COUNTRY & WESTERN
di Cris Mantello
Cari Guitar-Nauti,
la chitarra e la musica country sono un mondo incredibilmente ricco e sfaccettato. Chi in Italia ce lo può raccontare meglio di Cris Mantello, che è un musicista di punta di questo genere e ne ha fatto una vera e propria ragione di carriera e di vita? Nella sua rubrica “Country & Western” ci parla di strumentazione, stile chitarristico, storia e, più in generale, cultura di questo genere così vasto e affascinante. Buona lettura! – Claudio.
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RICETTA DEL GIORNO: POLLO ALLE SPEZIE
Il pollo – si sa – fa bene, o comunque è meglio della carne rossa (così dicono), però non è che sappia di molto. Se prendi un bel pollo (se d’allevamento di bello avrà poco) gli infili su per il… hai capito dove… due foglie d’alloro e un ramo di rosmarino e lo inforni, non è che ti uscirà la leccornia del secolo. Qui oggi, invece, voglio condividere una ricetta per, come dicono in America, spice up your chicken, ovvero trovare il modo di dargli quel sapore che Colonnello levati.
Sto parlando di una delle tecniche principali della chitarra country, ovvero il Chicken Picking.
Il nome deriva dal fatto che il suono è onomatopeicamente riconducibile al nostro razzolatore onnivoro che, tradotto in italiano corrente, significa che con la chitarra farai il verso del pollo. Del pollo, non del gallo! Quindi non chicchirichì ma quel co-co-co-co-co-dè, di quando razzola appunto nell’aia.
Qui ci sono vari approcci. Inizio con lo spiegarti che generalmente è una successione di ghost notes e una (o più) note suonate (spesso con un bending), ma può anche essere come nel secondo esempio un modo “violento” di puntare gli ottavi. Viene usato a profusione sia nelle parti ritmiche che soliste. Per meglio comprendere eccoti un paio di esempi.
Il primo è un chicken picking à la Don Rich (chitarrista dei Buckaroos di Buck Owens), dove sono ben intellegibili movimento ed effetto ottenuto. È un ottimo esercizio se ti avvicini ora a questo stile. Guarda come si esegue in questo video.

Il secondo è il solo di Don’t Use Your Heart (primo singolo del mio album Thirteen), dove la tecnica è funzionale all’espressione e alla dinamica e, come ti spiegherò dopo, tiene in considerazione la parte di “intelligenza emozionale” del pollo.
Nel primo esempio le ghost sono ottavi, mentre la nota è 1/4. Va da sé che si può fare in qualsiasi altra divisione. L’importante è l’effetto che ne deriva.
La tecnica riguarda principalmente la mano destra (sinistra se vuoi un pollo mancino)… e ce ne sono sostanzialmente tre.
La prima, quella che uso io per la maggiore, è l’ibrido, ovvero un mix tra plettro e dita. Suonerò le ghost notes col plettro e la nota con il medio, o le note con medio e ring (anulare). Qui sorge la domanda sulla lunghezza delle unghie (ci ho preso, vero?). Io personalmente ho sempre tenuto le unghie lunghe, avendo la fortuna di averle d’adamantio come Wolverine, però suonando anche contrabbasso e, recentemente, basso elettrico, era diventato un problema. Ho optato così per tagliarle (in realtà le mangio, che schifo!!!) durante il primo lockdown, abituandomi a farne a meno, sviluppando (dolorosamente) dei calli sui polpastrelli. Sicuramente risulta un po’ più complicato bilanciare il suono plettro-dita, ma è assolutamente fattibile, in relativamente poco tempo.
La seconda è solo plettro. A onor del vero serve molto anche questa, io la utilizzo quando ho una serie di note veloci su di una stessa corda. Utilizzare il flat picking rende più semplice il tutto, eliminando la possibilità di mancare la corda o pizzicare quella sbagliata. Attenzione però: ricorda di far sentire bene gli accenti del pollo che “chioccia”, si dice così, l’ho cercato perché non lo sapevo. Nelle mie ricerche sul chiocciare del pollo, ho scoperto che in realtà è una creatura molto più complessa di quanto pensassi, e che il suo verso cambia in base alle emozioni che prova (il pollo). Così accade anche per il nostro chicken picking, di conseguenza. Quindi è assolutamente da prendere in considerazione la dinamica con cui lo eseguiamo. Mi spiego meglio. Come il nostro pollo chioccia diversamente, anche noi dobbiamo prendere in considerazione la forza, ovvero il grado di percussione da dare al nostro fraseggio. Evidentemente in un lento cercherò di fare cantare il più possibile la nota, mentre in un up tempo, privilegerò la percussione, optando più per una scarica di note, piuttosto che un acciaccato che introduce la mia nota chiave. A questo link puoi vedere il video del secondo esempio.

Dopo questo excursus sulle emozioni di pollame e affini, ti presento la terza tecnica, la quale prevede l’uso del temuto thumbpick. Io ADORO utilizzare il plettro da pollice, perché mi permette di gesticolare e fare ciao con la manina mentre parlo tra un brano e l’altro e inoltre è alla base del mio playing. Risulta anche essere il modo più coerente di approcciare il country tradizionale, in primis, ed il chicken poi. Sicuramente la mobilità è ridotta rispetto al flat picking, data la posizione fissa del plettro e la più difficile articolazione di pollice ed indice (che per abitudine uso come avessi un plettro normale), ma è comunque una tecnica da provare ed approfondire, soprattutto se stai studiando o già conosci il Kentucky picking. Secondo me un buon traguardo è quello di riuscire a suonare più o meno tutto decentemente anche con l’uso del thumbick, poi potrai scegliere cosa preferisci o alternare le due (anzi le tre) cose, fermo restando che con il thumb avrai a disposizione un dito in più.
Ricorda che all’inizio non ti dovrai scoraggiare, che ci vuole tempo per metabolizzare il tutto e che, comunque, per quanto affinerai questa tecnica non riuscirai MAI a fare le uova. Fortunatamente, credo.
Cris Mantello
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