GUITAR LANGUAGES
di Luca Arduini
Cari Guitar-Nauti,
inizia anche “Guitar Languages”!
È questo infatti il nome della rubrica in cui Luca Arduini ci accompagnerà alla scoperta di linguaggi chitarristici più di nicchia rispetto al “solito” rock che siamo abituati a trattare su queste pagine: analisi, trascrizioni e arrangiamenti dal mondo del jazz, del neo-soul e dell’RnB, per arricchire di nuovi spunti il nostro stile. Buona lettura! – Claudio.
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GUITAR LANGUAGES – TOM MISCH
Salve a tutti ragazzi e ben trovati al primo appuntamento di Guitar Languages. La rubrica tratta l’analisi di alcune trascrizioni, di artisti celebri o meno, in ambito Neo Soul, RnB, Jazz e generi limitrofi. Questo studio mira a trovare spunti nuovi e alternativi da applicare al proprio playing. Sarà un salto temporale continuo tra passato e futuro, tra le analisi stilistiche di grandi musicisti storici fino alle nuove leve.
Oggi, parlando appunto di artisti giovani, partiamo da Tom Misch e vi propongo un assolo apparentemente easy presente nel suo remix del brano “Midnight Mischief” che trovate a questo link. In fondo all’articolo trovate anche il pdf della parte.
Il brano originario è composto e cantato da Jordan Rakei. Vi consiglio l’ascolto del suo album “Cloak“, dove è presente anche il brano non remixato, in cui potete immergervi nelle sonorità più moderne della Trip Hop e Neo Soul.
ANALISI
Il solo si sviluppa in C Lidio e la scala di riferimento per la parte è E Eolio (mi minore) al dodicesimo tasto.
STILE MINIMAL
Le peculiarità di questo stile è il minimalismo applicato a delle ampie pause. Notiamo questa cosa già dal primo fraseggio dove sfrutta la pentatonica minore di E con l’aggiunta della nona. È interessante notare la partenza, non in battere, per accentuare sull’uno della battuta, dopo il bending di un semitono che cade sull’ultima nota della scala.
BENDING
I bending sono un altro punto forte di questo solo: dopo una lunga pausa, ne troviamo uno da un tono che in fase di ritorno va a formare un passaggio cromatico Per eseguirlo al meglio, consiglio di dare un’unica plettrata convinta all’inizio e gestire bene la corda in discendenza con il polso.
Non affidate il controllo del bending esclusivamente alle dita… rischiate di non essere precisi nell’intonazione. Per confermare quest’ultima, provate a suonare di seguito i tasti 19-18-17 del mi cantino e poi eseguire il bending.
TOM MISCH LICK
Di seguito, abbiamo uno dei più caratteristici lick di Tom Misch. La frase che si sviluppa dalla battuta 4 alla 6, la troviamo spesso in altre parti solistiche di altre sue composizioni. Uno sviluppo veloce con sonorità fusion ma che in realtà fa fede alla scala senza alterazioni. Tutte le parti, infatti, che troviamo sono diatoniche (ovvero si sfruttano solo le note naturali della scala).
RESPIRARE CON LE PAUSE
Il solo poi si conclude con due fraseggi in pentatonica minore, sempre distanziati da una pausa importante. Questo lo si fa per far respirare di più la sonorità e il beat dell’accompagnamento, fattore che spesso si utilizza in questi generi ma che può benissimo essere sfruttato in qualsiasi altro.
Uno spunto che spesso noi chitarristi prendiamo sotto gamba cercando di infilare più fraseggi di fila dentro lo spazio.

Ricordiamoci che improvvisare equivale a parlare… a comunicare. L’argomento di una chiacchierata equivale alla nostra base musicale e al genere annesso. Dobbiamo sempre pensare a come esprimerci al meglio e creare un nostro linguaggio nel contesto che ci si trova di fronte.
Spero che l’articolo vi sia piaciuto.
Nel caso aveste dubbi o curiosità, vi aspetto nei commenti del video!
Un saluto,
Luca Arduini
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