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EAR TRAINING: SUONARE AD ORECCHIO

 

L’ear training è uno degli strumenti che un musicista deve imparare a padroneggiare. In questa lezione vedremo in che modo questa pratica può renderci dei musicisti migliori, grazie all’educazione del nostro orecchio e un successivo e continuo allenamento.

Se vi state chiedendo se per essere bravi nell’ear training serve avere l’orecchio assoluto (la dote innata che permette di riconoscere l’altezza delle note senza avvalersi dell’aiuto di uno strumento musicale) vi tranquillizzo subito: la risposta, ovviamente, è no!

Accanto all’orecchio assoluto, infatti, esiste il cosiddetto orecchio relativo, capace di riconoscere dei suoni semplicemente paragonandoli ad altri già noti, ad esempio riconoscendo gli accordi di un brano senza l’aiuto del proprio strumento, conoscendo soltanto la tonalità.

 

Muovere i primi passi nell’ear training

 

Il primo esercizio per iniziare ad allenare il proprio orecchio è cantare la scala maggiore di DO, senza l’ausilio dello strumento. Possiamo farlo in due modi: prendendo un DO come riferimento per poi proseguire liberamente, oppure partire direttamente senza alcun riferimento. Cantiamo quindi le note DO, RE, MI, FA, SOL, LA, SI e di nuovo DO un’ottava sopra rispetto alla nota di partenza, quindi torniamo indietro cantando DO, SI, LA, SOL, FA, MI, RE, DO questa volta all’ottava bassa.

esercizio 1: scala maggiore di do in senso ascendente: do re mi fa sol la si do esercizio 2: scala maggiore di do in senso discendente: do si la sol fa mi re do

 

In questo momento l’accuratezza delle note non è fondamentale, quello che dobbiamo imparare è come le note interagiscono tra loro, ovvero gli intervalli. 

Il secondo esercizio, infatti, consiste nel cantare tutti gli intervalli di una scala maggiore partendo sempre dal DO. Iniziamo cantando gli intervalli vicini (DO-RE; DO-MI), passiamo poi a quelli intermedi (DO-FA; DO-SOL) e concludiamo con i lontani (DO-LA; DO-SI).

esercizio 3: intervalli vicini: do re; do mi. esercizio 4: intervalli intermedi: do fa; do sol. esercizio 5: intervalli lontani: do la; do si

Questi esercizi vanno ripetuti giornalmente, quante più volte possibile!

Per accelerare il processo di apprendimento e per  imparare a riconoscere questi intervalli provate a cercare, tra le vostre canzoni preferite o tra i suoni della vita di tutti i giorni  – come il classico din don di un campanello – dei piccoli passaggi melodici in cui sono presenti uno o più di questi intervalli.

 

Dettati melodici

 

A questo punto possiamo iniziare a metterci alla prova con dei dettati melodici semplici, costruiti sempre in tonalità maggiore, di breve durata: massimo 8 battute.

Un ottimo modo per fare questi esercizi è insieme a un compagno di studi, così che possiate scrivere delle brevi melodie da scambiarvi, oppure scaricando una delle ormai tantissime app per smartphone dedicate all’ear training.

Solitamente le app prevedono un percorso graduale e vantano librerie sonore molto estese che vi permetteranno di ripetere i vostri esercizi tutte le volte che vorrete, senza ritrovarvi ad ascoltare le solite melodie.

Questo infatti diventerebbe controproducente perché riconocere una melodia già familiare non favorirebbe più la crescita del vostro orecchio.

 

Riconoscimento di bicordi

 

Iniziamo a rendere le cose interessanti: è arrivato il momento di riconoscere gli intervalli in un contesto armonico, ovvero suonati simultaneamente invece che conseguentemente (come accade in una melodia).

Il consiglio è sempre lo stesso: iniziamo con gli intervalli vicini (seconda maggiore e terza maggiore) per poi passare gradualmente agli intervalli più lontani (quarta giusta e quinta giusta, infine sesta maggiore e settima maggiore).

In un primo momento aiutiamoci con lo strumento e suoniamo, ad esempio, un power chord di DO. Cerchiamo di sentire e separare mentalmente le 2 note, dopodiché cantiamole in sequenza: DO, SOL. Ripetiamo l’esercizio per ogni intervallo della scala.

A questo punto diventa ancor più importante dividere il lavoro in blocchi e soprattutto non accelerare i tempi. Potrebbe essere necessario ripetere gli esercizi per giorni prima di essere in grado di andare avanti, perciò non abbiate fretta! Prendetevi il vostro tempo e interiorizzate bene i suoni che questi intervalli creano insieme.

Anche in questo caso , vi consiglio di trovare dei compagni di studio, se potete, per scambiarvi delle registrazioni di bicordi da poter riconoscere, e inoltre non dimenticate di sfruttare le app!

Vi invito a trovare dei frammenti di brani che conoscete, o dei suoni che sentite frequentemente, da associare al suono dei bicordi in modo da memorizzarli più facilmente.

 

Tonalità minori

 

Giunti a questo punto, ripetete il percorso sostituendo la scala maggiore con la scala minore naturale. 

Iniziamo cantando la scala minore di LA: LA, SI, DO, RE, MI, FA, SOL, e di nuovo LA.

Cantiamo poi gli intervalli: LA-SI; LA-DO; LA-RE; LA-MI; LA-FA; LA-SOL; LA-LA.

Proseguiamo infine con i bicordi partendo sempre da un power chord LA-MI per poi continuare con tutti gli altri intervalli.

L’iter sarà più veloce questa volta sia perché avete preso domestichezza col metodo, sia perché il vostro orecchio si sta abituando a lavorare in un modo nuovo, più razionale. Questo vi renderà più analitici ed efficienti.

Potete ripetere il percorso con ogni tipo di scala esistente. Vi terrete allenati ed educherete il vostro orecchio sempre di più!

Spero che questa lezione vi sia stata di aiuto e che vi abbia invogliato ad approfondire l’argomento grazie al Corso di orecchio e ear training che potete trovare al link qui sotto!

 

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