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di Lorenzo Favero

 

Cari Guitar-Nauti,

tra i temi degli articoli di approfondimento su Lezioni-Chitarra.it non poteva davvero mancare il fingerpicking: tecnica, genere musicale o universo vero e proprio? Poco importa, ciò che conta è che vanta moltissimi seguaci e appassionati. A parlarcene sarà qualcuno che di fingerpicking e fingerstyle ne sa qualcosa: Lorenzo Favero, musicista con un curriculum invidiabile che vanta collaborazioni con nomi come Tommy Emmanuel, Frank Vignola, Dodi Battaglia, solo per citarne alcuni. – Buona lettura. – Claudio.


 

 

CHITARRA FINGERSTYLE: COME ORGANIZZARE
LA TUA SESSIONE DI STUDIO 

 

 

Ciao Guitar-Nauta,

nella pillola fingerstyle di oggi non ti presento una nuova tecnica, un arpeggio o un arrangiamento, ma voglio parlarti di qualcosa che sta dietro a tutto questo, e che secondo me fa davvero la differenza nel percorso di ogni chitarrista: come organizzare la propria sessione di studio.

Ti sarà sicuramente capitato di prendere in mano la chitarra con tanta voglia di suonare, e di ritrovarti dopo un’ora ad aver ripetuto sempre le stesse cose, magari la parte del brano che già sai suonare bene, con la sensazione di non aver fatto nessun passo avanti. Oppure, al contrario, di aver passato tutto il tempo su un unico passaggio difficile, finendo la sessione stanco/a e un po’ frustrato/a.

Spesso si pensa che per migliorare sia necessario studiare tante ore al giorno: in realtà, ciò che fa davvero la differenza è la qualità della pratica e la regolarità nel tempo, non tanto le ore che passiamo effettivamente sullo strumento. Anche una sessione breve, se ben organizzata, ci permette di ottenere risultati concreti e duraturi.

 

Perché dividere lo studio in momenti diversi

 

Il principio da cui voglio partire è semplice ma fondamentale: indipendentemente dal tempo che abbiamo a disposizione, che siano 20 minuti o due ore, è sempre consigliabile suddividere la nostra sessione in diversi momenti di studio, ognuno dedicato a un aspetto diverso della chitarra.

I motivi sono principalmente due:

  • L’attenzione rimane viva: la nostra concentrazione non è infinita, e ripetere per troppo tempo la stessa attività la fa calare in modo naturale. Cambiare attività a intervalli regolari è un po’ come “ricaricare la batteria” della nostra attenzione, ed evita quella sensazione di noia e di stallo che spesso ci fa rimettere la chitarra nella custodia.
  • Portiamo avanti più aspetti contemporaneamente: il fingerstyle, come abbiamo detto molte volte, è una tecnica ricchissima, in cui convivono melodia, armonia e ritmo. Dedicare ogni giorno un po’ di tempo a tecnica, repertorio e creatività ci permette di crescere in modo omogeneo, senza diventare per esempio degli ottimi esecutori di esercizi che però non hanno un brano “pronto” da suonare agli amici.

 

Cosa ci dice la scienza

Questo approccio non è solo una questione di buon senso o di esperienza didattica, ma trova riscontro anche in diversi studi sull’apprendimento motorio e musicale. Te ne cito un paio, senza entrare troppo nel tecnico:

  • Sessioni brevi e pause: nel celebre studio di Ericsson e colleghi (1993) sui violinisti di alto livello, risultò che i musicisti migliori non studiavano per ore senza sosta, ma organizzavano la pratica in sessioni di durata limitata, intervallate da pause e momenti di riposo. Ecco perché 20-30 minuti ben organizzati ogni giorno sono più efficaci di una lunga sessione una volta a settimana.
  • Gli automatismi: ripetendo con regolarità un pattern di arpeggio, i movimenti della mano destra diventano via via automatici, cioè non hanno più bisogno del nostro controllo consapevole per essere eseguiti correttamente. È proprio questo che, a un certo punto, ci permette di smettere di pensare alle dita e iniziare a pensare alla musica.

 

 

La struttura della sessione

 

Ti propongo quindi di ragionare per percentuali invece che per minuti: in questo modo potrai adattare la stessa struttura al tempo che hai a disposizione giorno per giorno. Ecco come normalmente consiglio ai miei allievi di suddividere una sessione di studio fingerstyle, con due esempi pratici: uno da 60 minuti e uno da 30 minuti, per i giorni più impegnati.

 

Momento di studio Percentuale Sessione da 60 min Sessione da 30 min
Riscaldamento 10% 6 min 3 min
Tecnica 20% 12 min 6 min
Studio di un brano nuovo 25% 15 min 8 min
Ripasso del repertorio 20% 12 min 6 min
Creatività e improvvisazione 15% 9 min 4 min
Pausa e ascolto 10% 6 min (distribuiti) 3 min (distribuiti)

 

Ovviamente non si tratta di regole rigide: un giorno potresti voler dedicare più tempo alla tecnica perché stai lavorando su un nuovo pattern, un altro giorno potresti sentire il bisogno di “perderti” nella creatività o di rispolverare un vecchio brano. L’importante è che, nell’arco della settimana, nessuno di questi aspetti venga trascurato.

Un piccolo consiglio: se hai davvero poco tempo (per esempio 15 minuti), non rinunciare a suonare! Piuttosto, fai un breve riscaldamento e poi scegli due momenti da alternare durante la settimana (per esempio tecnica + brano nuovo un giorno, repertorio + creatività il giorno dopo).

 

I momenti di studio, uno per uno

1. Il riscaldamento

Partiamo dal momento che, ammettiamolo, molti chitarristi saltano sull’onda dell’entusiasmo: il riscaldamento. Nel fingerstyle, dove entrambe le mani lavorano in modo indipendente e spesso sono impegnate contemporaneamente su basso, melodia e armonia, scaldarsi è davvero fondamentale. Il riscaldamento serve a preparare le mani, ad attivare la circolazione e soprattutto a entrare gradualmente nella modalità chitarra, lasciando fuori dalla stanza distrazioni e pensieri.

Ricorda: il riscaldamento non è un test di velocità. Anzi, è consigliabile eseguire questi esercizi lentamente, per una corretta e graduale attivazione di tutti i muscoli delle mani. Passiamo alla chitarra con qualche esempio:

  • Mano destra: ti propongo di usare i 3 arpeggi base che abbiamo visto in una precedente pillola fingerstyle (di cui puoi trovare il VIDEO QUI), sugli accordi Do, Fa add9 e Sol sus4 con il Sol fisso sulla prima corda. Pollice sul basso alternato, indice, medio e anulare sui cantini: ripeti ogni pattern diverse volte, curando l’omogeneità del volume fra le dita e il rilassamento della mano.

 

 

  • Mano sinistra: un classico ma efficacissimo esercizio cromatico. Partendo dal primo tasto, suoniamo i tasti 1-2-3-4 su ogni corda dalla 6a alla 1a; arrivati in cima, spostiamo il mignolo avanti di un tasto e scendiamo dalla 1a alla 6a corda suonando i tasti 5-4-3-2, e così via fino al 12° tasto. Mantieni le dita vicine alla tastiera, riducendo al minimo l’escursione, e alterna indice e medio della mano destra.

 

2. La tecnica

Una volta “caldi”, possiamo dedicarci alla tecnica. È il momento in cui lavoriamo sul nostro personale bagaglio tecnico fingerstyle: un nuovo pattern di arpeggio, l’indipendenza del pollice nel basso alternato in stile Travis picking, il colpo percussivo (effetto rullante), il basso ostinato, l’harp style, o un nuovo cambio di accordi che ci crea difficoltà. Trovi molte di queste tecniche nelle precedenti pillole fingerstyle di questa serie.

Il mio consiglio è di scegliere una sola tecnica per sessione (al massimo due), e di lavorarci con il metronomo. Una buona abitudine è annotare la data e la velocità in BPM a cui riesci a eseguire l’esercizio in modo pulito: rileggere questi appunti dopo qualche settimana ti darà una bella dose di motivazione! Mi raccomando però: mai alzare la velocità prima di aver curato la pulizia del suono.

 

3. Lo studio di un brano nuovo

È il momento più gustoso della sessione, quello in cui costruiamo il nostro repertorio. Può trattarsi di un arrangiamento fingerstyle, di un brano originale o di uno degli Arpeggi Leggendari che abbiamo affrontato insieme in questa rubrica, come House of the Rising Sun, Dust in the Wind o Sailing to Philadelphia.

Alcuni consigli per affrontare questo momento di studio al meglio:

  • Scegli brani adatti al tuo livello: un arrangiamento troppo complesso rischia di scoraggiarti.
  • Studia il brano per sezioni (intro, strofa, ritornello…) e, all’interno di ogni sezione, battuta per battuta: una volta imparata la prima battuta, passa alla seconda, e poi prova a unirle.
  • Suona ogni sezione a loop e a velocità bassa e sostenibile: ripetizione dopo ripetizione, le note inizieranno a suonare sempre meglio.

Ricorda: è molto più utile imparare bene una breve sezione che un intero brano in modo approssimativo.

 

4. Il ripasso del repertorio

Quante volte ti è capitato, magari in compagnia di amici, di non ricordare più un brano che sapevi suonare benissimo qualche mese prima? Il ripasso del repertorio serve proprio a questo: ad avere i nostri brani sempre pronti all’uso. Riprendere periodicamente i brani già studiati aiuta a consolidare la memoria, migliora la fluidità e aumenta la sicurezza.

C’è poi un aspetto che trovo molto bello: quando un brano non ci richiede più di pensare alle note, possiamo finalmente concentrarci su dinamica, tocco e interpretazione. Prova a suonare un brano del tuo repertorio cambiando ogni volta qualcosa: più piano, più lento, accentando diversamente il basso, aggiungendo un abbellimento. Se il tuo repertorio è ampio, puoi farlo ruotare, ripassando due o tre brani diversi ogni giorno.

 

5. Creatività e improvvisazione

Suonare è prima di tutto un modo per esprimerci, quindi è importante dedicare sempre una parte della sessione all’espressione libera e personale. Spesso la creatività ha bisogno di una miccia per accendersi: ecco qualche idea pensata per il fingerstyle.

  • Suona un basso ostinato sul Mi a vuoto e prova a improvvisare una melodia sui cantini con la scala pentatonica di Mi minore.
  • Prendi un giro di accordi che conosci e prova ad applicarci tutti i pattern di arpeggio che sai, inventandone di nuovi.
  • Cambia accordatura, per esempio in Drop-D: come ti dicevo nella lezione dedicata, la chitarra torna ad essere un territorio inesplorato, perfetto per andare a cercare posizioni che suonino bene.
  • Prova a tirare fuori dalla chitarra la melodia di una canzone che ami, e magari inizia a lavorare su un tuo arrangiamento, seguendo gli step che ti ho raccontato nell’articolo Come arrangiare un brano in fingerstyle.

Questa fase si alimenta con la tecnica e il repertorio: più grande è il nostro bagaglio, più ricco e vario sarà questo momento. E quando l’idea arriva, registrala subito, anche solo con lo smartphone!

 

6. Pausa e ascolto

L’ultimo momento non è un vero e proprio blocco, ma qualcosa da distribuire durante tutta la sessione: le pause. Servono a riposare le mani e la mente. Approfittane per alzarti, muoverti per la stanza, respirare.

Puoi sfruttare questi minuti anche per ascoltare:

  • te stesso/a: riascolta quello che hai registrato durante la sessione. Registrarsi permette di assumere il punto di vista dell’ascoltatore, e capire se stiamo suonando a tempo, in modo pulito ed espressivo.
  • i grandi del fingerstyle: Tommy Emmanuel, Pierre Bensusan, Chet Atkins, Mark Knopfler… ascoltare con attenzione come gestiscono il tocco, la dinamica e gli abbellimenti è una vera e propria lezione.

 

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Suggerimenti pratici

  • Non saltare mai il riscaldamento, anche quando hai poco tempo: bastano 2-3 minuti.
  • Ragiona per percentuali, non per ore: la struttura funziona con 20 minuti come con 2 ore.
  • Una tecnica alla volta: meglio un piccolo passo ben fatto che tanti passi incerti.
  • Usa il metronomo e annota i BPM che raggiungi.
  • Registrati spesso e riascoltati durante le pause.
  • Lascia sempre spazio alla creatività: è il momento in cui la tecnica diventa musica.

 

Conclusione

 

Organizzare la propria sessione di studio non significa trasformare la chitarra in un dovere, anzi: significa creare un piccolo spazio quotidiano in cui ogni minuto passato con lo strumento sia davvero utile, piacevole e gratificante. Riscaldamento, tecnica, brani nuovi, repertorio, creatività e ascolto sono un po’ come gli ingredienti di una ricetta: dosandoli bene giorno per giorno, il risultato sarà un percorso di crescita costante e, soprattutto, divertente.

Ti invito quindi a provare a organizzare la tua prossima sessione seguendo questi consigli, e a farlo con costanza per qualche settimana: vedrai che i risultati non tarderanno ad arrivare. Sono curioso di sapere come ti troverai!

Ricorda che ho realizzato diverse altre lezioni di fingerstyle gratuite su YouTube, e diversi miei arrangiamenti fingerstyle che trovi nelle playlist indicate qui sotto. Sentiti libero/a di contattarmi attraverso i miei canali social per chiarimenti e approfondimenti.

Buono studio, e alla prossima pillola fingerstyle!

 

Lorenzo Favero

 

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