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Cari Guitar-Nauti,

che altri strumenti oltre alla chitarra sarebbero prima o poi sbarcati su queste pagine era qualcosa che dovevamo aspettarci. Il nostro “parente più stretto” è sicuramente il basso, e a rivelarci i segreti per suonarlo nel migliore dei modi sarà Andrea Di Chiara, bassista e docente di grande esperienza. Diamogli il benvenuto! Buona lettura. – Claudio.


 

 

BASSO ELETTRICO: LA SCALA BLUES MINORE

 

 

Ciao Guitar-Nauti (e Bass-Nauti)!

In questa lezione di basso elettrico parliamo di una delle scale più iconiche in assoluto: la scala blues minore.

Se avete già un po’ di dimestichezza con l’improvvisazione, probabilmente è una delle prime scale che avete studiato… e anche una di quelle che usate di più.

Ma attenzione: non è solo “la scala per fare gli assoli”.

La scala blues minore è ovunque, anche (e soprattutto) nelle linee di basso e in alcuni dei riff più famosi della storia della musica.

E tra poco vedremo qualche esempio concreto… ma partiamo dall’inizio!

 

Cos’è la scala blues minore?

 

Partiamo dalla teoria.

La scala blues minore nasce dalla pentatonica minore con l’aggiunta della cosiddetta blue note: una nota “fuori” dalla scala che crea tensione e carattere.

Nel caso della scala blues minore, la blue note è la quinta diminuita.

È proprio questa nota a dare alla scala quel suono sporco, espressivo e leggermente “tirato” che associamo subito al blues.

Dal punto di vista sonoro, la scala blues minore è estremamente versatile:
funziona benissimo su contesti blues, rock, funk… ma anche su situazioni più moderne.

E soprattutto è perfetta per costruire linee di basso che siano sì solide, ma anche melodiche e riconoscibili.

 

La diteggiatura

 

Il modo più semplice per memorizzare la scala blues minore è partire dalla pentatonica minore.

Se conoscete già le sue diteggiature, siete praticamente a metà del lavoro.

Anche qui possiamo ragionare in termini di due approcci principali, proprio come abbiamo visto per la scala blues maggiore, e anche qui farò entrambi gli esempi in Do per comodità.

Partiamo!

 

La forma classica

 

In questa diteggiatura, inseriamo la blue note (la quinta diminuita) all’interno della forma della pentatonica minore, senza cambiare la posizione della mano.

È probabilmente la forma più utilizzata per iniziare, perché mantiene una logica molto chiara sotto le dita.

 

 

La forma shift

 

In questa variante partiamo con il mignolo sulla fondamentale (la nota Do), andiamo a suonare la terza minore (il Mi bemolle) con l’indice e, sempre con l’indice, ci spostiamo sulla quarta, per poi proseguire con la stessa diteggiatura della forma classica.

 

Nota bene: a differenza di quanto detto per la scala blues maggiore, in questa scala entrambe le diteggiature sono ampiamente utilizzate. La verità è che non ce n’è una più comoda in assoluto: a seconda del contesto potreste ritrovarvi a utilizzare più comodamente l’una o l’altra.

 

Dove troviamo la scala blues minore in azione?

 

Ora che abbiamo chiaro come è fatta e come si suona, vediamo un esempio reale.

Qui entriamo nel vivo: la scala blues minore è praticamente un pilastro del linguaggio rock e blues rock, ed è proprio da questo genere che voglio pescare il brano più adatto per spiegare l’impiego di questa scala.

 

Sunshine of Your Love – Cream

 

Vabbè, IL classico blues rock per eccellenza. La canzone che chiunque, almeno una volta, ha suonato in sala prove.

La linea di basso (e il riff principale) suonata da Jack Bruce è totalmente incentrata sulla scala blues minore.

In particolare si muove tra Re e Sol, alternandosi in quello che è molto simile a un giro blues.

 

Come studiare

 

Beh, oltre a consigliarvi come sempre di studiare i pattern a metronomo e prenderci confidenza, il vero passo in più è lavorare sulla sua sonorità: è molto caratteristica, quindi cercate di riconoscerla e assimilarla davvero.

Ricordatevi che questa scala ha due grandi punti di forza: è estremamente riconoscibile (se la conoscete, la sentite subito) ed è incredibilmente versatile.

La possiamo trovare in contesti blues, rock, funk… su accordi minori, ma anche su dominanti, adattandosi ogni volta con un carattere diverso.

Insomma, più che una semplice scala, è un vero e proprio linguaggio.

Il modo migliore per studiarla? Non fermatevi alla diteggiatura: cercate di capire quando funziona davvero… e quando invece rischia di trasformarsi in un cliché.

 

COPERTINA BASSO FACILE

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Per qualsiasi domanda puoi trovare tutti i miei contatti su www.andreadichiara.it

 

Buon Lavoro!

 

Andrea Di Chiara