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di Silvio Capretti

 

Cari Guitar-Nauti,

Il jazz è uno dei principali linguaggi musicali e per molti chitarristi rimane sempre un miraggio, qualcosa che appare “bello ma irraggiungibile”: nulla di più falso! Silvio Capretti, dopo una serie di articoli sulla chitarra ritmica culminata con la pubblicazione del nostro corso “Funk & Groove”, ci aiuta ora a capire in modo semplice alcuni aspetti dell’universo jazz! Buona lettura! – Claudio.


 

 

TUTTE LE STRADE PORTANO A DO

di Silvio Capretti

 

 

Come ben sapete la progressione II – V – I è la progressione Jazz per eccellenza: svariati sono gli standard dove possiamo ritrovarla, come svariate sono le combinazioni che sono state utilizzate. Spesso scovare questa cadenza risulta molto semplice, altre volte invece la ricerca può essere ostica.

La “casa base” di questa progressione è il primo grado: per questo motivo in questo articolo voglio mostrarvi quattro modi per modificare il classico II V e tornare a Do.

 

 

LA CADENZA  II – V – I

Il primo modo che troviamo per andare a Do maggiore è appunto il classico II – V – I: Dm7 G7 Cmaj7. Nello spartito qui sotto trovi un G7 con l’aggiunta della 13esima ma stiamo pur sempre parlando di un G7 “modificato”.

 

 

1) La sostituzione di tritono sul V grado

In un articolo precedente vi avevo spiegato la sostituzione di tritono, ricordate? Quindi possiamo modificare il V grado della cadenza perfetta introducendo il suo tritono: Dm7 Db7 Cmaj7.

 

 

2) Tritono all night long

Il tritono non stanca mai un jazzista, quindi perché non sostituire anche il II grado con il suo tritono? Ecco fatto: Abm7 Db7 Cmaj7.

 

 

3)  II – V ma del terzo grado

Come ben sappiamo I grado e III grado sono molto simili, infatti se prendiamo il III grado della tonalità di C ovvero Em7 notiamo che contiene le note E, G, B , D. Vedendo queste note con gli occhi di Cmaj7 ci accorgiamo subito che si tratta di 3, 5, 7, 9 di C quindi potremmo sfruttare il II V di Em, per poi atterrare a C: F#m7b5 Bb7b9 Cmaj7.

 

 

4) La Backdoor progression

Una cadenza utilizzata moltissimo da Stevie Wonder (e non solo) è la cosiddetta backdoor progression. Esatto, la progressione della porta di dietro. Perché? Perché prende due accordi dalla tonalità parallela ovvero Cm, che come tutti sappiamo è la relativa minore di Eb; infatti la progressione è la seguente: Fm7 Bb7 Cmaj7. Come potete vedere è un II V di Eb che però può tranquillamente risolvere a C. Questa celebre cadenza la potete trovare nel celebre standard Lady Bird (battute 3-4-5).

 

 

 

 

Questi sono solo alcuni esempi che possono essere utilizzati in ambito jazzistico e non. Esistono molti altri modi per creare progressioni originali e creative. La cosa importante è sperimentare e trovare il modo che vi piace di più.

Se volete approfondire lo studio del jazz è disponibile il corso Jazz Facile dove potrete studiare con me e finalmente suonare con cognizione di causa sugli standard della tradizione.

 

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Silvio Capretti

 

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