BACK TO THE 80s
di Luca Milieri
Cari Guitar-Nauti,
torna “Back to the 80s”!
Il collega Luca Milieri ci accompagna alla scoperta delle tecniche che hanno reso grandi i chitarristi degli anni Ottanta. Ogni articolo sarà un focus su una specifica tecnica, con tanto di tab e spartiti per aiutare la comprensione. Buona lettura! – Claudio.
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Ciao a tutti ragazzi e ragazze e benvenuti al 3° episodio di Back To The 80s, oggi parliamo di una tecnica molto efficace che permette una grande fluidità d’esecuzione: l’economy picking.
Nello scorso episodio abbaiamo parlato della plettrata alternata e di come quest’ultima sia tutt’altro che intuitiva quando dobbiamo suonare su più corde. Abbiamo detto che l’inclinazione del plettro va spesso cambiata per mantenere un cambio di corda “fluido” e questa cosa inizialmente può creare numerosi grattacapi. Molti chitarristi hanno addirittura rinunciato a percorrere quella strada in favore di un altro approccio: l’economy picking, appunto.
Questo approccio permette di mantenere costante l’inclinazione del plettro e una sonorità più “fluida”.
Ne esistono due varianti:
- economy picking in Downward Pickslanting
- economy picking in Upward Pickslanting
Oggi parleremo del primo approccio, che è più diffuso e utilizzato da molti dei miei idoli: Yngwie Malmsteen, Eric Johnson, addirittura jazzisti come George Benson e persino i chitarristi Gipsy Jazz hanno un approccio simile.
L’economy picking con Downward Pickslanting prevede di suonare ogni corda partendo da una plettrata verso il basso.
Si presentano quindi 2 scenari:
- plettrate pari per corda (2, 4, 6 ecc.)
- plettrate dispari per corda (1,3,5 ecc.)
Nel primo caso la plettrata rimane una comune plettrata alternata, poiché avremo sempre l’alternanza GIÙ-SU, conseguentemente ogni corda avrà per forza la plettrata verso il basso.
Nel secondo caso (plettrate dispari) invece ci troviamo con l’ultima nota suonata con una plettrata verso il basso, per cui dobbiamo introdurre una plettrata sweep o continua tra una corda e la successiva per poter cominciare nuovamente con la plettrata verso il basso.

Impostazione Downward Pickslanting
Facciamo qualche esempio pratico:
Prendiamo la scala pentatonica di La minore in V posizione che credo molti di voi conoscano bene e suoniamo le prime 6 note:

Come possiamo vedere ogni corda viene suonata inizialmente da una plettrata verso il basso e l’esempio non presenta particolari problemi. Vediamo invece se suoniamo la pentatonica Blues di La minore sempre in V posizione:

In quest’ultimo caso vediamo che tra la 5 e la 6 nota succede un’anomalia: l’alternanza delle plettrate viene meno e sia la nota MI che la nota SOL vengono suonate entrambe con la plettrata verso il basso:

Questa accortezza ci permette di mantenere l’inclinazione costante (Downward Pickslanting) e una certa fluidità del movimento poiché la plettrata verso il basso che comincia sulla nota MI continua andando a colpire la nota successiva, cioè la nota SOL, in un unico movimento.
Spesso capita per chi è alle prime armi con questa tecnica di dare due plettrate distinte verso il basso, facendo due movimenti separati invece di una plettrata continua, che a basse velocità può funzionare, ma diventa impraticabile quando i bpm cominciano a salire.
Se noti anche tu questo problema puoi ovviare questa tendenza sperimentando la tecnica del Rest Stroke presa in prestito dai chitarristi Gipsy Jazz, ovvero andare con il plettro a “riposare” sulla corda successiva dopo aver fatto la plettrata verso il basso, come vedi nella figure qui sotto:
Questa è la posizione di partenza da utilizzare per la nota MI dell’esempio precedente, plettrando la corda e CONTINUANDO il movimento fino a trovarsi nella posizione della foto successiva:

Qui come puoi vedere il plettro si “riposa” appoggiandosi sulla corda RE, pronto per suonare la nota SOL dell’esempio precedente, semplicemente spingendo sulla corda e oltrepassandola.
Questo approccio permette di suonare delle “run” veloci e fluide usando le scale a 3 note per corda; prendiamo come esempio la scala di La minore partendo dal V tasto:

Puoi chiaramente vedere le due plettrate verso il basso consecutive da eseguire con plettrata continua o sweep come abbiamo visto nell’esempio precedente. Questo approccio permette di suonare in maniera molto agevole anche pattern leggermente più complessi come il seguente:

In questo caso si possono vedere addirittura 3 plettrate CONTINUE verso il basso, con un unico movimento. Una bella “economia”!
Questo pattern può anche essere riproposto sulla corda successiva per un bell’effetto “arpeggioso”:

Come vedi il pattern è lo stesso, puoi provare a continuare tu rispettando le note della scala maggiore di DO, oppure spostarlo in altre posizioni. Comincia da questo tipo di spunti per creare le tue frasi personali preferite!
Un’altra caratteristica dell’economy picking è quella di riuscire più agevolmente a suonare gruppi di note dispari, come ad esempio gruppi di 7 note:

Anche qui puoi notare la plettrata continua (o sweep) tra la corda SI e la corda MI e l’ultima nota suonata con la plettrata verso l’alto che ci permette di ripetere questo pattern di 7 note come nell’esempio che segue:

Quest’ultimo esempio può spaventare all’inizio ma in realtà è un pattern comodo da suonare ed è usato in larga misura da chitarristi come Yngwie Malmsteen. Per un effetto più ipnotico prova a suonarlo in sedicesimi: gli accenti si sposteranno continuamente!
L’argomento è molto vasto e si possono creare un’infinità di lick e fraseggi personali utilizzando questo tipo di tecnica e approccio, ma credo che questa infarinatura possa darti un piccolo assaggio per capire se questa tecnica ti è congeniale e se la preferisci alla pura plettrata alternata. Se vuoi un supporto visivo a questa lezione puoi guardare questo video.
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Luca Milieri
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