Seleziona una pagina

STRANGER TEACHING

di Stefano Rossi

Cari Guitar-Nauti,

Torna la rubrica “STRANGER TEACHING“!

È come sempre un grande piacere per me dare spazio a Stefano Rossi, qui sulle colonne di Lezioni-Chitarra.it. Stefano è un esperto chitarrista e insegnante, e attraverso questa rubrica ci parla di didattica, di chitarra, di musica in generale ma anche di rapporti umani nell’ambito della formazione. Ma perché “Stranger Teaching”? Perché, a differenza degli articoli dal tenore giornalistico che abbiamo pubblicato finora, lo sguardo di Stefano è molto più ironico, libero nell’espressione, a tratti dissacrante. E alcuni dei temi trattati sono così seri e eternamente irrisolti che l’unico modo per trattarli è, in definitiva, con l’ironia 😉 Buona lettura! – Claudio.

——————————————————————————————————————————————————————————————–

 

IMPROVVISAZIONE: 3 COSE CHE (FORSE) NON SAI

 

 

Per i non addetti ai lavori, l’improvvisazione in musica è una disciplina arcana e sconosciuta. Non riusciamo infatti a capire come riescano i musicisti più abili a creare sul momento delle melodie o addirittura degli arrangiamenti armonici in un pezzo senza esitazioni e senza errori.

 

Come quando tua nonna prepara quelle micidiali patate in umido con cinquanta ingredienti e sei tipi di cottura differente che si protrae per un minimo di 60 ore.

 

Nonostante ciò, è possibile trovare una logica in quello che succede mentalmente nel musicista che improvvisa. Vediamo dunque di svelare alcuni piccoli particolari che possono incuriosire i musicisti amatoriali che non conoscono bene questa oscura arte.

 

 

1 – IMPROVVISARE NON VUOL DIRE SUONARE A CASO

Era una sorta di consuetudine in ambito classico considerare chi improvvisava come un musicista di rango inferiore. Molti amanti della musica classica consideravano l’improvvisazione come cattiva musica, dettata più dall’istinto che dalla ragione e quindi come un arte meno valida. Il motivo di tutto questo è chiaro: l’improvvisazione in senso moderno nasce nei ceti più poveri della società e quindi, dato che il mondo della musica classica era inizialmente frequentato solo dai ceti sociali più alti, vi era una sorta di rifiuto di tutto ciò che non facesse parte di quel mondo.

Fortunatamente questa convinzione si sta estinguendo pressoché ovunque (anche se è rimasta radicata fino agli inizi degli anni ’90 in alcuni ambienti, il che significa che può esistere ancora qualcuno che professa questo pensiero). L’improvvisazione infatti è classificabile come una composizione istantanea e quindi non completamente casuale. Senza contare poi che quasi sicuramente molti musicisti classici del passato hanno fatto partire le loro idee di composizione da improvvisazioni su alcune strutture musicali, per poi procedere a un successivo arrangiamento.

 

 

2 – IMPROVVISARE: SI PUÒ IMPARARE

Altra convinzione errata è che l’improvvisazione sia un ambito relegato solo a pochi. Si pensa a volte che serva un particolare talento o predisposizione per improvvisare, che non tutti quelli che suonano uno strumento lo possano fare e che se non ci viene spontaneo dobbiamo direttamente lasciar perdere. 

Invece esiste una vera e propria didattica dell’improvvisazione. Partendo da strutture musicali semplici (per esempio da una pentatonica), è possibile, muovendosi con fantasia all’interno delle note di cui sono composte, ricavare dei passaggi particolarmente efficaci che andranno a far parte del nostro vocabolario musicale. Gli insegnanti che spiegano l’improvvisazione accompagnano gli allievi passo passo alla scoperta delle sonorità, illustrando quando sono efficaci o meno e suggerendo nuove applicazioni sempre più complesse, in modo da ampliare le possibilità di espressione dell’allievo, con il fine ultimo del raggiungimento della propria identità musicale.

È un po’ come farsi spiegare le regole di un gioco in scatola, ma dover ogni volta inventarsi un modo nuovo di risolvere le questioni.

 

Praticamente state giocando a Jumanji.

 

 

3 – COSA SUCCEDE NEL CERVELLO QUANDO SI IMPROVVISA

Il cervello non reagisce allo stesso modo quando noi suoniamo qualcosa di preparato oppure quando improvvisiamo. Da alcuni studi neurologici sembra infatti che, mentre improvvisiamo, nel nostro cervello venga attivata una regione implicata nella definizione di sé e nell’organizzazione di comportamenti intrinsecamente motivati, autogenerati, e indipendenti da stimoli specifici. Contemporaneamente, avviene la disattivazione di altre regioni, responsabili del monitoraggio di comportamenti diretti allo scopo e all’inibizione di quelli valutati inadatti, in relazione alle richieste sociali. In poche parole, è come se disattivassimo l’autocritica e qualunque tipo di stimolo che ci impedisce di fare qualcosa che non consideriamo adatto alla circostanza.

Questo è molto interessante perché illustra l’importanza (soprattutto inizialmente) di registrarsi mentre si improvvisa, in modo da poter valutare in un secondo momento se ciò che abbiamo prodotto era valido o no dopo un ri-ascolto. Ma soprattutto è interessante perché stiamo dicendo che l’improvvisazione viene interpretata dal nostro cervello come una sensazione di libertà assoluta, dove possiamo esprimere il nostro io più profondo senza alcuna barriera.

Per questo, il musicista che desidera imparare a improvvisare dovrebbe dividere lo studio in due momenti distinti: l’analisi del contenuto e del vocabolario musicale che dovrebbe utilizzare e un successivo utilizzo libero di ciò che si è appreso, in modo che questo contenuto studiato diventi a tutti gli effetti un modo per poter esprimere ciò che sentiamo, come se fosse una fotografia della nostra coscienza.

 

In pratica sto dando una dignità a quello che di solito viene chiamato “cazzeggio”.

 

 

Stefano Rossi

Blog https://doopyblog.wordpress.com/

Canale Youtube: https://www.youtube.com/channel/UCfR38f4RBzD2tf6cidV9fvQ?view_as=subscriber

Pagina Facebook: https://www.facebook.com/stefanorossimusic/

Link scuola Doopy: http://www.doopymusic.it/

 

TI E’ PIACIUTA QUESTA LEZIONE? CONDIVIDILA SUI SOCIAL NETWORK 

PER SUPPORTARMI E LASCIA UN COMMENTO QUI SOTTO!