di Lorenzo Favero
Cari Guitar-Nauti,
tra i temi degli articoli di approfondimento su Lezioni-Chitarra.it non poteva davvero mancare il fingerpicking: tecnica, genere musicale o universo vero e proprio? Poco importa, ciò che conta è che vanta moltissimi seguaci e appassionati. A parlarcene sarà qualcuno che di fingerpicking e fingerstyle ne sa qualcosa: Lorenzo Favero, musicista con un curriculum invidiabile che vanta collaborazioni con nomi come Tommy Emmanuel, Frank Vignola, Dodi Battaglia, solo per citarne alcuni. – Buona lettura. – Claudio.
PILLOLE FINGERSTYLE: ARRANGIARE UN BRANO
di Lorenzo Favero
Ciao Guitar-Nauta!
Una buona parte del repertorio di noi chitarristi è sicuramente composta da arrangiamenti. Il fingerstyle, in particolare, è una tecnica che si sposa benissimo con l’arte dell’arrangiamento, in quanto ci permette di suonare contemporaneamente melodia, armonia e ritmo, caratteristica pressoché unica nel mondo della chitarra.
Nell’articolo di oggi, come sempre corredato di una videolezione che trovi a questo link, voglio darti qualche spunto su come arrangiare un brano in fingerstyle: ti darò ovviamente solo il mio punto di vista, ma negli anni ho visto che su di me ha funzionato, e mi ha permesso di creare numerosi arrangiamenti fingerstyle di brani famosi. Nei prossimi articoli, approfondiremo e ti insegnerò alcuni dei miei arrangiamenti, che puoi trovare già raccolti in questa playlist.
Con l’articolo di oggi però voglio mostrarti i 6 step che uso per creare un arrangiamento originale da zero.
Partiamo da una considerazione, semplice ma importante: quando arrangiamo un brano per chitarra fingerstyle perdiamo una parte fondamentale della canzone stessa: il testo. È quindi importante e consigliabile arrangiare canzoni con un’armonia ma soprattutto una melodia interessante e significativa: insieme agli accordi, sarà infatti quella melodia a “raccontare la storia”, come dice il grande Tommy Emmanuel.
Ecco quindi il flusso di lavoro che normalmente seguo io quando arrangio un brano in fingerstyle, diviso in 6 step che potrai provare a usare anche tu:
STEP 1 – Ascolto
Stiamo arrangiando un brano musicale, che è un’opera d’arte: cerco di entrarci dentro a fondo, di approfondire il significato della canzone. Leggo il testo e cerco di capire cosa voleva dire l’artista quando ha scritto il brano. Personalmente mi concentro in primo luogo sull’imparare bene l’armonia del brano, scrivendomi accuratamente il giro armonico, sezione per sezione. La cosa ottimale è appuntarsi anche i gradi del giro armonico, in caso di scelta di una tonalità diversa in una fase successiva, e in generale per avere piena consapevolezza della struttura armonica del brano. Imparo poi bene l’altra parte fondamentale della canzone, ovvero la melodia, cercando di rimanere il più fedele possibile all’originale, cercando di sentire e fare attenzione a tutti i movimenti melodici. Probabilmente, se hai scelto di arrangiarlo, sarà un brano che già conosci e che già hai interiorizzato, ma ti consiglio comunque di lavorare con la canzone “a portata di orecchio”, per ascoltarne tutte le sfumature in questa prima fase di arrangiamento e provarle a riportare sulla chitarra. Piattaforme come YouTube permettono fra l’altro di rallentare la riproduzione dei brani senza modificarne il pitch, il che può risultare davvero utile in questa fase.
STEP 2 – Cerco la tonalità per il mio strumento
Non è detto che il brano si presenti in una tonalità comoda per la chitarra. Può capitare infatti che la canzone sia stata scritta in tonalità “scomode” per la chitarra, magari con poche corde a vuoto che si possono sfruttare. Facendo andare avanti la riproduzione della canzone cerco quindi di provare per tentativi sullo strumento, cercando di trovare una tonalità in cui la melodia si incastri in maniera facile e naturale con gli accordi del brano. Come lo faccio? Con un piccolo trucco, ovvero usando il capotasto, che mi permette di provare tonalità diverse sulla chitarra, ma suonando sempre sul brano originale. Comincio dalle prime battute, poi se funzionano suonando in quella tonalità sulla chitarra vado avanti. In questa fase mi baso molto sul portamento della melodia. Se una sillaba è lunga, cercherò una tonalità chitarristica che mi permetta di sfruttare una corda a vuoto. Sempre nel video relativo a questo articolo puoi sentire un esempio pratico.
STEP 3 – Seguire il flow creativo
In questa fase suono insieme al brano, e cerco di mettere insieme più idee possibile, in maniera non necessariamente ordinata. Posso dedicare molto tempo a un’unica strofa, poi spostarmi su un’altra sezione. Per esperienza ti consiglio, quando sei sulla “nuvoletta creativa”, di cercare di interrompere tutto il resto delle tue attività, e sfruttare al massimo il momento creativo. Potrebbe non essere necessario moltissimo tempo, e posso garantirti che i momenti creativi sono rari e bisogna approfittarne. Alla fine, quando senti che il momento creativo è esaurito, registra un audio o, meglio ancora, un video della bozza del tuo arrangiamento. Ti sarà utile per le fasi successive in cui rimetterai mano al tuo arrangiamento.
STEP 4 – Rifinitura
Quando è finito il momento più creativo, inizia il vero lavoro di lima e di impreziosimento del nostro arrangiamento. Proviamo a farci a mente lucida alcune domande come: “Posso aggiungere abbellimenti?”, “Posso aggiungere addizioni agli accordi?”, “Ci sono dei movimenti nell’arrangiamento degli archi che potrei riprendere e riportare sulla chitarra?”.
Personalmente, sono molto affascinato dai movimenti degli archi negli arrangiamenti. Mi è capitato di riportare questi movimenti degli archi in alcuni miei arrangiamenti come quello di The long and winding road dei Beatles e del Love theme di Ennio Morricone. Puoi ascoltare questi arrangiamenti in questa questa playlist.
STEP 5 – Scrivere la struttura della canzone
Avere chiara la struttura della canzone è importante e aiuta a mettere a fuoco il brano. Prova a scrivere la struttura originale (intro, verse, chorus, bridge, ecc). Non sarà poi necessario rispettarla in maniera ferrea, soprattutto se vi sono troppe ripetizioni dovute magari alle variazioni di testo. In ogni caso, non lavorando con le parole, potremo scegliere di alzare di ottava o aggiungere abbellimenti quando ripetiamo delle sezioni più volte.
STEP 6 – Aggiungi il tuo tocco personale
Un arrangiamento non deve a parer mio essere una mera copia del brano originale riportato su un altro strumento. Mi piace sempre intravedere l’artista dietro gli arrangiamenti, e trovo che questi ultimi siano un modo che le canzoni hanno per provare “vestiti” diversi. Personalmente, penso che la melodia e gli accordi debbano rimanere effettivamente il più possibile fedeli alla versione originale, proprio per la loro forza e per il fatto di avere avuto un significato profondo per così tante persone. Sul 100% di una canzone, possiamo però scegliere di inserire un 20/30% di nostro tocco di personalità. Nel mio caso, mi capita spesso di scrivere delle intro, per portare l’ascoltatore verso il brano che sto per suonare (come nel caso del Love theme o di Hit the road jack), oppure dei finali, come nel caso di The long and winding road. Potresti anche voler inserire degli accordi con delle addizioni particolari, anche non presenti nella versione originale. Nella fase di composizione, ti consiglio di provare sempre prima a cantare quello che vorresti suonare, e non viceversa, per far sì che sia la tua musicalità a comporre, e non le tue dita.
IN DEFINITIVA: PERCHÉ ARRANGIARE?
Ci sono moltissimi motivi, a mio parere, per arrangiare dei brani sul nostro strumento, ma i più importanti sono secondo me tre.
In primo luogo, arrangiare è un modo estremamente efficace di imparare nuovi giri armonici, e interiorizzare melodie che sono riuscite ad avere una forza e un significato unici per molte persone, e che quindi possiedono qualcosa di speciale che vale la pena di essere studiato. Gli scorsi 70 anni di musica (solo per soffermarci sul periodo storico più vicino a noi) ci hanno lasciato canzoni di grande valore, che hanno emozionato milioni di persone. Penso che sia bello andare a conoscere a fondo queste canzoni, e riproporle con il nostro punto di vista.
Il secondo motivo è quello di ampliare il proprio repertorio. Credo che, soprattutto in un concerto di chitarra acustica solista, avere un buon numero di arrangiamenti possa fare bene al nostro show, e i repertori di grandi performer come Tommy Emmanuel ne sono la dimostrazione.
Il terzo motivo è quello che io chiamo “studio creativo”: didatticamente infatti trovo che creare arrangiamenti originali sia un modo estremamente creativo di studiare, in quanto andiamo a lavorare su del materiale preesistente, ma ci è richiesto un intervento attivo, che ci dà spazio e ci consente di esprimerci.
Ti invito quindi a iniziare a pensare a un brano che abbia per te un significato particolare, e provare a creare un tuo arrangiamento, anche semplice, magari seguendo i consigli che ti ho dato in questo articolo. Sarò curioso di sentire i risultati.
Ti ricordo che puoi ascoltare i miei arrangiamenti anche nei miei album che ho pubblicato su Spotify.
Alla prossima lezione, con l’analisi di alcuni arrangiamenti che magari sarai tu stesso a suggerirmi. Buon fingerstyle!
SCOPRI IL CORSO COMPLETO!
Lorenzo Favero
Link:
VIDEO-LEZIONE “COME ARRANGIARE UN BRANO”: https://www.youtube.com/watch?v=2y6nzQpPohQ
“THE LONG AND WINDING ROAD” – PERFORMANCE: https://www.youtube.com/watch?v=4NiK4ugN5Ig
PLAYLIST ARRANGIAMENTI FINGERSTYLE: https://youtube.com/playlist?list=PLQhP1k5IXJSf41AJ6ifybLZhZcUC3r8RV
SITO WEB/TABS: https://www.lorenzofavero.com/
FACEBOOK: https://www.facebook.com/lorenzofaveromusic
INSTAGRAM: https://www.instagram.com/lorefavero/?hl=it
SPOTIFY ALBUM LORENZO FAVERO: https://open.spotify.com/artist/53jnsqRtvvR3s501DRs779


