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di Lorenzo Favero

 

Cari Guitar-Nauti,

tra i temi degli articoli di approfondimento su Lezioni-Chitarra.it non poteva davvero mancare il fingerpicking: tecnica, genere musicale o universo vero e proprio? Poco importa, ciò che conta è che vanta moltissimi seguaci e appassionati. A parlarcene sarà qualcuno che di fingerpicking e fingerstyle ne sa qualcosa: Lorenzo Favero, musicista con un curriculum invidiabile che vanta collaborazioni con nomi come Tommy Emmanuel, Frank Vignola, Dodi Battaglia, solo per citarne alcuni. – Buona lettura. – Claudio.


 

 

L’ARPEGGIO LEGGENDARIO DI

SAILING TO PHILADELPHIA (MARK KNOPFLER)

di Lorenzo Favero

 

 

 

Ciao Guitar-Nauti,

bentornati nella rubrica Arpeggi Leggendari, in cui esploriamo insieme i brani che hanno lasciato un’impronta nella storia della musica grazie ai loro arpeggi indimenticabili. Oggi impariamo un pezzo raffinato ed elegante di quello che mi piace definire lo storyteller della chitarra, Mark Knopfler; si tratta del suo brano Sailing to Philadelphia.

La tonalità originale del brano è La maggiore, ma noi lo suoneremo (come fa il chitarrista acustico di Knopfler nelle versioni live) con il capotasto al II tasto in Sol maggiore: come sempre potrai aiutarti e seguire al meglio la lezione supportandoti con il VIDEO DIDATTICO che ho preparato per te.

 

Un po’ di storia e contesto

Sailing to Philadelphia è il brano che dà il titolo al secondo album solista di Mark Knopfler, pubblicato nel 2000 dopo l’esperienza con i Dire Straits. La canzone è ispirata al romanzo Mason & Dixon di Thomas Pynchon e racconta – in forma immaginaria – il viaggio dei due astronomi inglesi incaricati, nel Settecento, di tracciare la celebre Mason-Dixon Line, linea di confine simbolica tra Nord e Sud degli Stati Uniti.

Dal punto di vista musicale, Knopfler costruisce una ballata acustica intimista, dal sapore folk anglo-americano, impreziosita da un arrangiamento sobrio, elegante e molto narrativo. A rendere tutto ancora più magico è il duetto vocale con James Taylor, che aggiunge al brano calore e profondità.

 

Qualche curiosità interessante

Il duetto su questo brano è nato quasi per caso, quando Knopfler invitò Taylor ad assistere alla sessione di registrazione e quest’ultimo, affascinato dal brano, si unì. Nella registrazione si può percepire un affiatamento spontaneo, un vero e proprio “dialogo tra chitarra e voce”. Durante le registrazioni, Knopfler e Taylor hanno optato per un approccio “live in studio”: poche sovraincisioni, microfoni ambientali e il desiderio di conservare il più possibile la naturalezza dell’esecuzione. Il risultato è una canzone che sembra respirare, come se i due musicisti fossero seduti uno di fronte all’altro con le loro chitarre e le loro voci.

Il capotasto al secondo tasto (che il chitarrista acustico di Knopfler usa dal vivo) non è solo una scelta tecnica, ma anche musicale: consente di usare forme di accordo aperte, mantenendo una tessitura dolce e brillante, tipica della tonalità di Sol maggiore.

E ovviamente, come in tutto il suo repertorio acustico, Knopfler suona senza plettro, affidandosi al suo inconfondibile tocco fingerstyle: morbido, profondo, narrativo.

 

Come prepararsi all’arpeggio

Prima di affrontare il brano completo, può essere come sempre utile fare un po’ di riscaldamento tecnico. Ti consiglio un primo esercizio semplice ma efficace: si tratta di diteggiare con la mano sinistra il primo accordo (Esus4) ed eseguire a loop con la destra il pattern di arpeggio che ci accompagnerà per tutto il brano. Ricorda che il basso è alternato, quindi i bassi vanno suonati tutti col pollice. Prova a suonare l’arpeggio qui sotto lentamente (se vuoi, aiutandoti col VIDEO), curando la pulizia del suono e la fluidità dell’esecuzione.

 

 

Dedica qualche minuto a questo esercizio, così quando affronterai il pezzo vero e proprio sarai già “in forma”.

 

Analisi dell’arpeggio

 

Introduzione

L’introduzione è uno dei momenti più affascinanti di questo brano: si parte da un Esus4 arpeggiato, impreziosito da una semplice linea melodica su terza e seconda corda. A seguire troviamo accordi come Gadd9 ed D/F#, suonati con dei voicing che danno respiro e apertura all’inizio del brano.

Il tocco deve essere leggero ma deciso, senza accentare troppo le note: è proprio nel controllo del suono che si costruisce la magia di questo arpeggio e in generale dello stile di Mark Knopfler.

 

 

Verse

La progressione armonica della strofa (verse) è molto naturale e circolare: gli accordi Esus4, Gadd9, C, Cmaj7, D/F# si succedono in modo musicale e fluido. Il pattern di arpeggio è costante, anche se troviamo talvolta delle battute in 2/4 che si alternano a quelle in 4/4. La sfida di questo arpeggio sta nel rendere l’accompagnamento espressivo: Knopfler infatti non sfoggia virtuosismi, ma “racconta una storia con la chitarra”. Prova a fare anche tu lo stesso, lasciando suonare le corde a vuoto, curando l’equilibrio tra il basso e la melodia, e lavorando sulla dinamica: ogni accordo è una frase ed un pezzo di storia.

 

 

Chorus

Quello che possiamo considerare come il ritornello del brano (in cui Knopfler e Taylor intonano assieme “Sailing to Philadelphia…”) presenta una progressione di accordi più aperta, G – Bm – Em – C – G –  Em – Am- D. Qui si percepisce un cambio del registro emotivo, una pausa del racconto e un momento di maggiore luminosità del brano. Come vedrai viene introdotto un accordo in barré (il Si minore), che ti consiglio di suonare con pulizia e precisione, esercitandoti nel cambio dall’accordo che lo precede (Sol). Guarda come eseguo questo cambio nel VIDEO, magari rallentandolo con le impostazioni di YouTube.

Il consiglio che ti do per questa sezione è di accentare leggermente l’inizio di ogni battuta, e di seguire la voce dei cantanti nella versione originale: come sempre, infatti, conoscere il testo e il significato di una canzone aiuta a interpretarne meglio anche la parte strumentale.

 

 

Alcuni suggerimenti per studiare al meglio

  • Esercitati con il metronomo (intorno ai 60 BPM per iniziare) per mantenere costanza nel tocco.
  • Registra la tua esecuzione: ti aiuta ad ascoltarti in modo più oggettivo.
  • Suona sopra alla versione originale per assimilarne intenzione, interpretazione e sfumature.
  • Leggi il testo originale e traducilo per capire il senso della canzone e saper interpretare meglio la musica.
  • Mantieni la mano destra rilassata: il suono nasce dal respiro, non dalla forza. Il tocco nei brani di Mark Knopfler è un aspetto fondamentale.

 

 

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Conclusione

Sailing to Philadelphia è un piccolo capolavoro di equilibrio tra racconto, melodia e armonia espressa con un arpeggio leggendario. L’omonimo album è a mio parere un capolavoro di un Mark Knopfler maturo e strutturato: ti consiglio di ascoltarlo tutto (magari durante un viaggio “on the road”…). Come vedrai non ti serviranno particolari abilità tecniche per affrontare questo arpeggio, ma sensibilità, ascolto e attenzione.

Ti lascio qui sotto la scheda didattica completa e il VIDEO dove ti mostro passo dopo passo l’arpeggio:

📎 [Link VIDEO qui]

 

Buona musica, e al prossimo episodio di Arpeggi Leggendari!

 

 

Lorenzo Favero

 

 

Link:

VIDEO-LEZIONE: https://youtu.be/Ark5Bg8r7r4?si=upU3CdZHLFa7NFQA

PLAYLIST LEZIONI CHITARRA GRATUITE: https://youtube.com/playlist?list=PLQhP1k5IXJSdFz5RmEmSrJPtO5i2FZmRk

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