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di Nikolay Deliyski

Cari Guitar-Nauti, da quando è nato alla fine degli anni ‘70 ad oggi, l’heavy metal non ha mai smesso di raccogliere appassionati in tutto il mondo, ed è ormai qualcosa che riguarda milioni di persone da due o tre generazioni. Da oggi prende il via una rubrica didattica dedicata, a cura del nostro Nikolay Deliyski. che spazia sulle varie diramazioni del genere, ma rimane saldamente radicata nella tradizione del metal più classico, quella che lo ha fatto diventare immensamente popolare: band come Metallica, Iron Maiden, Megadeth, sono solo alcuni degli esempi più prestigiosi. Nik ci insegnerà ritmiche, assoli, tecniche speciali: in una parola il linguaggio dell’heavy metal. Buona lettura! – Claudio


 

 

I 3 PILASTRI DELL’HEAVY METAL

 

 

 

Bentornati GuitarNauti!

Con gli ultimi articoli ci siamo avventurati in territori più tecnici, e viste anche le domande che mi vengono poste nei commenti su YouTube oggi vorrei rispolverare con voi le basi del genere heavy metal, ciò che ha contribuito al suo nucleo iniziale e che poi ha influenzato tutte le evoluzioni del genere fino ai giorni nostri.

 

Ho voluto presentare il tutto partendo dagli albori di questo genere, e chi prendere meglio ad esempio dei Black Sabbath?
Questa è la band storica del frontman Ozzy Osbourne formatasi nel 1968 e che con le sue chitarre distorte, il sound pesante e oscuro, e le tematiche con riferimenti all’occulto ha contribuito alla rottura con il genere rock, creando così l’immaginario metal. Il chitarrista Tony Iommi ha contribuito a tutto ciò, e il suo apporto è frutto anche di un grave incidente che ha subito sul lavoro e che ha drasticamente cambiato il suo modo di suonare la chitarra: ne parlo più avanti nell’articolo.

 

Quelli di oggi quindi sono gli argomenti che terrei in una prima lezione per chi si avvicinasse al genere metal: sono sicuro che per molti di voi sono pane quotidiano, ma vale sempre la pena dare una ripassata con occhi nuovi.

 

POWERCHORD – IRON MAN

Avete mai provato a suonare i classici accordi aperti della chitarra in distorto? Il suono è confuso e per nulla soddisfacente, questo perché con l’ampli distorto l’accordo per eccellenza è il powerchord!
Si tratta di un accordo formato da due note, una più bassa chiamata tonica (può essere una qualsiasi nota) e una seconda nota che dista esattamente 3 toni e mezzo dalla prima; quest’ultima nota viene chiamata quinta: per questo il powerchord può essere siglato con un “5”. Sulla chitarra sono molto facili da eseguire e si possono suonare in qualsiasi punto sul manico. Una volta scelta la prima nota con l’indice, aggiungiamo sulla corda sottostante un dito 2 tasti in avanti.

I più comuni sono i powerchord su sesta e quinta corda, e si suonano con indice e anulare o indice e mignolo:

 

 

O quelli su quinta e quarta corda:

 

 

Non è raro trovare powerchord con 3 note, e in questo caso la nota aggiunta, che suoneremo con il dito mignolo, non è altro che un raddoppio della tonica. In questo modo rafforziamo il suono dell’accordo ma il suono è sostanzialmente lo stesso. Si suonano con indice, anulare e mignolo.

 

       

 

Ecco a voi uno dei riff per eccellenza con i powerchord: Iron Man.
È un riff che rimane in testa al primo ascolto e il fatto che si mantenga sempre su quinta e quarta corda lo rende relativamente facile da suonare. Poni attenzione ad eseguire bene gli slide.

 

 

 

DIABULUS IN MUSICA – BLACK SABBATH

Per creare sonorità tetre e oscure il chitarrista Tony Iommy ha implementato alcuni intervalli dissonanti nei brani. Il più famoso è il tritono, un intervallo musicale di 3 toni chiamato anche diabulus in musica. Si pensa che questo intervallo sia stato vietato nelle composizioni liturgiche del medioevo per via del suono maligno, quasi per paura che evocasse il diavolo. Ovviamente questo intervallo è stato poi ripreso da una miriade di gruppi metal dopo i Black Sabbath.
Il tritono è molto facile da visualizzare sulla chitarra: prendi una qualsiasi nota sulla sesta corda e aggiungi la nota su quinta corda un tasto sopra. Ad esempio premiamo il tasto 2 su sesta corda e il tasto 3 sulla quinta corda.

 

 

Suoniamo insieme il riff del brano Black Sabbath, ovviamente dall’album omonimo.
Nella seconda misura trovi l’indicazione di trillo (tr): significa che dovrai eseguire dei veloci hammer on e pull off fra i tasti 3 e 4 della quinta corda.

 

 

 

PALM MUTING – SYMPTOM OF THE UNIVERSE

Un altro elemento fondamentale per padroneggiare il metal è senz’altro il palm muting. Questo consiste nel plettrare le corde mentre il palmo della mano destra blocca le corde all’altezza del ponte. Il suono stoppato che ne deriva è perfetto per ritmiche veloci e aggressive.
Il prossimo è il riff di Symptom Of The Universe, veloce ma molto semplice. Fai attenzione alla pausa nell’ultima misura che separa i due powerchord.

 

 

Un elemento tragico della vita di Tony Iommi che mi ha colpito è il grave incidente sul lavoro che ha subito il chitarrista all’età di 17 anni, mentre lavorava in fabbrica: un macchinario industriale gli amputò le falangi superiori del dito medio e anulare della mano destra. Essendo Tony mancino questa era la mano che usava per diteggiare gli accordi. I medici non riuscirono a riattaccare i pezzi mancanti delle dita e il loro responso fu che non sarebbe più riuscito a suonare la chitarra. Cadde così in una profonda depressione, ma qualcosa cambiò dopo che gli fecero ascoltare un disco di Django Reinhardt, celebre virtuoso della chitarra gipsy jazz che perse in un incendio l’uso di due dita della mano sinistra e basò la sua carriera chitarristica solo sull’utilizzo di indice e medio.

Questo donò speranza a Tony che così riprese in mano il suo strumento, si costruì da solo delle protesi da aggiungere alle parti mancanti delle sue dita e poté tornare ad esibirsi. Per suonare più comodamente con le protesi cominciò ad accordare la sua chitarra con accordature più basse perché le corde fossero meno tese, pratica che poi è stata adottata ampiamente anche da altri chitarristi metal.

 

 

 

Bene, per oggi è tutto, GuitarNauti. Spero che questo articolo sia stato interessante e ovviamente usate lo spazio qui sotto per commenti o richieste per i prossimi articoli.

 

 

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Nikolay Deliyski

 

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