di Gianluca Amabili
Cari Guitar-Nauti,
la musica black, o afro-americana, contiene spunti stimolanti anche per chi non ne è direttamente un cultore e ha ispirato nel corso dei decenni numerosissimi grandi artisti in ambito rock e pop. Dal punto di vista della chitarra poi, ha un linguaggio e degli stilemi che sono vere e proprie fonti inesauribili di idee. Ne sa qualcosa il nostro Gianluca Amabili, che con questa nuova rubrica ci aiuterà ad analizzare il vocabolario “black” e a capire cosa lo rende così figo. Diamogli il benvenuto e buona lettura! – Claudio.
ALBERT KING “PERSONAL MANAGER”
Ciao Guitar-Nauti!
Questa rubrica è rivolta allo studio e all’approfondimento del linguaggio della Black Music. Con questo termine viene indicata la musica afroamericana, in particolare generi come il blues, il jazz, il soul, l’R&B, ecc.
La commistione di questi generi e linguaggi è parte integrante della musica moderna e quindi di un fraseggio fresco e sempre attuale. In questi articoli vengono pertanto analizzati soli, o frammenti di questi, per “rubare” frasi e linee melodiche dai musicisti appartenenti a questo mondo. Lo studio delle trascrizioni, l’analisi delle frasi e l’applicazione di queste su altre strutture o progressioni armoniche, rappresentano aspetti importantissimi per la crescita musicale e per sviluppare e migliorare il proprio playing.
In questo nuovo capitolo si parla di blues, in particolar modo di Albert Nelson, meglio conosciuto come Albert King.
B.B. King, Freddie King e Albert (no, non sono parenti!) sono storicamente conosciuti come i “re del blues” (kings of blues).
Il re mancino è senza dubbio uno dei chitarristi blues più importanti e il suo playing ha influenzato diverse generazioni di musicisti dal blues al rock (da Jimi Hendrix a Stevie Ray Vaughan, fino a Derek Trucks).
Il solo presente in questo capitolo è tratto da Personal Manager, traccia contenuta in Born Under a Bad Sign (1967), secondo album del musicista nonché uno dei dischi blues più importanti della storia.
Il solo su questo slow blues (in tonalità di Sol) è interamente costruito sulla scala pentatonica (spesso con l’aggiunta di blue notes), è ricco di bending e vibrato ed è un ottimo strumento per chi vuole studiare queste tecniche e approfondire il linguaggio del blues.
Le frasi presenti in questo bellissimo solo sono un ottimo esempio della grande influenza che Albert King ha avuto nei confronti di chitarristi più giovani come Stevie Ray e il primo Eric Clapton (in particolar modo nei suoi lavori con i Cream) ma anche verso musicisti a lui contemporanei come Albert Collins e Otis Rush.
Il video con le diteggiature è reperibile a questo link.


Gianluca Amabili
I miei contatti:
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Spartito fatto molto bene, purtroppo non si può copiare e incollare! 🙁