Seleziona una pagina

di Vittorio Distefano

 

Cari Guitar-Nauti,

Diamo il bentornato a Vittorio Distefano con Groove The Harmony: scrive per noi una serie di articoli che ci aiuteranno a conciliare le esigenze del ritmo e quelle dell’armonia quando scriviamo o arrangiamo un brano, in particolare quando lo facciamo imbracciando un’acustica. Buona lettura! – Claudio.


 

MELODIZZIAMO GLI ACCORDI

 

Ben ritrovati cari Guitar-Nauti!

Con questo argomento diamo inizio al nuovo anno accademico, ancora una volta insieme, pronti per immergerci nei profondi abissi dell’armonia e del ritmo. Benvenuti dunque all’episodio numero ventotto (non abbiamo ancora perso il conto!😃) di Groove the Harmony, la mia rubrica in esclusiva per Lezioni-Chitarra.it. Qui ci occupiamo di armonia, di ritmo, di teoria e soprattutto impariamo a dar vita alla nostra creatività musicale!

Dopo averne studiato diverse famiglie, aver compreso come si costruiscono, averne saggiato il sapore è giunto il momento di imparare a MELODIZZARE gli accordi di chitarra… cosa significa?! Farli cantare!

Abbiamo imparato nei precedenti appuntamenti di questa rubrica a visualizzare gli accordi come grappoli d’uva i cui acini sono rappresentati dalle singole note. Invertendo, scambiando gli acini siamo in grado di mutare la forma del nostro grappolo. Possiamo quindi muovere la nota al basso o ancora porre la nostra attenzione sulla nota al canto, ovvero la nota più acuta dell’accordo che tenderemo a cantare.

Identificare le note di una melodia e gli accordi corrispondenti ci renderà consapevoli e in grado di suonare contemporaneamente melodia e accompagnamento: ci basterà fare in modo che le note melodiche coincidano con gli accordi che le sostengono.

Iniziamo a muovere i primi passi verso questo vasto quanto interessante argomento musicale!

 

Melodizzare l’accordo di Fa maggiore

Nel primo esempio melodizziamo l’accordo di Fa Maggiore studiando sul primo set di corde (1, 2, 3, 4 corda). Andiamo a muovere la melodia sulla prima corda (il Mi cantino) individuando, man mano che ci si sposta lungo il manico, alcune delle possibili forme accordali che ci permettano di sintetizzare l’accordo di Fa e allo stesso tempo enfatizzare la nota target al canto.

 

 

 

Come avete visto ci siamo sbizzarriti nella scelta dei colori musicali, e molte delle posizioni utilizzate potrebbero risultarvi familiari se avete già seguito i precedenti appuntamenti di questa rubrica (accordi sus, quadriadi, accordi add9, etc.). Questa volta però abbiamo cambiato il punto di osservazione, non ragionando più solo per “forme” ma soppesando oculatamente la costruzione di ciascun accordo.

Ciò che vi raccomando è di cantare con la voce la melodia al canto, magari facendo risuonare un basso di Fa. Potreste divertirvi con una loop station registrando un pedale di Fa o ancora sbizzarrendovi attraverso l’uso di effetti d’ambiente come delay o lunghi riverberi.

Porto alla vostra attenzione che in fase ascendente abbiamo utilizzato le note della scala di Fa Maggiore – abbiamo effettivamente suonato Fa Ionico (accordo di FA inteso primo grado della tonalità d’impianto). In fase discendente, invece, abbiamo inserito la nota Si al posto del Sib, ovvero la quarta aumentata, costruendo questa volta una sonorità Lidia (accordo di FA inteso come quarto grado della tonalità di Do Maggiore).

 

…E poi l’accordo minore

Melodizziamo adesso nel secondo esempio l’accordo minore.

 

 

 

Anche in questo sviluppo ci siamo avvalsi di moltissime tipologie di accordi diversi (minori, minori settima, minori nona, sus,) esplorandone anche i relativi rivolti. Se in fase ascendente si è suonato un Fa dorico (notare la presenza della nota Re ovvero la sesta maggiore in compresenza della terza minore), in fase discendente l’uso della sesta minore ci conduce a una sonorità eolia.

 

 

Conclusioni

Come sono solito consigliare ai miei studenti, discernere lo studio in diverse fasi può rivelarsi estremamente utile. Dedicate del tempo alla teoria (l’analisi delle note e dei gradi dell’accordo, il movimento delle voci, etc.) e alla memorizzazione degli shapes accordali (CAGED, voicing, forme late). Naturalmente destinate anche molta energia al piano applicativo che permette gradualmente di elevarsi dal piano terreno ed evocare immagini, ricordi, emozioni attraverso la musica.

È molto importante procedere gradualmente, senza fretta e senza trascurare alcun dettaglio. Lavorate sulle vostre mani, sul suono, utilizzate tutti gli accordi che conoscete ed esercitatevi in tutte le tonalità. Quanto presentato finora ha l’obbiettivo di introdurvi a un affascinante quanto articolato argomento, di condurvi per mano alla scoperta di questo nuovo mondo. Le variazioni sul tema possono essere davvero tantissime, e sarà quindi vostro compito sistematizzare lo studio, esplorare tutti i set di corde, utilizzare nuovi accordi, nuovi shapes e disegnare musica con sempre nuovi colori.

Quando avrete maturato i concetti chiave iniziate ad esercitarvi su grooves di batteria, applicate differenti ritmiche e stili di accompagnamento, partite dall’uso di un solo accordo per poi spostarvi a più complesse progressioni armoniche. Prima di quanto possiate immaginare vi renderete conto di quanto la vostra libertà sullo strumento sarà migliorata!

Se siete interessati ad approfondire l’argomento vi invito a farmelo sapere nei commenti!

Come di consueto, vi lascio il video di approfondimento a questo link.

 

Dal mio sito www.vittoriodistefano.jimdo.com potete scaricare gratuitamente le trascrizioni complete in formato .pdf; vi invito inoltre a iscrivervi ai miei canali YouTube e Instagram e a contattarmi tramite mail – la trovate all’interno del sito – per ricevere gli esercizi in formato GuitarPro.

 

Non mi resta altro che salutarvi e augurarvi un buono studio!

 

Ciao e al prossimo appuntamento di Groove the Harmony!

 

Colui che canta passa dalla gioia alla melodia, colui che ascolta, dalla melodia alla gioia.

 

 

Vittorio Distefano