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GUITAR HEROES

di Edoardo Dei

Cari Guitar-Nauti,

Chi sono i Guitar Heroes? Dagli anni ‘80 abbiamo iniziato a usare questa espressione per definire quei virtuosi delle sei corde con assoli ad alto contenuto di tecnica e velocità. Gente del calibro, per citare alcuni dei nomi più altisonanti, di Steve Vai, Yngwie Malmsteen o John Petrucci. In questa serie di articoli Edoardo Dei ci racconta la storia e la tecnica di questa corrente dello shredding (letteralmente “fare a brandelli le corde”) detestata da alcuni ma amatissima da tanti altri. Allacciamo le cinture! Buona lettura – Claudio.

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GUITAR HEROES – GUITAR QUARTET

di Edoardo Dei

 

 

Cari Guitar-Nauti, ciao a tutti e ben ritrovati.

In questo nuovo articolo ho deciso di farvi un piccolo regalo che è strettamente connesso con il metal neoclassico e la scala minore armonica, argomenti trattati nei nostri precedenti incontri. Ho deciso infatti di comporre un quartetto per chitarra elettrica, dettato dal mio amore per la musica classica e influenzato dal mio passato da metallaro convinto (come voi del resto, lo vedo che fate di sì con la testa… lo vedo!). Attenzione però, ho voluto semplicemente “giocare”, cercando di creare qualcosa di abbastanza semplice e che probabilmente infrangerà le rigide regole classiche. Quindi non me ne vogliano i professori di conservatorio e i Maestri Sacri, vi chiedo umilmente scusa. Mi sembra però doveroso un accenno al quartetto d’archi: un pochino di storia non fai mai male.

Il termine quartetto indica, a partire dalla metà del sec. XVIII, una composizione strumentale per due violini, viola e violoncello, costruita nella forma della sonata. Le forme strumentali più diffuse erano la suite, costituita da una successione di pezzi di danza (allemanda, corrente, sarabanda, minuetto, gavotta, giga ecc.) tutti impiantati nella stessa tonalità, basati ciascuno su un solo tema e costituiti generalmente di due parti separate da un ritornello e svolte in senso opposto per ciò che riguarda la modulazione. Questa forma subì a poco a poco sensibili variazioni e venne sostituita da pezzi ritmicamente più espressivi (allegro, adagio, vivace, presto ecc.). Solitamente erano sviluppate con il primo tempo di natura allegra e vivace, il secondo più lento (adagio, andante, largo), il terzo un minuetto o uno scherzo, il quarto vivacissimo e impetuoso che va quindi a concludere la sonata.

Ma parliamo dell’impiego dei quattro strumenti ad arco che compongono il quartetto. Al primo violino viene affidata di solito la priorità dell’esposizione tematica, anche se in alcuni momenti potrà essere trattata come parte di secondo piano, e cioè quando ad un altro strumento venga affidato il pensiero melodico principale.

Il secondo violino, pur possedendo identiche qualità di suono e di tessitura, viene a trovarsi in una posizione secondaria. Può diventare protagonista nel caso in cui gli venga affidata un parte che in quel momento debba predominare (ciò che avviene spesso nei passi polifonici), ma di solito ha l’incombenza di coadiuvare il primo violino o di associarsi nella figura di accompagnamento agli strumenti di tessitura più grave.

La viola, strumento intermedio tra il violino e il violoncello, ha la doppia possibilità di servire come collegamento armonico tra le note superiori ed inferiori dell’armonia e quello di emergere, quando è il caso, come parte cantante, riuscendo in ciò molto più efficacemente del secondo violino in identiche condizioni di tessitura (a parità di tessitura la viola è molto più intensa di suono).

Infine il violoncello, l’elemento forse più prezioso del quartetto dopo il primo violino, va a completare l’architettura armonica e, anche se non lo sentiamo emergere come voce principale, ha forse il ruolo più importante. Un po’ come il basso elettrico all’interno di una band.

 

esempio hydn

 

Fra i compositori che hanno consolidato la forma del quartetto possiamo citare Haydn (76 quartetti), Mozart (23 quartetti), Beethoven (18 quartetti), ma anche Schubert, F. Mendelssohn-Bartholdy, R. Schumann per quanto riguarda il periodo più romantico.

Per quanto riguarda il mio brano, come vi ho già detto all’inizio, si tratta semplicemente di un gioco, dove non ho (volutamente) rispettato le regole del quartetto (non ho le competenze), andando molto a sensazione. Si tratta di un allegro, quindi un primo movimento, in tonalità di Am nella prima parte, A nella seconda, per tornare poi ad Am col tema principale per la conclusione.

A questo link trovi il video con l’esecuzione completa e qui di seguito un estratto della parte di chitarra principale (che nel video troverai in basso a destra). Per gli spartiti integrali, clicca qui!

 

Guitar Quartet chitarra 11

 

Buon divertimento e appuntamento al prossimo articolo!

 

Edoardo Dei

 

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