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di Nikko Menichini

 

Cari Guitar-Nauti,

torna a scrivere sulle nostre pagine Nikko Menichini, ottimo chitarrista e didatta, nonché grande amico di Lezioni-Chitarra.it!  Benché lui sia una sorta di enciclopedia vivente della chitarra e della musica in generale, in questa nuova serie di articoli esplorerà in particolare per noi il mondo dell’effettistica, e sarà come entrare ogni volta nel paese dei balocchi. – Claudio.


 

CHE EFFETTO CHE FA!

LA MIA PEDALIERA ACUSTICA

 

 

Ciao GuitarNauti, e benvenuti ancora una volta nella mia rubrica Che effetto che fa!

Anche se la primavera è ancora meteorologicamente indecisa (almeno dove mi trovo io), noi musicisti non possiamo fare a meno di pensare ai concerti all’aperto che affronteremo nei prossimi mesi.

Naturalmente sarà tutta una scusa per farsi prendere dalla GAS e acquistare nuovi strumenti, ma nel mio caso avere un obiettivo, in questo caso serate live, è di cruciale importanza per migliorare le mie abilità tecniche sullo strumento, arricchire il mio rig e di conseguenza far girare l’economia. 😉

Ultimamente mi trovo a suonare molto spesso in duo con un cantante nel mio progetto acustico chiamato Che Banda È?!, e ovviamente essendo la mia chitarra l’unico strumento armonico è inevitabile che debba “farcire” il mio suono con effetti o comunque utilizzare stratagemmi per annoiare il meno possibile l’orecchio dell’ascoltatore.

Quindi non solo avvalendomi dell’elettronica, ma anche con l’utilizzo di diverse tecniche di accompagnamento, tra strumming, fingerpicking, arpeggi, capotasto, etc.

Dove però non arrivano le tecniche manuali è appunto la tecnologia a venirci incontro con mille soluzioni… spetta solo a noi sceglierle e usarle al meglio.

Per questo oggi vi mostro la pedalboard che utilizzo in acustico.

Partiamo dal supporto che ho utilizzato. Necessitavo di una board non profonda, bensì lunga e stretta dove poter disporre tutti gli effetti uno accanto all’altro senza dover “scavalcare” niente, in quanto necessito della massima immediatezza nella gestione dei pedali. Ho quindi optato per una pedaliera alquanto lunga ma abbastanza comoda da trasportare: la Pedaltrain Nano Max (71cm x 14cm).

Per incrementare il livello di cattivo gusto ho anche attaccato una striscia led intorno al perimetro della pedaliera. Molto trash, ma vi garantisco che su un palco buio fa la sua porca figura!

Cominciamo con la vera e propria catena effetti.

Primo pedale e vero cervello del rig è la Boss GT-1000 CORE, che uso in modalità manuale con una patch con tre suoni diversi: un clean boost  per alzare il volume sui soli, un overdrive leggero per quei rari casi dove è richiesta un po’ di tamarraggine e infine un autowah settato come quasi un envelope filter. Quest’ultimo mi aiuta a creare effetti un po’ particolari su arpeggi o dove voglio avere un approccio più moderno, tipo su canzoni elettroniche o dance, o ancora per creare strati di loop più variegati.
Naturalmente la GT-1000 CORE funge anche da accordatore e mute generale.

Secondo in catena abbiamo il Boss OC-5 che in realtà è collegato all’fx loop della GT-1000 CORE. Questo pedale mi aiuta davvero un bel po’, infatti grazie alla sua funzione lowest riesco a avere la nota “di basso” solo sulla tonica dell’accordo che suono, anche se questa si trova in posizioni più acute del manico. Naturalmente nonostante il tracking sia ottimo dobbiamo far capire all’OC-5 quale sia la nota su cui deve lavorare, quindi dà il suo meglio specialmente su accordi pizzicati o su fingerstyle, ma è davvero un ottimo compagno per tutti i chitarristi acustici e non.

Dietro all’OC-5 abbiamo il vero e proprio “aiuto dell’elettronica” che però come tutti gli apparecchi elettronici necessita di una persona che sia in grado di manovrarli.

Sto parlando della loop station, nel mio caso la Boss RC-500. Questa loop station è la mano in più sul palco, ma anche il pedale che richiede più preparazione e più raziocinio nei momenti nei quali viene usato e sappiamo tutti quante cose possono andare storte dal vivo. Per questo infatti fino a pochi mesi fa usavo una RC-5, ma poi per la necessità di avere più tracce a disposizione ho dovuto cedere all’upgrade.

La RC-500 però mi permette di fare cose davvero fantastiche, infatti l’ho configurata in modo che possa registrare la chitarra sulla traccia 1 e il kick (che vedremo a breve) sulla traccia 2; ho dovuto però collegare un pedale esterno per controllare le funzioni stop e stop/cancella. Inoltre ho assegnato un effetto repeat sui loop quando voglio divertirmi in cose più audaci e su successi dance. Cosa utilissima dalla RC-500: esco con un singolo cavo che porta sia il segnale della chitarra che quello del kick in un solo canale del mixer.

Infine un pedale non prettamente da chitarristi, ma più una percussione: il Roland SPD-One Kick. Un vero e proprio pad di gomma dotato di vari suoni di percussione, che io uso come cassa di una classica TR Roland. Questo pad è, come dicevo, collegato alla traccia due della RC-500 in modo che possa loopare indipendentemente questo o la chitarra, su due canali separati. Questo mi aiuta a non dover saltellare sul pad per una canzone intera. Non potete immaginare la differenza che fa quando sul brano adatto inserisco una bella cassa in 4 nel momento giusto. La reazione del pubblico è percepibile e visibile anche nei movimenti corporei. Magicamente tutti cominciano a muovere la testa e a scatenarsi, come se sul palco ci fosse una vera full band, quando in realtà siamo solo in due e tutto e rigorosamente live!

Quindi, come avete visto, non una pedaliera esagerata in termini di dimensioni né di contenuto, però effetti efficaci con la missione principale di aiutarmi a variare le sonorità e annoiare il meno possibile l’orecchio dell’ascoltatore.

Se siete curiosi di sentire quello che faccio con Che Banda è?! seguite la nostra pagina Instagram a questo link.

Ecco un breve video demo della pedaliera a quest’altro link.

 

 

Alla prossima!

 

Nikko