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di Andrea Di Chiara

 

Cari Guitar-Nauti,

che altri strumenti oltre alla chitarra sarebbero prima o poi sbarcati su queste pagine era qualcosa che dovevamo aspettarci. Il nostro “parente più stretto” è sicuramente il basso, e a rivelarci i segreti per suonarlo nel migliore dei modi sarà Andrea Di Chiara, bassista e docente di grande esperienza. Diamogli il benvenuto! Buona lettura. – Claudio.


 

 

BASSO ELETTRICO: L’IMPOSTAZIONE DELLE MANI

 

 

Ciao Guitar-Nauti (e Bass-Nauti)!

Una delle prime difficoltà che si affrontano quando si comincia a studiare il basso elettrico è senza dubbio l’impostazione delle mani. Soprattutto se si viene da un altro strumento, come la chitarra, molto simile per certi aspetti ma profondamente diverso per approccio e postura.

“Come devo tenere la mano sinistra? E la destra?”

In questo articolo proviamo a chiarire i dubbi più frequenti dei chitarristi che decidono di mettere le mani per la prima volta su un basso elettrico.

 

Che significa un’impostazione “corretta”?

 

Il basso elettrico, come tutti gli altri strumenti, ha una sua precisa impostazione. Ma questa non viene da qualche tavola dei comandamenti scolpita nella pietra da qualche arcaico insegnante.

Serve a più scopi. Ci permette di:

  • Suonare meglio: fare più agevolmente dei passaggi veloci per quello che riguarda la mano sinistra, e tirare fuori un buon suono dalla pizzicata della mano destra.
  • Suonare più a lungo: perché un’impostazione corretta ci permette non solo di suonare quello che vogliamo, ma anche per quanto tempo vogliamo, senza affaticarci.
  • Evitare problemi fisici: tendiniti e infiammazioni muscolari sono la chimera del musicista. Con una buona impostazione possiamo ridurre notevolmente questo rischio.

 

“Ma quindi? Qual è l’impostazione corretta?“

 

Vediamola mano per mano…

 

Mano Sinistra

 

Avete presente le famose “dita a martelletto”? Penso che chiunque almeno una volta nella vita abbia sentito questa espressione… e se suonate la chitarra la usate quotidianamente!

 

È l’impostazione della mano sinistra che si tiene sulla chitarra quando si suonano gli accordi, con le dita sollevate e arcuate in modo da premere le corde sui tasti che vogliamo senza toccare le altre, così da lasciarle suonare.

 

Questo perché, quando suoniamo un accordo sulla chitarra, è essenziale che vibrino tutte le corde coinvolte.

 

E sul basso elettrico?

 

Sul basso elettrico abbiamo bisogno dell’esatto contrario!

 

Il basso è uno strumento che lavora su un registro grave, e in quel registro (qualunque sia lo strumento che vi operi), si tende a suonare una nota per volta. In modo melodico, quindi, non armonico.

 

Questo perché (per una regola della psicoacustica) sotto una certa altezza, due note suonate all’unisono, benché consonanti, suonano dissonanti. E questa era la spiegazione difficile…

 

Quella facile invece è che sul basso elettrico suoniamo una nota per volta, e le corde che non suonano devono essere stoppate per evitare risonanze indesiderate.

 

“Ok, ma che c’entra con l’impostazione della mano sinistra?”

 

Arriviamo al punto: sul basso elettrico la posizione della mano sinistra, soprattutto in fase di accompagnamento, è “piatta”.

 

Ovvero, mentre premiamo la corda sul tasto per suonare la nota desiderata, le altre dita possono tranquillamente stare appoggiate sulle corde che non suonano.

 

Questa impostazione ha due funzioni:

 

  1. Stoppare (come già detto) le corde non interessate dalla linea di basso
  2. Tenere una posizione rilassata che ci consenta di suonare a lungo senza affaticarci

 

La posizione 1-2-4

 

Il basso elettrico, come sappiamo, deriva dal contrabbasso. E oltre a ereditarne ruoloregistro e accordatura, pur essendo uno strumento completamente diverso, abbiamo qualche similitudine anche nell’impostazione.

 

Una di queste è appunto la posizione 1-2-4, ovvero l’andare a coprire tre tasti con quattro dita.

 

 

Sul contrabbasso questa impostazione è praticamente obbligatoria nelle prime posizioni, perché è uno strumento dalla scala (ovvero la distanza tra ponte e capotasto) molto lunga, ed è quindi molto difficile suonare una nota per tasto.

 

Sul basso elettrico, pur essendo uno strumento dalla scala più corta, ne facciamo di nuovo una questione di relax: è assolutamente possibile suonare tenendo sempre un dito per tasto, ma diventa estremamente faticoso sul medio-lungo periodo.

 

Sono impostazioni da tenere sempre?

 

Ovviamente no!

 

Quelle descritte sono le posizioni che si tengono per buona parte del tempo, soprattutto durante gli accompagnamenti, ma ovviamente ogni linea di basso ha le sue caratteristiche, le sue frasi, alcune delle quali si suonano con un dito per tasto o con le famose “dita a martelletto”.

 

Insomma, l’impostazione va adeguata alla linea di basso che suoniamo, ma per buona parte del tempo vi ritroverete a utilizzare proprio queste appena descritte.

 

Il ruolo del pollice

 

Già, è lì dietro, nascosto, ma ha un ruolo molto importante!

 

Una costante che vedo nei miei studenti è la difficoltà a tenere una posizione “piatta” e rilassata della mano sinistra.

 

E vi assicuro che il 90% delle volte, il responsabile di questo è proprio il pollice dietro al manico!

 

La posizione del pollice dietro al manico influenza pesantemente quella della mano sulla tastiera.

 

Pollice alto o pollice basso?

 

È proprio lì la questione… Il pollicione alto che spunta da sopra il manico è nella quasi totalità dei casi il responsabile del non riuscire a tenere una posizione piatta della mano sulla tastiera.

 

Non a caso è un tipo di impostazione molto chitarristica, che aiuta la mano a tenere quella posizione ricurva che facilita, in alcuni casi, gli accordi.

 

 

Avete presente il buon Jimi Hendrix?

In sostanza…

 

Tenere il pollice basso dietro al manico vi aiuterà enormemente a tenere una posizione corretta della mano sinistra sulla tastiera.

 

Parola d’ordine: relax

 

Questo vale per entrambe le mani, ma sulla sinistra particolarmente: l’errore più grosso che vedo fare ai miei studenti è quello di stare tesi e fare troppa forza sulla tastiera.

 

Ricordatevi: non c’è bisogno di chissà quale forza. Il tasto (inteso per il fret di metallo, la “stanghetta”) funziona esattamente come una leva. Una volta appoggiata la corda sul fret di metallo, questa vibrerà dal tasto in poi, indipendentemente dal livello di forza e pressione ulteriori che applicherete.

 

Facendo più forza del necessario otterrete solo un risultato: vi stancherete prima e rischierete di piegare la corda stonando leggermente.

 

State rilassati, non è una prova di forza tra voi e lo strumento… anche perché alla lunga vincerebbe lui!

 

Mano Destra

 

Sulla mano destra, la posizione più classica se parliamo di pizzicato è senza dubbio la seguente:

Pollice appoggiato sul pick-up, e andiamo a pizzicare le corde alternando indice e medio della mano.

 

 

Semplice, no?

 

Però abbiamo diverse variabili che possono influenzare suono, velocità e stress fisico di dita, mano e polso.

 

Come pizzicare?

 

Nel pizzicare la corda cerchiamo di tenere un tocco “appoggiato” come direbbero i chitarristi classici. Ovvero, pizzichiamo con il polpastrello andando a fermare il dito sulla corda sovrastante o, se pizzichiamo la corda Mi, sul pollice stesso.

 

In poche parole ci teniamo sempre una sorta di “fine corsa” della pizzicata.

 

Perché?

 

Questa tecnica ha più funzioni.

 

La prima è che rispetto a un tocco “libero”, ovvero quello che si utilizza solitamente per arpeggiare, avremo un suono molto più profondo e nitido, con anche un aumento di volume a parità di forza della pizzicata.

 

La seconda è che, così facendo, contribuiremo a silenziare le corde più gravi che non stiamo suonando.

 

Si alterna sempre?

 

Non proprio… Una delle tecniche più utilizzate nel pizzicato è il cosiddetto “Raking” o “Rake” in senso discendente.

 

Consiste nell’alternare sempre quando passiamo da una corda più grave a una più acuta ma, viceversa, a utilizzare lo stesso dito quando invece passiamo da una corda più acuta a una più grave.

 

Ok, detta così sembra complicatissimo, ma è in realtà un movimento abbastanza naturale. Se volete approfondirlo, ho fatto una lezione sui “Paradiddle” che è utilissima per allenare proprio questa tecnica, la trovate cliccando qui!

 

Il pollice rimane sempre sul pick-up?

 

Qui entriamo in movimenti e impostazione di livello avanzato ma, per completezza, parliamone:

 

Teoricamente il pollice della mano destra dovrebbe scendere dal pick-up alle corde sottostanti man mano che andiamo a suonare le corde più acute.

 

Questo di nuovo per un fattore di muting. Quando scendiamo sulle corde di Mi e di La le stoppiamo, e abbiamo un muting estremamente più efficace.

 

Esempio: quando pizzichiamo la seconda corda (la corda Re), con il nostro tocco appoggiato fermiamo la terza corda (la corda La), e scendendo con il pollice della mano destra dal pick-up alla quarta corda (la corda Mi) mutiamo efficacemente anche quella!

 

In conclusione

 

Ok, sembrano un bel po’ di regole da mettere in pratica, ma in realtà è tutto molto più naturale di quanto non si pensi!

Non cercate di applicarle tutte insieme: all’inizio un po’ di confusione ci sta, anzi, è salutare! Tutti questi piccoli accorgimenti, soprattutto quelli legati al muting, introduceteli con calma, un passo alla volta.

 

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Se volete approfondire questo tema, vi ricordo che ne parlo in modo più dettagliato nel mio corso “Basso Facile”, dove affrontiamo proprio l’impostazione delle mani, il controllo del suono e le basi del groove.

E per qualsiasi domanda puoi trovare tutti i miei contatti su www.andreadichiara.it

A presto,

Andrea Di Chiara