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Cari Guitar-Nauti,

la chitarra e la musica country sono un mondo incredibilmente ricco e sfaccettato. Chi in Italia ce lo può raccontare meglio di Cris Mantello, che è un musicista di punta di questo genere e ne ha fatto una vera e propria ragione di carriera e di vita? Nella sua rubrica “Country & Western” ci parla di strumentazione, stile chitarristico, storia e, più in generale, cultura di questo genere così vasto e affascinante. Buona lettura! – Claudio.


 

 

DAL ROCK AL COUNTRY:
TRE ERRORI FATALI
E COME TRASFORMARLI IN TWANG

 

Se vieni dal rock, ho una buona notizia: probabilmente sai già suonare molte delle cose che ti servono per entrare nel country… e questa è anche la cattiva notizia.

Mi spiego meglio.

Gran parte del fraseggio rock nasce dal blues. Bending, pentatonica, vibrato, frasi brevi, call and response, intenzione vocale: tutta roba che nel rock è stata amplificata, distorta, allungata, resa più teatrale.

Il country ha la stessa radice, solo che ha preso una strada diversa.

Quindi il problema non è che il chitarrista rock non abbia tecnica, anzi: spesso ne ha fin troppa. Il problema è che usa gli strumenti giusti con l’intenzione sbagliata.

È come presentarsi a una gara di barrel racing con una Harley: affascinante, ma forse non è il mezzo più pratico. Se non hai capito l’esempio non ti preoccupare 🙂

 

Scenario

Stai suonando su un giro country. Hai una Tele, un compressore, magari uno slapback che fa subito Nashville Music Raw. Parti con un lick blues-rock, tiri la corda, ci metti il vibrato, tieni la nota lunga e pensi: “Adesso si materializza il Twang”.

Invece no, arriva una specie di blues pulito, un po’ molle e fuori contesto. Non è colpa della chitarra, né dell’ampli – e non è nemmeno colpa tua, dai.

È colpa delle abitudini.

Vediamo allora tre tecniche blues adottate dal rock che, per diventare country, devono essere riviste.

 

Premesse operative

Prima di fraintenderci, fissiamo tre cose: primo, non stiamo dicendo che il fraseggio rock-blues sia sbagliato; secondo, non stiamo dicendo che il country sia “più difficile”; terzo, stiamo dicendo che la stessa tecnica, se cambia contesto, deve cambiare funzione.

Il bending rock-blues canta? Il bending country spesso simula una pedal steel.
Il sustain rock riempie? Il fraseggio country lascia spazio.
La pentatonica rock crea identità? Il fraseggio country deve seguire l’accordo.

Stesso vocabolario, grammatica diversa.

 

ERRORE 1: IL BENDING DA BLUES CLUB

Il bending è probabilmente la tecnica più abusata, amata, odiata, imitata e rovinata della chitarra moderna.

Nel blues funziona perché è umano: la nota sale, soffre, si sprigiona, cerca una destinazione che non sempre è perfettamente temperata. Nel rock questo gesto diventa ancora più evidente: più sustain, più gain, più vibrato, più dramma.

Perfetto, solo che nel country spesso tutto questo non serve.

Nel country il bending deve essere più preciso, più rapido, più “meccanico”. Non nel senso di freddo, ma nel senso di controllato.

Pensa alla pedal steel: non sta facendo fatica a tirare una corda, sta muovendo una nota con una leva. Il risultato è fluido, intonato, quasi inevitabile.

Il chitarrista rock spesso fa sentire il viaggio della nota che sale; il chitarrista country, molte volte, ti fa trovare la nota già lassù e poi la rilascia.

 

L’approccio rock

L’approccio classico è questo: bending lento, vibrato largo alla fine, nota tenuta come se dovesse pagare l’affitto. Funziona benissimo in un assolo rock-blues. Nel country, però, rischia di sembrare troppo “cantato” e poco twangy.

 

La soluzione country

La soluzione è lavorare sul pre-bending: tiri la corda prima, poi plettri, poi rilasci.

Il pubblico non sente la nota salire. Sente una nota già piegata che scende verso la destinazione. Se sopra o sotto tieni una nota fissa, il suono diventa immediatamente più vicino alla pedal steel.

Per dirla tutta anche con la pedal steel spesso si dice “squeeze” nel senso di arrivare alla nota, ma l’intonazione è precisa, meccanica (nel vero senso del termine). Questo è l’approccio puramente country. La chitarra segue questo concetto, quindi anche se arriva “lentamente” alla nota target, giunge esattamente lì, non ci gira intorno.

 

Ecco un’idea in Sol

    Pre-bending + nota fissa

e|--15------------------|
B|--15pb17r15-----------|
G|----------14h16-------|
D|----------------------|
A|----------------------|
E|----------------------|

 

Qui non stiamo facendo ginnastica, stiamo cambiando intenzione. La prima corda resta ferma, la seconda corda viene pre-tirata e rilasciata, poi atterriamo su una nota dell’accordo.

Semplice? Sì.

Facile da far suonare bene? Assolutamente no.

Benvenuto nel country. 🤠

 

ERRORE 2: IL SUSTAIN DA CHITARRISTA FELICE

Nel rock, il sustain è una coperta calda: nota lunga, vibrato, delay, riverbero, distorsione, e ti senti subito in pace con il mondo (o almeno con il fonico, se non ti abbassa).

Nel country la questione è diversa: la chitarra elettrica country, soprattutto quando parliamo di suono pulito o semi-pulito, non è pensata come uno strumento dalle note lunghe. Non è una steel guitar, né un violino, né un dobro.

È uno strumento che deve attaccare, rimbalzare, incastrarsi.

Deve parlare, non fare conferenze.

 

L’approccio rock

Il chitarrista rock tende a lasciare suonare tutto: una nota lunga sembra sempre più importante di una nota corta. Un vibrato sembra sempre più espressivo di uno stop. Un delay sembra sempre una buona idea, finché non diventa l’equivalente sonoro di una riunione condominiale.

Nel country, invece, spesso la nota deve morire presto. Non perché sia triste, ma perché deve far ballare quella dopo.

 

La soluzione country

Qui entra in gioco il muffling della mano destra. Non parlo del palm muting pesante del metal. Non devi seppellire la nota sotto il ponte, devi solo accorciarla.

Il palmo si appoggia leggermente vicino al ponte e controlla il decadimento della nota. Il risultato deve essere secco, elastico, percussivo.

In alternativa puoi utilizzare una sincronizzazione delle dita della mano destra e della sinistra (alzandole al momento giusto), per creare lo stesso effetto.

Io personalmente blocco spesso le corde con la “picking hand”, tecnica prettamente da steeler e diffusissima nel country. Ah, ma tu sei un chitarrista rock…

 

Prova questo

    Ghost notes / corde stoppate

e|-------------------------|
B|--3-x-3-x-5-x-3-x--------|
G|--4-x-4-x-5-x-4-x--------|
D|-------------------------|
A|-------------------------|
E|-------------------------|

 

Le “x” non sono funk da discoteca anni ’70: sono piccoli colpi stoppati, quasi dei respiri.

Adesso prova a suonare lo stesso frammento lasciando risuonare tutto. Poi risuonalo accorciando ogni nota. Ti accorgerai che il lick non cambia solo durata. Cambia personalità.

Il country non vive solo nelle note che suoni, vive anche in quelle che spegni.

 

ERRORE 3: LA PENTATONICA COME CASA DI RIPOSO

La pentatonica è meravigliosa: ha dato da mangiare a generazioni di chitarristi, e continuerà a farlo anche quando noi saremo solo una vecchia foto sgranata con una Tele in mano (io lo sono già).

Però può diventare una trappola.

Il chitarrista rock vede il box. Parte il giro in Sol? Mano sulla pentatonica minore di Sol. Parte il giro in La? Pentatonica minore di La. Parte qualsiasi cosa? Pentatonica minore e speriamo bene.

Nel blues-rock funziona, perché la tensione tra terza minore e accordo maggiore è parte del linguaggio.

Nel country, invece, se resti sempre lì, rischi di suonare blues su un brano country. Che non è necessariamente un reato, ma in certi Stati probabilmente potrebbe esserlo.

 

L’approccio rock

Il problema è pensare “scala” prima di pensare “accordo”. La band sta suonando Sol maggiore, ma tu stai pensando solo alla tua posizione comoda. Il risultato è che magari suoni cose corrette, anche belle, ma non stai davvero seguendo l’armonia.

Stai “galleggiando” sopra e Stephen King dice che non è bene.

 

La soluzione country

Il chitarrista country deve vedere l’accordo. Non solo il nome dell’accordo scritto sul foglio, ma le sue note sul manico.

Se siamo in Sol maggiore, le note forti sono:

G - B - D

Queste sono casa.

La pentatonica può essere la strada, il cromatismo può essere la scorciatoia, il bending può essere il mezzo di trasporto, ma prima o poi devi sapere dove parcheggiare.

 

Prendiamo una forma di Sol maggiore in zona alta

    Forma di Sol maggiore

e|--15--  G
B|--15--  D
G|--16--  B
D|--17--  G
A|--17--  D
E|--15--  G

Sulle prime tre corde hai già tutto quello che ti serve:

    Prime tre corde

e|--15--  G
B|--15--  D
G|--16--  B

Adesso costruisci un piccolo lick che non “gira nella scala”, ma ruota attorno all’accordo:

    Lick costruito sulle note dell’accordo

e|----------------15---------|
B|----------15-------15------|
G|--14h16------16------------|
D|---------------------------|
A|---------------------------|
E|---------------------------|

Il 14h16 sulla terza corda non è un riempitivo, è un ingresso verso il Si, cioè la terza maggiore di Sol. Poi tocchi Re e Sol.

Hai appena detto all’ascoltatore: “So esattamente dove sono”.

E questa, nel country, è una cosa molto apprezzata. Anche dal bassista, che di solito non dice niente ma giudica tutti.

 

ESEMPIO PRATICO: STESSA INTENZIONE, ALTRA LINGUA

A questo punto potresti prendere una frase rock-blues molto cantabile, di quelle che conosciamo tutti: bending, nota lunga, vibrato, un bel respiro melodico.

Non serve trascrivere assoli famosi, anche perché poi arrivano gli avvocati e noi volevamo solo suonare in pace.

Facciamo quindi una frase originale, ma con quell’atteggiamento lì.

 

Versione rock-blues

    Bending + nota lunga + vibrato

e|----------------------|
B|--15b17~~~~--15-------|
G|----------------16----|
D|----------------------|
A|----------------------|
E|----------------------|

Qui la nota sale, viene tenuta, vibra. È un gesto vocale, molto rock, molto blues.

Ora proviamo a tradurlo.

 

Versione country

    Pre-bending + rilascio + nota fissa

e|--15--------------15--|
B|--15pb17r15---15------|
G|------------14h16-----|
D|----------------------|
A|----------------------|
E|----------------------|

Le note non sono lontanissime: è il gesto che cambia.

Il bending diventa pre-bending, la nota fissa crea l’effetto steel, il finale atterra sull’accordo. La frase è più corta, più precisa, più elastica.

Non abbiamo cambiato mondo: abbiamo cambiato accento. 🤠

 

 

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Promemoria rapido

Se vuoi trasformare il tuo fraseggio rock-blues in qualcosa di più country, prova a ricordarti queste tre cose:

  • il bending non deve sempre salire: può partire già tirato e rilasciare;
  • la nota non deve sempre durare: spesso deve colpire e sparire;
  • la pentatonica non deve essere una gabbia: deve collegare le note dell’accordo.

 

Set-up rapido

Per lavorare su questi esempi non serve un arsenale da studio di Nashville. Puoi partire così:

  •  chitarra: single coil, se possibile;
  •  pickup: ponte o ponte + centrale, a seconda dello strumento;
  •  gain: poco, quasi niente;
  •  compressore: utile, ma senza trasformare tutto in una piadina;
  •  delay: slapback corto, educato;
  •  riverbero: poco;
  •  mano destra: più importante di tutto il resto.

Lo so, è triste per chi ha appena comprato tre distorsori boutique. Ma il twang, prima di essere un suono, è un modo di toccare le corde.

 

Conclusione

Passare dal rock al country non significa rinnegare il blues, significa capire che il blues è una radice, non una gabbia. Il rock ha preso quella radice e l’ha portata verso sustain, volume, espressività larga, distorsione, vibrato. Il country l’ha portata verso precisione, ritmo, accordi, attacco, twang.

Sono due strade diverse che partono dallo stesso incrocio… dove spesso si fanno strani incontri.

 

Cris Mantello

 

 

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