di Vittorio Distefano
Cari Guitar-Nauti,
Diamo il bentornato a Vittorio Distefano con Groove The Harmony: scrive per noi una serie di articoli che ci aiuteranno a conciliare le esigenze del ritmo e quelle dell’armonia quando scriviamo o arrangiamo un brano, in particolare quando lo facciamo imbracciando un’acustica. Buona lettura! – Claudio.
GROOVE THE HARMONY
PENSIERO RITMICO ALLA CHITARRA
Ben ritrovati cari Guitar-Nauti!
Benvenuti all’episodio numero ventisei di Groove the Harmony, la mia rubrica in esclusiva per voi su Lezioni-Chitarra.it. Qui ci occupiamo di armonia, di ritmo, di tecnica, e soprattutto impariamo a dar vita alla nostra creatività musicale!
Desidero aprire questo articolo ponendovi una domanda: quanto è importante sviluppare il pensiero ritmico, alla chitarra e in musica in generale? Il nostro studio attraversa nel tempo dense parentesi di tecnica muscolare, di memorizzazione di scale e accordi, e ancora di analisi ed esecuzione ad libitum di licks/fraseggi.
Il nostro compito in quanto musicisti è riuscire a costruire emozioni – spesso lo si fa attraverso una melodiosa scelta delle note, un fraseggio al fulmicotone acchiappa-like o un’intrigante progressione armonica – ma superato l’effetto WOW quanto siamo in grado di far muovere il bacino ai nostri ascoltatori?
Per farli ballare può bastar poco, e la chiave di volta si chiama ritmica!
In questo articolo vi presento uno studio progressivo atto a sviluppare un pensiero ritmico organico e una motricità solida. Gli esempi che vi mostro, per semplicità di trattazione, saranno sviluppati su una singola posizione accordale (ho scelto un bel DO Maggiore a primo manico) ma potranno naturalmente essere ripetuti su qualsiasi progressione di accordi, su una singola nota e, perché no, su una cellula melodica.
Siete pronti? VIA!
Partiamo suonando la semibreve (durata di 4/4 = 4 battiti), passiamo poi alla minima (durata di 2/4 = 2 battiti), e infine approdiamo alla semiminima (durata 1/4 = 1 battito). Queste tre figure possono essere eseguite utilizzando esclusivamente la pennata in giù (downstroke).

Esploriamo la croma (durata 1/8 = mezzo battito) e la semicroma (durata 1/16 = un quarto di pulsazione): ci accorgiamo che adesso non tutte le note cadono sul battere. Per eseguirle ci avvaliamo della pennata alternata, dunque alterniamo sempre una pennata in giù (downstroke) ed una pennata in su (upstroke), e questo ci permetterà di scandire in maniera esatta la durata delle figure ritmiche e il tempo tra battere e levare, e naturalmente anche di incrementare la velocità di esecuzione.

Inseriamo adesso delle ghost-notes, ovvero delle note “mute”. Queste, alternate alle note suonate, possono infondere grande ritmicità allo strumming e alle frasi musicali. Anche in questo caso ponete grande attenzione al verso delle pennate che vi ho indicato in ciascun spartito.
L’esercizio 5.2 potrebbe risultare più ostico giacché suonerete solo le note in levare (vi renderete subito conto di come questo pattern ritmico strizzi l’occhio al reggae!).
N.B. Per una maggiore leggerezza delle trascrizione da ora in avanti ho sintetizzato la scrittura con una sola nota piuttosto che riportare l’intero accordo.

Passando ai sedicesimi il lavoro inizia a farsi più impegnativo: eseguiamo una sola nota per ciascun blocco di quattro semicrome e silenziamo le restanti tre. Come avrete intuito le combinazioni possibile saranno quattro: suonare il primo sedicesimo (es. 6.1), suonare il secondo sedicesimo (es. 6.2), suonare il terzo sedicesimo (es. 6.3) e infine suonare il quarto sedicesimo (es. 6.4).
Quando avrete acquisito una buona padronanza delle diverse figure affrontate il boss finale, l’esercizio numero 7 – una concatenazione dei quattro precedenti pattern!

Il lavoro svolto finora potrebbe avervi impegnato ma sono sicuro che vi avrà anche sbloccato una certa libertà ritmica!
Proviamo dunque ad esplorare una possibile variazione di studio, ripetiamo gli esercizi affrontati finora ma sostituendo le ghost notes – le note mute – con delle vere e proprie pause musicali. È molto importante pensare e cantare le pause, come fossero note silenti, al fine di non interrompere il flusso ritmico; alla luce di ciò il consiglio che voglio darvi è di eseguire dei veri e propri movimenti di plettrata a vuoto in corrispondenza delle pause. Questo studio potenzierà la vostra indipendenza articolare e donerà ulteriore beneficio al vostro pensiero ritmico alla chitarra.

Quanto vi presento in questi articoli non può esaurire un argomento così ampio ma vuole essere un modo di fornirvi degli spunti di studio sempre diversi, creativi e di diretta applicazione. Le variazioni sul tema possono essere davvero tantissime sarà quindi vostro compito sistematizzare lo studio che vi ho presentato ed elaborarlo in differenti sviluppi. È molto importante procedere gradualmente, senza fretta e senza trascurare alcun dettaglio: ponete attenzione ai movimenti muscolari e articolari, esplorate step by step – con dedizione e creatività – le diverse soluzioni musicali e prima di quanto possiate immaginare vi renderete conto quanto il vostro pensiero ritmico starà maturando col passare del tempo.
Come di consueto, vi lascio il video di approfondimento a questo link.
Dal mio sito web www.vittoriodistefano.jimdo.com potete scaricare gratuitamente le trascrizioni complete in formato .pdf; vi invito inoltre ad iscrivervi ai miei canali YouTube e Instagram e a contattarmi tramite mail – la trovate all’interno del sito – per ricevere gli esercizi in formato GuitarPro.
Non mi resta altro che salutarvi e augurarvi un buono studio.
Ciao, e al prossimo appuntamento di Groove the Harmony!
“Non c’è nulla interamente in nostro potere, se non i nostri pensieri” – (Cartesio)
Vittorio Distefano


Il video non si apre….dice Video Privato
Ciao Sergio, riprova adesso! 🤟🏻
Molte interessante è bravo Maestro . Complimenti Grz
Grazie Antonio! Rock On!