli accordi senza prima aver sviluppato una certa manualità con lo strumento e senza aver dato attenzione alla coordinazione della mano sinistra, ci metteremo sicuramente molto di più, perché non abbiamo ancora la sensibilità che ci permette di sviluppare la memoria tattile. La soluzione migliore alla faccenda è affiancare lo studio dei primi accordi a un esercizio quotidiano con la mano sinistra per aumentare la coordinazione. A tal proposito, consiglio gli esercizi cromatici (mi pare che il buon Donato Begotti li chiami “Ditones” o una cosa del genere). Fondamentalmente, sono vera e propria ginnastica per le dita, in cui eseguiamo tutte le combinazioni possibili di dita nei primi 4 tasti della chitarra. Per comodità, ve le riporto qui:

1 = indice 2 = medio 3 = anulare 4 = mignolo
1-2-3-4 2-1-3-4 3-1-2-4
1-2-4-3 2-1-4-3 3-1-4-2
1-3-2-4 2-3-1-4 3-2-1-4

Divertitevi a completare lo schema, penso che abbiate afferrato il concetto.

A questo punto si imparano i primi otto accordi in prima posizione. Suggerisco di usare un ritmo che ci piace (magari rubato a una canzone che conosciamo) e di memorizzarne uno al giorno, recuperando ogni giorno successivo le posizioni imparate nei giorni precedenti.
In circa una settimana, abbiamo già imparato i primi otto accordi! Ma siamo ancora lontani dalla meta…

 

 

ARRIVA IL BARRÈ

Oooooh il barrè! Il peggior nemico del chitarrista principiante!

Purtroppo, bisogna ingoiare il rospo e accettare la cosa: senza il barrè, ci escludiamo veramente tantissime opportunità dal punto di vista ritmico.
Quindi, pazienza e coraggio! Tutte le atroci sofferenze che proverai sulle tue mani verranno ricompensate!

 

memorizzareaccordi2.jpg

E se lo dice Machete con una colomba in mano, buona camicia a tutti.

 

In questo momento, ci interessano solamente quattro posizioni. Anzi, due e altre due con una leggera modifica.

Partiamo dal Fa maggiore.

 

f-major-1.gif

 

Questa posizione ci permette di trovare tutti gli accordi maggiori con la tonica (cioè la nota che dà il nome all’accordo) sulla sesta corda. Quindi, dato che al primo tasto della chitarra, sulla sesta corda, c’è un Fa, se sposto la stessa posizione sul secondo ci sarà il Fa#, sul terzo il Sol e così via. Non è così complicato anche se non conosci la teoria della musica: tra tutte le note nella musica ci sono due tasti di distanza (in musica si direbbe che c’è un tono di distanza), tranne tra il Mi e il Fa e tra il Si e il Do, in cui ce n’è uno solo (ossia un semitono).

Vuoi gli accordi minori? Basta togliere il dito medio, e voilà!

 

f-minor-1.gif

Stesso principio, ma con un dito in meno! Il che sembra più semplice ma generalmente questa si suona più difficilmente dell’altra per via dello sforzo superiore dell’indice, quindi non preoccuparti se non viene subito. Prima o poi avrai la meglio!

Esistono altre due posizioni che ci permettono di trovare gli accordi usando come riferimento la quinta corda anziché la sesta. In questo modo possiamo evitare di fare spostamenti eccessivi della mano e facilitarci quindi i cambi degli accordi.

Ecco quindi la posizione degli accordi maggiori con tonica sulla quinta corda.

 

accordo.png

 

Qui è rappresentato il Si maggiore (secondo tasto quinta corda) ma spostandolo come prima otteniamo tutte le varianti in tutte le tonalità.

Ed ecco qui la posizione invece per i minori.

 

accordo2.gif 

E finalmente ci siamo! Abbiamo praticamente sotto mano tutti gli accordi maggiori e minori, in tutte le tonalità!
Di norma consiglio ai miei allievi di imparare a memoria almeno un accordo per ciascuna nota, sia esso maggiore o minore, e crearsi quindi un prontuario mentale, come se fosse una scala cromatica di accordi. Quindi, Do maggiore, Do# maggiore, Re maggiore, Re# maggiore e così via per tutte le note, per poi passare ai minori.

Quindi abbiamo finito? Ancora no. Perché gli accordi non sono solo maggiori e minori, ma ci sono davvero moltissime varianti. E vediamo quindi come risparmiare tempo per tutti gli accordi più complicati

 

 

STUDIA LA TEORIA. SÌ, HAI LETTO BENE.

E ripeto, non sto scherzando.

Il modo migliore per ricordare tutte le varianti degli accordi che esistono è capire come funzionano gli intervalli e come visualizzarli sulla tastiera.
Chiariamoci: ovviamente quando si usa un accordo per diverso tempo, per quanto strano, lo si impara a memoria. Ma se hai a che fare con molte canzoni diverse (magari in ambito blues-jazz) ti potresti trovare seriamente in difficoltà nel leggere sigle complicate e nel ricordare ogni volta cosa devi fare.

La soluzione sta tutta lì, nella teoria, la migliore amica della nostra memoria.
Ora, ci vorrebbe un articolo ulteriore solo per la spiegazione degli intervalli e un altro su come interpretare il nome di un accordo (se lo richiedete nei commenti a gran voce, prometto che vi accontenterò!). In rete si trova già diverso materiale a riguardo: sia io, sia Claudio e altri ancora, abbiamo realizzato dei video che spiegano come funzionano e la loro applicazione sulla tastiera della chitarra.

Per fare un esempio rapido: l’accordo maj7 è formato dai gradi di un accordo maggiore con l’aggiunta della sua settima maggiore. Di conseguenza, basterà prendere la posizione di un accordo maggiore e sostituire a una nota ridondante (solitamente la tonica o fondamentale presente all’ottava sopra rispetto a quella più bassa) la nota che ci serve.

 

CMaj7.png

In questo schema il Do maggiore si è trasformato in Do maggiore settima.

 

Se per caso non hai capito una mazza di tutto quello che ho scritto nell’ultimo punto: non ti preoccupare. Non è così difficile come sembra. Anzi, lo è molto di più ricordare a memoria senza nessuna cognizione di causa decine, anzi, centinaia di accordi diversi.

 Investi un po’ del tuo tempo nella teoria e ti ripagherà profumatamente.

Te lo prometto.

Parola di Francesco Amadori.

 

amadori.jpg

Che in questa immagine insegna come si suona un accordo di decima aumentata a tutto il suo condominio.

 P.S.: sì, lo so. Un accordo di decima aumentata esiste solo come pippa teorica pura e semplice. Ma vuoi mettere quanto suona figo dirlo? 🙂

 

 

Stefano Rossi

Blog https://doopyblog.wordpress.com/

Canale Youtube: https://www.youtube.com/channel/UCfR38f4RBzD2tf6cidV9fvQ?view_as=subscriber

Gruppo Facebook:https://www.facebook.com/groups/doopypills/

Link scuola Doopy: http://www.doopymusic.it/

 

 

 

 

TI E’ PIACIUTA QUESTA LEZIONE? CONDIVIDILA SUI SOCIAL NETWORK 

PER SUPPORTARMI E LASCIA UN COMMENTO QUI SOTTO!