Cari Guitar-Nauti,
la chitarra e la musica country sono un mondo incredibilmente ricco e sfaccettato. Chi in Italia ce lo può raccontare meglio di Cris Mantello, che è un musicista di punta di questo genere e ne ha fatto una vera e propria ragione di carriera e di vita? Nella sua rubrica “Country & Western” ci parla di strumentazione, stile chitarristico, storia e, più in generale, cultura di questo genere così vasto e affascinante. Buona lettura! – Claudio.
DA NASHVILLE A BAKERSVILLE:
DON RICH, L’ARCHITETTO
DEL BAKERSFIELD SOUND
Erano gli anni ’50 e il mondo stava cambiando. La tecnologia stava facendo passi da gigante e il rock’n’roll iniziava a conquistare una fascia di pubblico mai considerata prima: i teenager.
La country music con i suoi crooner composti e i violini, spesso priva di strumenti ritmici (la batteria era bandita da Nashville in quanto associata alla cultura degli ex schiavi africani), non era decisamente il prodotto desiderato dai giovani, che cercavano nella musica un’occasione per scatenarsi il sabato sera.
Il sud del Paese, che offriva in precedenza molte opportunità nel campo agricolo, stava cedendo il passo a un altro stato, dove si narrava che l’oro crescesse sugli alberi: il nuovo Eden si chiamava California. Le migrazioni di massa portarono nei campi persone con un solo desiderio: svagarsi e tornare, per qualche ora, teenager.
Cosa serviva? Tre semplici cose:
- Alcol 🍺
- Musica 🎶
- Un posto che li fornisse entrambi: gli Honky Tonks.
Ma qui, a Bakersfield, successe qualcosa di diverso.
⚡ Il Bakersfield Sound: L’Anima Elettrica e Ribelle del Country
Mentre negli anni ’60 a Nashville si suonava un posh country con archi e cori orchestrali per le classifiche pop, nelle calde e polverose sale da ballo della California stava nascendo qualcosa di radicalmente diverso.
Il Bakersfield Sound non era musica da salotto: era un suono nato nei bar, pensato per bucare il rumore dei bicchieri e far ballare braccianti e camionisti. È qui che il country ha incontrato il volume del rock‘n’roll, mettendo la chitarra elettrica al centro della band.
🔊 Un Suono Nato dal Rumore
Nei locali affollati, gli strumenti acustici sparivano nel caos. La soluzione? L’elettrificazione massiccia. A differenza del Nashville Sound, patinato e smussato, il Bakersfield è:
- Tagliente e crudo.
- Dominato da un backbeat deciso (quasi rockabilly).
- Caratterizzato dal leggendario twang: quel timbro brillante e medioso diventato il marchio di fabbrica della West Coast.
🎸 Il Dominio della Telecaster
Per ogni chitarrista, Bakersfield significa Fender Telecaster (che compie quest’anno 75 anni). In questo contesto, la Tele non è solo uno strumento, ma una vera estensione della voce umana.
Musicisti come Don Rich o Roy Nichols hanno trasformato il pickup al ponte in un potente marchio sonoro: accoppiata a un amplificatore Fender Twin Reverb tirato a volumi generosi, la chitarra ha smesso di essere un semplice accompagnamento per diventare la protagonista assoluta.
Il suono? Pulito, cristallino, ma con un attacco percussivo distintivo (Luther Perkins ti dice qualcosa?).
🛠️ L’Arsenale Tecnico: Oltre la Semplice Ritmica
Lo stile si basa su:
- Double-stops: intervalli di terza e sesta per simulare piano o violino.
- Chicken Picking: tecnica di hybrid picking per note stoppate e “singhiozzanti”.
- Bending estremi: per imitare la pedal steel o eseguiti dietro il capotasto.
- Scala Mixolidia e “Note Target”: per creare le tensioni tipiche dell’honky-tonk.
I nomi iconici? Buck Owens (con Don Rich) per il lato brillante e veloce; Merle Haggard (con Roy Nichols) per un lato più bluesy e profondo.
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🌟 Don Rich: L’Uomo che ha dato Voce al Twang
Se il Bakersfield Sound è un’icona, lo si deve a Donald Eugene Ulrich, alias Don Rich. Non un semplice “braccio destro”, ma l’architetto fondamentale di quel sound.
Bambino prodigio del violino, Don portò quella sensibilità sulla Telecaster. Insieme a Buck Owens e ai Buckaroos definì un’epoca. Oltre alla tecnica, Don era il pilastro delle armonie vocali: le sue seconde voci high tenor creavano un incastro timbrico unico con Owens.
La sua vita si spezzò nel 1974 in un incidente motociclistico a soli 32 anni. Una perdita che Buck Owens non superò mai:
“Don era l’unica persona al mondo capace di capire cosa volessi suonare prima ancora che lui lo pensasse.”
🐯 L’Esempio: I’ve got the tiger by the tail
Direi che è il caso di imparare un suo solo. Trovi il video a questo link e di seguito la tab.

Analisi del solo:
- Ritmo sopra tutto: Don enfatizza i passaggi tra gli accordi. La melodia è semplice, quasi un ostinato, ma l’andamento ritmico è decisamente complesso.
- ⚠️ ATTENZIONE: È fondamentale rispettare battere e levare con precisione chirurgica. Se perdi la durata e l’intenzione delle note, perdi il concetto stesso di Honky Tonk. Il brano viaggia a 176 bpm!
- La filosofia del solo: Il solo deve essere “proiezione”. Meglio un intervento breve e incisivo che 16 misure di piriripiriripiripi!
La mia regola d’oro:
In questo contesto la chitarra deve essere come un fucile: sta lì, aspetta, prende la mira, aspetta ancora e poi… BANG! 💥
🎛️ Parliamo di Suono (Il Rig)
Il Setup di Don Rich:
- Chitarra: Telecaster standard (iconica quella del ’65).
- Ampli: Fender Twin Reverb.
- Corde/Plettri: Ernie Ball 0.09-0.42 / Fender Thin.
Il mio Setup nel video:
- Chitarra: Fender Telecaster ’68 Indigo Paisley (MIJ).
- Ampli: Fender Tone Master Deluxe Reverb.
- Extra: Spark Mini Booster (T.C. Electronic) a 1/4.
- EQ “Big Block”: Gain 4, Treble 5, Bass 4 (454 cid, ahah!).
- Corde/Plettro: Elixir Optiweb 0.10-0.46 / Celluloid 0.96 custom.
🤔 Cosa ne pensi?
Secondo te, solo i chitarristi country hanno attinto da Don Rich? Ci intravedi qualche altro genere sviluppatosi in California una decina di anni dopo?
Fammelo sapere nei commenti o scrivimi in privato!
Have fun and…. BANG!!!! 🎸💥
Cris Mantello
Se ti va, mi trovi qui:
https://www.facebook.com/crismantello



Si, mi fa pensare a Duane Eddy, negli anni ’60 andavo pazzo per il suo twang,, conservo tuttora alcuni suoi 33 giri comprati sparagnando sulle sigarette 50 lire per volta.
grazie,
Ettore