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COUNTRY & WESTERN

di Cris Mantello

Cari Guitar-Nauti,

la chitarra e la musica country sono un mondo incredibilmente ricco e sfaccettato. Chi in Italia ce lo può raccontare meglio di Cris Mantello, che è un musicista di punta di questo genere e ne ha fatto una vera e propria ragione di carriera e di vita? Nella sua rubrica “Country & Western” ci parla di strumentazione, stile chitarristico, storia e, più in generale, cultura di questo genere così vasto e affascinante. Buona lettura! – Claudio.

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PUÒ ACCOMPAGNARE SOLO

– L’ARTE DELL’ACCOMPAGNAMENTO – 

 

Ben otto anni fa mi recai ad uno dei raduni Harley più importanti del sud Europa, proprio dietro casa mia a Lugano. Andai con la mia fedele Harley Davidson WL del 1942 (era dietro casa!) e assistetti ad una scena che sarebbe entrata nella storia. Io, chiaramente, destavo poco interesse nei confronti dei mass media, che decisero di intervistare un paio di mega palestrati (cresciuti a dismisura grazie alla ricetta del veterinario) in sella a delle HD di ultima generazione. Uno di loro, con una leggera punta di machismo che farebbe sembrare il Mullah Baradar promotore della parità di genere, pronunciò la famosa frase “può accompagnare solo”, riferita ad un possibile passeggero/a (rigorosamente donna, maggiorenne da 35 minuti, cubista, o peggio), prima di partire a tuono e cadere rovinosamente davanti a qualche centinaio di persone, cubiste comprese.

Te lo ricordi? Beh lui fece dei bei soldini grazie al tubo, sicuramente più di quelli che un chitarrista medio (bravo) fa in tutta la sua carriera; ciò non toglie che tutti i chitarristi famosi, italiani e non, che ho conosciuto, mi hanno sempre detto (a parte Slash) che la ragione per cui hanno suonato in produzioni di rilievo non era la loro virtù solista, ma la loro capacità di accompagnare, BENE.

Come si accompagna, quindi?

Da qui vorrei affrontare l’argomento di come accompagnare in modo interessante e non scontato, utilizzando rivolti e passaggi armonici, con un giro di accordi molto ricorrente e semplice, sfruttando anche variazioni e figure ritmiche per movimentare un po’ il tutto, ottenendo un effetto WOW per gli addetti ai lavori ma senza mandare il cantante fuori tempo/tonalità ed essere così immediatamente licenziati e/o crocifissi in sala mensa. È un argomento molto articolato e complesso quindi, per favore, considera questa come una pillola o uno spunto per poi approfondire. La declinazione qui è ovviamente strettamente correlata alla country music o comunque al cosiddetto genere americana. Inutile dirlo: questi concetti possono essere usati un po’ ovunque, con il linguaggio più confacente al genere che stai suonando (non esiste il one size fits all). Quindi per ora proviamo ad usare i rivolti e dei passaggi tra i vari gradi degli accordi del giro, per poi valutare delle differenti forme sia ritmiche sia di posizione sulla tastiera degli stessi accordi, in punti chiave del brano.

Le conoscenze pregresse che ti consiglio di avere per farti questa passeggiata sono: CAGED, Travis picking base, hybrid picking, steel guitar licks e banjo rolls. Se tutto ciò non dovesse esserti familiare, troverai i corsi più adatti in questo sito.

 

Il giro contenuto nel video che trovi a questo link è in C e “potrebbe essere” Your Cheatin’ Heart di Hank Williams.

Ti divido per comodità il video in sezioni che corrispondono alla descrizione che trovi qui nell’articolo.

 

Intro

Faccio semplicemente quello che fa la steel guitar nel brano originale (non in questo, ma in un altro brano di Hank, cosi per creare confusione ai musicisti).

 

Section 1

Il primo è il C che tutti conosciamo e usiamo proprio quello, perché ci serve la tonica lì dove sta, al massimo alterniamo il basso, suonando C e G; non dobbiamo sparare tutte le cartucce subito… tempo al tempo!

Per il IV grado possiamo, invece, usare un Fmaj7, o meglio arpeggiare tra F e Fmaj7, come puoi vedere, enfatizzando il passaggio F E, passando per il F# prima di suonare un G, sempre in forma di E.

Per le 4 misure in G, suggerisco questo turn around per movimentare un po’ il tutto: G, A-6th, A#-6th, per chiudere con un rivolto di G con la terza al basso, che crea una bella progressione sui bassi, appunto.

 

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Section 2

Ritorniamo ora in C, per la seconda parte delle strofa, dove cercheremo di riproporre un po’ di movimento con il seguente passaggio: C, D-, D#7, C (primo rivolto). Qui la logica sta nel lasciare cantare sempre il C (principalmente sulla corda del G), variando le altre componenti dell’accordo. Così facendo non si rischia di disorientare il cantante, pur creando un accompagnamento abbastanza interessante.

Siamo già lì, quindi suoneremo un F in forma di C, utilizzando un cromatismo sul Mi cantino, che richiama l’arpeggio di Fmaj7.

Section 3

Per chiudere in G, passeremo da F#, usando sempre la forma di C, mentre quando la voce si ferma sulla nota G useremo una scala di C armonizzata a tre voci, partendo dal G (ricorda che il G e il F sono maggiori, mentre E e D, minori).

Section 4

Nel ritornello cambiamo andazzo, utilizzando sempre un F in forma di C e raddoppiando il tempo andando in levare (che è un classico dell’honky tonk: portalo in shuffle, NON è ska!!!).

Il C lo suonerei in forma di A, privilegiando l’aspetto ritmico piuttosto che il canto dell’accordo.

Farei sentire molto bene il II grado, suonando il D7 in forma di C, magari introducendolo con un passaggio cromatico da B C C# D (note singole) che ben quaglia con la voce che fa C C A C. Onestamente qui al cantante potrebbe partire un “vaff…”, visto che B e C insieme gli potrebbero suonare strani, ma il passaggio è così rapido che non dovrebbe accorgersi :). Su questo D7 cambierei drasticamente ritmica, sostituendo il 4/4 in levare con una figura base di Travis picking, enfatizzando l’alternanza del basso D-A.

Section 5

…e per chiudere col botto, sostituiremo l’accordo di G con una scala di G utilizzando le corde a vuoto e la tecnica dei banjo rolls, mentre il cantante farà un po’ quello che gli pare (io ci faccio lo jodel, ad esempio).

Section 6

Concludiamo ripetendo il passaggio in C per poi chiudere con un G in forma di C, suonato sempre in Travis picking e per il finale opterei per un C in forma di D, con un paio di steel guitar licks.

Ecco la tab:

 

Tablature

 

N.B.: ricorda sempre la tonalità del brano! Tutti i passaggi devono essere in C, sebbene si potrebbe pensare che in G o in F si debba armonizzare nelle rispettive tonalità. Non è una regola assoluta, anzi, ma in questo caso va seguita, proprio perché vogliamo evitare di creare problemi al cantante e rendere le cose semplici… ma efficaci!

Conclusioni

Questo è solo uno spunto di tutto quello che è possibile fare per accompagnare un brano, soprattutto considerando che abbiamo usato solo tre ingredienti base:

  1. Rivolti degli accordi
  2. Double/triple stop sulla scala maggiore
  3. Una paio di variazioni ritmiche

Ma si possono comunque fare miracoli. In realtà il miracolo l’ha fatto il palestrato, ricavando dei soldi da una caduta in moto, senza dover per forza truffare l’assicurazione.

Se ti va, mi trovi qui:

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Cris Mantello

 

 

 

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