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Cari Guitar-Nauti,

la chitarra e la musica country sono un mondo incredibilmente ricco e sfaccettato. Chi in Italia ce lo può raccontare meglio di Cris Mantello, che è un musicista di punta di questo genere e ne ha fatto una vera e propria ragione di carriera e di vita? Nella sua rubrica “Country & Western” ci parla di strumentazione, stile chitarristico, storia e, più in generale, cultura di questo genere così vasto e affascinante. Buona lettura! – Claudio.


 

 

CHITARRA COUNTRY:

UN SOLO PER INIZIARE

 

 

Quando ci si avvicina a un nuovo genere, con un nuovo linguaggio, l’esperienza può essere, almeno all’inizio, alquanto frustrante. 

Mi rendo spesso conto che il livello di difficoltà di un esercizio o di un’esecuzione non è uguale per tutti. Ciò dipende molto dal background di ciascuno, ma anche dal fatto che alcune tecniche risultano più semplici per alcuni che per altri, per ragioni strettamente personali.

Ho deciso quindi di preparare un breve solo per permettere anche a chi si cimenta per la prima volta con la country music, di trovare subito soddisfazione, con uno sforzo ragionevole. Non mi dilungherò sulla tecnica e l’armonia sottostante, sul perché di alcune scelte o di altre; non voglio entrare troppo nel dettaglio (per quello ci sono altri miei articoli e il corso di Chitarra Western e Country su questo sito), vorrei darti uno spunto per divertirti da subito e poi starà a te approfondire o meno la cosa.

Solo qualche premessa: lo stile della chitarra country presenta alcune difficoltà oggettive per un neofita (intendo un chitarrista che suona da 2/3 anni) e un approccio spesso diverso da altri generi musicali (sebbene derivati). Ciononostante, ho cercato di evitare tecniche particolarmente ostiche, ricercando il suono giusto, solo attraverso l’uso delle pentatoniche, qualche passaggio cromatico, i double stop e i nostri inseparabili bending. Io uso la tecnica dell’hybrid picking che è quella più indicata per il genere, ma tu puoi anche plettrare tutto, per comodità. Un minimo di spiegazione sul perché di queste scelte te la devo, ma per il resto mi concentrerò nel darti gli elementi per suonare questa parte e trarne spunti per l’utilizzo che ne vorrai fare.

Come sempre troverai il video sul mio canale YouTube a questo link (tra l’altro è appena uscito anche il mio nuovo singolo I’m not, che ho registrato agli Abbey Road Studios) e la partitura qui sotto.

 

 

Iniziamo.

Prima di comporre il solo ho scelto la tonalità di Sol, per due ragioni: la prima è che è una delle più utilizzate nel country; la seconda è che permette un uso conveniente delle corde a vuoto. La progressione è un 12 bar blues, con la struttura I, IV, V, I V, ovvero G, C, D, G D, dove le ultime battute sono condivise tra i due accordi (non è un errore di punteggiatura). Questa soluzione ha un sapore più blues, è semplice ed è anche la stessa della maggior parte dei brani rock ’n’ roll, quindi è una cosa furba!

L’uso delle scale non segue il mio solito approccio tonale, ovvero suonare sugli accordi, quindi un scala per accordo o più. Qui ho usato un mix tra pentatonica maggiore e minore di sol (per il già ampiamente citato in passato effetto tensione-rilascio), una scala di re e fine. Il tutto è guarnito da qualche passaggio cromatico e qualcuno diatonico grazie ai double stop.

Nel country è fondamentale la blue note e spesso è accompagnata da cromatismi per rendere il tutto più “vicino” melodicamente e dare uniformità al fraseggio. Le altre note chiave sono la terza (maggiore e minore) le quinte e le settime.

Entriamo ora nel dettaglio.

L’incipit è una delle frasi più comuni nel genere, dove, su di un accordo di sol suonerò una frase partendo da do#-re, in sol minore blues per creare tensione e interesse. Qui l’importanza la voglio dare alle note re, do# e, con il passaggio si-do, evidenzio la transizione terza minore-terza maggiore, passando dalla pentatonica minore a quella maggiore. Dopodiché i double stop diatonici, con l’intervallo tonica-terza maggiore (quindi stato fondamentale), mi condurranno da G a F e poi a E, per poi terminare con una frase cromatica in Sol maggiore (la, la#, sol 8va), che è sostanzialmente un tipo di G run, ovvero un must del genere, derivato dal bluegrass. So che ti avevo promesso di non dilungarmi sulle questioni armoniche, ma mi potresti chiedere: che ci fa un F in sol maggiore? Infatti ci andrebbe un F# (minore con quinta bemolle), ma io voglio un carattere più blues, quindi uso la settima minore, e poi suona bene così e… stic@xxi!

Adesso arriva il bello: siamo in Sol maggiore e l’accordo che la ritmica fa è un IV°, ovvero C. Qui vado per la soluzione più semplice. Il IV° è armonicamente l’accordo che più allontana dalla tonalità, quindi possiamo scegliere come comportarci. Le soluzioni di base sono tre: la prima, resto in Sol maggiore e minimizzo questo “allontanamento”; la seconda, vado in C e seguo l’andamento degli accordi con un approccio tonale; la terza, fighissima, vado in Sol minore e ottengo “capra e cavolo”. Da qui nasce lo spunto per cui sul IV posso usare la pentatonica minore della tonalità. Dunque, ho optato per questo steel guitar lick sulla pentatonica di Sol minore. 

Proseguiamo adesso in D, con questa frase mutuata un po’ dal western swing, dal carattere cromatico e un po’ jazzy. Ti consiglio di studiarla bene e di trasporla anche in altre tonalità, dato che è alquanto ricorrente e ti aiuterà a risolvere quando magari non hai tempo o modo di pensare ad altre soluzioni, così su due piedi. Aggiungo solo un passaggio cromatico alla fine, ovvero Re, Do#, Do, con dei double stop di intervallo tonica-terza per dare continuità. La conclusione è sempre una frase da pedal steel in G, sfruttando il sol a vuoto, per poi terminare con un passaggio G, C, D, utilizzando gli intervalli terza-quinta, ovvero dei secondi rivolti, ma armonizzati a due voci… sempre double stop.

 

COPERTINA CHITARRA WESTERN media

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Due parole prima di chiudere.

Spero che troverai questo solo di esecuzione (abbastanza) semplice. Come ho detto all’inizio, la chitarra country spesso non è immediata, ma è assolutamente alla portata di tutti! Il mantra è sempre lo stesso: timing e bending ben intonati, qualche ghost note qui e là e il gioco è fatto.

 

Buon divertimento e Buon Natale!

 

Cris Mantello

 

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