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Cari Guitar-Nauti,

che altri strumenti oltre alla chitarra sarebbero prima o poi sbarcati su queste pagine era qualcosa che dovevamo aspettarci. Il nostro “parente più stretto” è sicuramente il basso, e a rivelarci i segreti per suonarlo nel migliore dei modi sarà Andrea Di Chiara, bassista e docente di grande esperienza. Diamogli il benvenuto! Buona lettura. – Claudio.


 

BASSO ELETTRICO: ACCOMPAGNA IL JAZZ

(ma non solo) CON IL TWO-FEEL!

 

Ciao Guitar-Nauti (e Bass-Nauti)!

In questa nuova lezione di basso elettrico torno a parlare di jazz e swing, e in particolare di un tipo di accompagnamento molto utilizzato in questo genere: il Two-Feel.

In alcuni precedenti articoli avevo parlato di walking bass, concentrandomi in particolare sulla creazione di una linea walking utilizzando arpeggi, scale modali e note di approccio.

È pero riduttivo fare riferimento a generi (o stili) musicali così ampi come il jazz parlando solo di walking, benché questo, nell’immaginario collettivo, sia il primo che viene in mente a tutti.

Nella lezione di oggi, infatti, voglio parlarvi del Two-Feel, un tipo di approccio tanto semplice quanto efficace per accompagnare alcuni standard!

 

Pronti? Partiamo!

 

Cos’è il Two-Feel?

 

Il Two-Feel è un tipo di accompagnamento che si basa sul suonare due note per ogni misura, sul primo e terzo movimento. È quindi un accompagnamento estremamente semplice, in cui dovremo concentrarci solo sul portamento ritmico e sulla fluidità del groove, senza riempire troppo lo spazio sonoro.

 

La funzione stilistica

 

Il Two-Feel è spesso utilizzato nelle prime esposizioni del tema di uno standard jazz, nelle sezioni più rarefatte di un brano o quando si vuole lasciare maggiore libertà agli strumenti melodici. L’idea alla base è quella di creare un sostegno armonico leggero, suonando esclusivamente sulle pulsazioni forti del primo e terzo movimento della misura in 4/4. Questo permette di ottenere un accompagnamento più arioso rispetto al walking bass, che invece riempie ogni battuta con quattro note.

A livello esecutivo, il basso elettrico può suonare note lunghe e ben sostenute per enfatizzare il legame con l’armonia, oppure accorciare leggermente il suono per ottenere un effetto più “pulsato”, tipico del contrabbasso nello swing.

 

La funzione pratica

 

Oltre alla sua valenza stilistica, il Two-Feel ha anche un’utilità pratica fondamentale per i bassisti che si trovano a suonare brani che non conoscono. Se non abbiamo avuto il tempo di analizzare la progressione armonica prima di iniziare a suonare, possiamo utilizzare il Two-Feel come una sorta di “fase di studio” del brano.

Partire con il Two-Feel ci permette di individuare rapidamente gli accordi fondamentali della progressione, ascoltando le relazioni armoniche senza dover costruire subito una linea walking complessa. Una volta che ci siamo orientati all’interno della struttura del pezzo, possiamo passare al walking, applicando le scale e le tecniche viste nelle lezioni precedenti per creare una linea più articolata e interessante.

Questa strategia è particolarmente utile nelle jam session o in situazioni in cui dobbiamo accompagnare un brano senza una preparazione approfondita. Invece di rischiare errori nella costruzione delle linee di basso, iniziamo con un accompagnamento essenziale ma efficace, per poi svilupparlo mano a mano che prendiamo confidenza con il brano.

 

Suoniamo!

 

La progressione che ho scelto per questa lezione è estremamente semplice: Dm7 (IIm), G7 (V7), Cmaj7 (Imaj7), A7 (VI7). Questo giro armonico è alla base di moltissimi standard jazz (ma non solo) e rappresenta un’ottima palestra per esercitarsi con questo tipo di accompagnamento.

 

Progressione IIm, V7, Imaj7, Vi7 basso elettrico jazz two-feel

 

Per suonare il nostro accompagnamento utilizzeremo appunto il Two-Feel, concentrandoci prima su fondamentale e quinta, poi sull’utilizzo delle terze, e infine arricchendolo con qualche nota di approccio. Affrontiamo il tutto passo dopo passo, iniziando con l’approccio più essenziale: tonica e quinta.

 

Fondamentale e Quinta

 

In questa prima fase, utilizziamo solo tonica (o fondamentale) e quinta di ogni accordo della progressione, alternandole rispettivamente sul primo e terzo movimento della misura.

 

Esercizio 1 two-feel

 

Piccola tip: ovviamente in questa progressione abbiamo solo accordi con la quinta giusta, ma in presenza di accordi con quinta aumentata o diminuita (come le nel caso di un accordo semidiminuito) dovremo prestare attenzione a suonare l’intervallo segnalato dalla sigla dell’accordo.

 

Fondamentale e Terza

 

Adesso possiamo cominciare a lavorare sugli altri intervalli dell’accordo, aggiungendo appunto la terza. La terza è l’intervallo che definisce se un accordo è maggiore o minore. Per questo, nel nostro accompagnamento, dovremo prestare attenzione a usare la terza maggiore sugli accordi maggiori e la terza minore su quelli minori, per mantenere la coerenza armonica.

 

Esercizio 2 basso elettrico jazz two-feel

 

Tip: In alcuni casi (come nel passaggio tra G7 e Cmaj7 o tra A7 e Dm7) l’utilizzo della terza ha una funzione di sensibilità nei confronti dell’accordo successivo. Potete quindi cominciare a sfruttarla alternando l’utilizzo di quinte e terze per dare più movimento e tensione alla linea di basso.

 

Aggiungiamo qualche nota di approccio!

 

Un altro sistema per dare movimento e tensione, è quello di rompere occasionalmente il pattern e aggiungere delle note di passaggio (o di approccio) che colleghino tra loro gli accordi, sia in senso ascendente che discendente.

 

Esercizio 3 basso elettrico jazz two-feel

 

Ovviamente (e questo vale per ognuno dei tre esercizi proposti), possiamo variare l’altezza delle note andando a lavorare su più registri, suonando quindi le linee proposte anche su ottave diverse.

 

Come Studiare

 

Per far diventare il Two-Feel parte del vostro stile, il primo passo è prendere confidenza con tutti e tre gli approcci visti in questa lezione: fondamentale e quinta, fondamentale e terza e note di approccio. L’ideale è esercitarsi separando ogni metodo, e poi provare a mescolarli per creare linee di basso più varie e interessanti.

Un buon esercizio è suonare la progressione della lezione cambiando approccio ogni volta: si parte con fondamentale e quinta, poi si inseriscono le terze, e infine si aggiungono le note di passaggio per rendere tutto più fluido. Dopo un po’, potete provare a improvvisare usando questi elementi in libertà.

Ma il vero step successivo è portare questo studio sugli standard Jazz che preferite. Non limitatevi alla backing track della lezione: prendete un brano che vi piace, suonateci sopra in Two-Feel e, quando vi sentite sicuri, passate al Walking Bass. Se vi capita di trovarvi in una jam senza conoscere bene il brano, questo approccio vi tornerà utilissimo!

 

COPERTINA BASSO FACILE

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A questo link troverai il video che ho preparato per questo articolo, e per qualsiasi domanda puoi trovare tutti i miei contatti su www.andreadichiara.it

 

Buon Lavoro!

 

Andrea Di Chiara