di Vittorio Distefano
Cari Guitar-Nauti,
Diamo il bentornato a Vittorio Distefano con Groove The Harmony: scrive per noi una serie di articoli che ci aiuteranno a conciliare le esigenze del ritmo e quelle dell’armonia quando scriviamo o arrangiamo un brano, in particolare quando lo facciamo imbracciando un’acustica. Buona lettura! – Claudio.
GIOCHIAMO COL CIRCOLO
DELLE QUINTE
Ben ritrovati, cari Guitar-Nauti!
Apriamo il nuovo anno rifocillati e pronti ad immergerci, ancora una volta insieme, nei profondi abissi dell’armonia e del ritmo. Benvenuti dunque all’episodio numero ventinove (gli “enta” si avvicinano clamorosamente!😊) di Groove the Harmony, la mia rubrica in esclusiva per lezioni-chitarra.it.
Qui ci occupiamo di armonia, di ritmo, di teoria e soprattutto impariamo a dar vita alla nostra creatività musicale!
In questo appuntamento giochiamo con il circolo delle quinte, un argomento spesso studiato nella sua forma teorica ma che non si è sempre del tutto in grado di materializzare in una forma suonata. Può apparire ostico a un primo studio, ma nasconde al suo interno un prezioso forziere di soluzioni musicali. Spetta a noi scavare a fondo per estrarne il vero valore!
Oggetto di queste brevi righe non sarà la costruzione del circolo delle quinte (siete interessati a una trattazione formale dell’argomento? Fatemelo sapere nei commenti!). Desidero invece farvi riflettere su come si possano sfruttare delle conoscenze, anche già acquisite, per allargare il proprio punto di vista sullo strumento e per sedimentare in maniera musicale le informazioni studiate.
Nel primo esercizio eseguiamo gli accordi, i primi gradi, relativi alle tonalità maggiori del circolo delle quinte:


Abbiamo sviluppato l’esercizio sulla prima porzione del manico, ma naturalmente vi invito ad estendere il lavoro su tutte le aree della tastiera.
Muoviamo un piccolo passo in avanti ed eseguiamo la progressione di accordi del circolo delle quinte e relative minori:


Come possiamo adesso trovare ispirazione da questo primo lavoro sistematico? Ad esempio prelevando un determinato segmento di accordi e iniziando a giocare musicalmente. Non preoccupatevi del vostro livello di studio… mettete in campo tutte le vostre conoscenze, che siate dei chitarristi principianti o avanzati.
Estrapoliamo quindi i primi 4 accordi: Do maggiore, La minore, Sol maggiore e Mi minore. Prendendo spunto dalle precedenti lezioni di Groove the Harmony ottimizziamo il movimento delle voci nel cambio di accordi.

Vi invito ad osservare la melodia della nota al canto. Su C e Am intoniamo la nota Mi (ovvero 3° per l’accordo C e 5° per Am), quindi scendiamo di un tono cantando la nota Re su G (5° dell’accordo), e infine sull’accordo di Em risaliamo sulla nota Mi (ovvero fondamentale dell’accordo).
Aggiungiamo adesso un primo abbellimento alla progressione. L’accordo di Am può essere inteso come VI grado della tonalità di Do maggiore, ma rappresenta anche il II grado della tonalità di Sol maggiore. Questo ci permette di inserire una cadenza “II V I” creando così un punto di tensione-risoluzione. Inseriamo quindi l’accordo D7 (V grado) che risolve su G (I grado).

Il ragionamento sviluppato per questa soluzione può naturalmente essere esteso per tutti gli accordi del circolo, come mostrato in figura:

Possiamo ulteriormente impreziosire la progressione avvalendoci anche della dominante secondaria. Aggiungiamo l’accordo di E7 per risolvere su Am creando dunque una cadenza perfetta di tipo V-Im.

Di seguito lo schema generalizzato a tutto il circolo.

Interessante notare che questa piccola progressione armonica può essere interpretata tramite una chiave di lettura tonale, ovvero considerando gli accordi tutti appartenenti ad una stessa tonalità, o modale, dunque immaginando di modulare tra due tonalità diverse.
Quanto mostrato finora rappresenta solo una delle possibili applicazioni. Abbiamo prelevato la nostra conoscenza teorica del circolo delle quinte e l’abbiamo riversata sulla chitarra, ci siamo avvalsi di forme accordali tipiche del CAGED, accordi a tre e a quattro voci, ma avremmo chiaramente anche potuto utilizzare accordi estesi (accordi con 9, 11 e 13), o ancora dei voicing modali.
Immergiamoci adesso nel mondo delle triadi, un argomento che abbiamo spesso esplorato nelle righe di questa rubrica (vi rimando agli articoli dedicati per saperne di più).
Il primo esercizio che vi propongo è uno sviluppo orizzontale discendente. Lavoriamo con le triadi strette sul 2° set di corde e suoniamo tutta la progressione del circolo delle quinte e relative minori:

Osservate il collegamento fluido tra gli accordi: spesso in quanto chitarristi tendiamo a lavorare per compartimenti stagni o a svolazzare eccessivamente sul manico senza badare ai movimenti interni. L’uso sapiente delle triadi, invece, ci permette di ragionare in maniera più “pianistica”, ovvero controllare il movimento delle voci degli accordi ed evitare voli pindarici.
Nell’ultimo esercizio utilizziamo ancora le triadi strette. Sviluppiamo orizzontalmente tutta la progressione di accordi inserendo anche la soluzione già mostrata del II-V-I.

Come sono solito consigliare ai miei studenti, discernere lo studio in diverse fasi può rivelarsi estremamente utile. Dedicate del tempo alla teoria (l’analisi delle note e il movimento che esse compiono nel passaggio da un accordo a un altro) e altro tempo alla memorizzazione degli esercizi. Scomponete poi gli esercizi più lunghi in segmenti più corti, in maniera tale da poter lavorare a piccoli passi.
Quanto presentato finora ha l’obbiettivo di fornirvi nuovi spunti di studio e condurvi per mano alla scoperta di un modus operandi creativo da abbinare agli esercizi più canonici, e poter quindi conoscere davvero nel profondo gli argomenti musicali. Come avrete intuito, le variazioni sul tema possono essere davvero tantissime. Sarà quindi vostro compito sistematizzare lo studio che vi ho presentato! Esplorate tutto il manico in orizzontale e in verticale, lavorate con gli accordi nelle geometrie del CAGED e con le forme triadiche.
La libertà che potreste riscontrare nel mio trattare l’armonia, gli accordi, nel muovermi sulla tastiera, deriva proprio da questo approccio allo studio: abbinare ad una fase di costruzione “pars construens” una fase di distruzione “pars destruens”. Essere in grado, quindi, di sistematizzare scale, arpeggi, accordi e tutte le altre simmetrie che amiamo costruire sul nostro strumento, per poi distruggerle, cioè utilizzarle in una chiave fortemente musicale!
È molto importante procedere gradualmente, senza fretta e senza trascurare alcun dettaglio. Lavorate sulle vostre mani, sul suono, ragionate in maniera meticolosa ma senza mai dimenticare di dipingere con i colori che la Musica è in grado di offrirci. Prima di quanto possiate immaginare vi renderete conto che la vostra libertà sullo strumento sarà migliorata esponenzialmente, e gradualmente sarete in grado di evocare immagini, ricordi, emozioni attraverso la vostra Musica!
Come di consueto, vi lascio il video di approfondimento a questo link.
Dal mio sito web www.vittoriodistefano.jimdo.com potete scaricare gratuitamente le trascrizioni complete in formato .pdf. Vi invito inoltre ad iscrivervi ai miei canali YouTube e Instagram e a contattarmi tramite mail – la trovate all’interno del sito – per ricevere gli esercizi in formato GuitarPro.
Non mi resta altro che salutarvi e augurarvi un buon lavoro.
Ciao, e al prossimo appuntamento di Groove the Harmony!
“Maturità dell’uomo significa avere ritrovato la serietà
che si metteva nel gioco da bambini.” (F.Nietzsche)
Vittorio Distefano

Grazie per l’approfondimento. Alcune nozioni richiedono una conoscenza teorica non proprio di base, ma comunque i concetti sono stati utili anche a me che non ho grande preparazione tecnica! Trovo solo un po’ di difficoltà a eseguire alcuni accordi sulla tastiera, per le diteggiature.
Ciao e grazie del feedback!
Certi accordi a primo impatto possono risultare ostici sulla chitarra ma vedrai che col tempo e con l’esercizio sarai in grado di padroneggiarli. Take your time!