di Nikolay Deliyski
Cari Guitar-Nauti, da quando è nato alla fine degli anni ‘70 ad oggi, l’heavy metal non ha mai smesso di raccogliere appassionati in tutto il mondo, ed è ormai qualcosa che riguarda milioni di persone da due o tre generazioni. Da oggi prende il via una rubrica didattica dedicata, a cura del nostro Nikolay Deliyski. che spazia sulle varie diramazioni del genere, ma rimane saldamente radicata nella tradizione del metal più classico, quella che lo ha fatto diventare immensamente popolare: band come Metallica, Iron Maiden, Megadeth, sono solo alcuni degli esempi più prestigiosi. Nik ci insegnerà ritmiche, assoli, tecniche speciali: in una parola il linguaggio dell’heavy metal. Buona lettura! – Claudio
LA PENNATA ALTERNATA
DI BLACKMORE
Quando si parla di pennata alternata, molti pensano subito a shredder velocissimi o al metal tecnico moderno.
Ma se vuoi suonare frasi che bucano il mix, che restano in testa, e che trasmettono carattere e personalità, c’è una lezione preziosa da imparare da uno dei grandi maestri: Ritchie Blackmore.
Fondatore dei Deep Purple e dei Rainbow, Blackmore ha creato riff immortali, assoli melodici e parti veloci, senza mai sacrificare musicalità, fraseggio e uso raffinato della pennata alternata.
In questo articolo vedremo come studiare e applicare la pennata alternata alla Blackmore, tra controllo, attacco, e un tocco di follia barocca.
In particolare ci concentreremo sulla parte finale dell’assolo di Highway Star, che da decenni mette alla prova i chitarristi con una lunga sequenza di note suonate in pennata alternata. Qui si raggiunge la vertiginosa velocità di 166 BPM in sedicesimi: una vera sfida, anche per i più esperti!
Ed è proprio su questo che ti guiderò, con un approccio di studio moderno ed efficace: lo speed burst.
Innanzitutto vediamo la parte incriminata di cui sto parlando:

Il modo più sbagliato per affrontare questa parte è suonarla sempre tutta dall’inizio alla fine, sperando che prima o poi venga bene. Invece, lavoreremo per aumentare la velocità delle singole sezioni, concentrandoci sul controllo e sulla coordinazione tra mano destra e sinistra.
Lo faremo usando lo speed burst, ovvero brevi “scatti” a velocità elevate per abituare il cervello e le mani a gestire il picco di velocità con precisione.
Ecco quindi come studiare la prima parte:

Per prima cosa, impara bene l’esempio riportato sopra: assicurati di conoscere le note a memoria e concentrati solo sulla chitarra, senza più guardare lo spartito. Con l’aiuto del metronomo, parti da una velocità bassa (80 bpm può andare bene), e suona la prima parte prima in ottavi, poi immediatamente in sedicesimi. Controlla che l’ultima nota trascritta cada esattamente sul battito del metronomo: è un ottimo indicatore di controllo ritmico.
A questo punto, aumenta la velocità del metronomo di 10 bpm alla volta, fino a raggiungere la tua “velocità limite”, cioè quella in cui senti di perdere precisione o sicurezza. È proprio qui che entra in gioco lo speed burst: lavora sulla parte veloce, mantenendola breve e concentrata, e fai attenzione a non irrigidire mani e braccia. Se il frammento è sufficientemente breve, non dovresti percepire troppa tensione: il tuo obiettivo è sentire tutte le note ben definite, anche a velocità elevate.
Una volta raggiunta una buona esecuzione a quella velocità, alza di nuovo il metronomo di 10 bpm e ripeti il processo.
Non scoraggiarti se inizialmente le note non sono perfettamente chiare: è proprio l’allenamento “fuori dalla comfort zone” che costringe le tue mani a trovare una nuova coordinazione.
Con il tempo, quello che oggi è il tuo limite diventerà la tua nuova base.
Applichiamo lo stesso principio anche sulla parte seguente, in questo caso impareremo a gestire pennata alternata e corde a vuoto.

Una volta che avrai acquisito la consapevolezza di suonare queste brevi parti velocemente, inizia piano piano ad allungarle, eseguendole in sedicesimi per una misura intera. Ti accorgerai che, se il tuo picco di velocità è 150 bpm, a 135-140 bpm sarai in grado di suonare il doppio delle note senza affaticarti.
Continua ad aumentare gradualmente la velocità su questa parte, sempre mantenendo controllo e relax.
Lo speed burst non è una magia, ma un metodo. Ti permette di esporre le mani a velocità elevate in modo controllato, senza quella tensione che provi quando suoni a lungo a velocità alte. È una tecnica che sviluppa coordinazione, controllo e resistenza, e che può sbloccarti molto più di ore e ore passate a ripetere in automatico tutto l’assolo dall’inizio alla fine – provare per credere!
In generale, questo metodo di studio è molto efficace per chitarristi di livello intermedio o avanzato. Ti sconsiglio di applicarlo se sei principiante: in questo caso è meglio concentrarsi su altri aspetti della chitarra prima di lavorare sulla velocità.
Buona pratica… e ci vediamo alla prossima sfida!
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Nikolay Deliyski
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