Cosa ha reso Jimmy Page il mostro sacro della chitarra che tutti conosciamo? Cosa lo distingue da tutti gli altri chitarristi?
Per avvicinarci al talento indiscutibile di un artista come Jimmy Page è necessario fare qualche passo indietro, di preciso arrivando all’anno 1944.
L’infanzia di Jimmy Page
James Patrick Page nacque il 9 gennaio del 1944 in una Londra immersa nella guerra.
Non si conosce molto riguardo alla sua infanzia, se non che fu proprio in quegli anni che egli sviluppò un grande attaccamento alla musica.
In particolare, si sentiva legato ad artisti rockabilly, folk e blues, che lo porteranno ad imbracciare la prima chitarra all’età di 13 anni.
Jimmy presentò sin da subito particolare talento, preferendo imparare lo strumento da autodidatta piuttosto che tramite insegnanti.
Questo lo porterà, poco dopo, a diventare una luminosa promessa della musica.
L’adolescenza di Jimmy Page
Fu all’età di 16 anni che Page decise di abbandonare gli studi per dedicarsi alla sua più grande passione.
Venne notato fin da subito dai grandi artisti dell’epoca che, nonostante la giovane età, non si fecero sfuggire l’occasione di avere un grande ed originale chitarrista in tournée con loro.
Fu così che inizio per il giovane Jimmy una successione di anni in tournée, che indubbiamente plasmarono la sua personalità da brillante rockstar e gli diedero la possibilità di conoscere il mondo dei concerti già prima dell’età adulta.
Sfortunatamente, però, una malattia debilitante lo obbligò a rinunciare per qualche tempo alla vita in tour.
Nel periodo di tempo successivo, Jimmy ne approfittò per approfondire un’altra sua passione, che contribuì alla sua immagine di artista stravagante. Si iscrisse, infatti, all’istituto d’arte di Surrey, confinante con la metropoli londinese.
Il contatto stretto con l’arte fu determinante per lo sviluppo della sua creatività, sempre stimolata e costantemente messa in gioco.
L’età adulta di Jimmy Page
Le collaborazioni con grandi artisti
La sua dedizione all’arte non lo fermò, comunque, dal continuare a suonare, per se stesso e per gli altri.
Continuò, infatti, a improvvisare e provare con tanti altri gruppi e artisti, alcuni fra cui Eric Clapton e Jeff Beck, suoi coetanei e anche loro alla ricerca del loro posto nel mondo della musica in una Londra in crescita.
Non solo, innumerevoli artisti e produttori avevano Jimmy Page ben chiaro in mente per i loro progetti.
Infatti, ebbe l’opportunità di collaborare con moltissimi manager, musicisti e produttori. Imparò, così, il mestiere da entrambi i lati, nel dietro le quinte e in studio di registrazione.
Yardbirds (1966-1968)
Possiamo dire con certezza che Page fu un elemento estremamente richiesto nel gruppo blues Yardbirds.
Gli Yardbirds erano già conosciuti in ambito musicale, in particolare grazie alla loro visione innovativa del blues rock psichedelico e grazie agli elementi di spicco che la componevano.
Infatti a Page venne offerta la possibilità di sostituire niente di meno che Eric Clapton nel suo ruolo di lead guitarist ma, per lealtà nei confronti dell’amico e coetaneo, rifiutò.
Quando fu lo stesso Clapton a uscire dal gruppo venne nuovamente offerta a Page l’opportunità di essere il suo sostituto ma, per la seconda volta, rifiutò.
Fu una sequenza di progetti falliti ed eventi fortuiti a riproporre Jimmy Page come chitarrista e, finalmente, l’offerta venne accettata.
Il gruppo, però, non ebbe mai un momento di pace e vide vari conflitti nascere da menti estremamente talentose ma, allo stesso tempo, con visioni ed opinioni profondamente differenti.
Quando, però, si dice che “chiusa una porta si apre un portone“, probabilmente si intende proprio quello che successe alla fine degli Yardbirds. Naque, infatti, qualcosa per cui tutti siamo estremamente grati.
Led Zeppelin (1968-1980)
Dopo lo scioglimento degli Yardbirds, Jimmy Page decise di formare una nuova band. Reclutò il cantante Robert Plant, il bassista John Paul Jones e il batterista John Bonham. Naque così la formazione che prenderà il nome di Led Zeppelin, gruppo che è impossibile non conoscere e non apprezzare.
La musica d’impatto, i suoni nuovi e mai sentiti prima, i ritmi sincopati e gli urli selvaggi resero i “New Yardbirds” l’imperdibile novità del momento. Erano soprattutto i concerti a colpire: nella loro costante energia feroce, nei volumi altissimi ma mai fuori luogo, nei misticismi ormai sdoganati.
Jimmy Page era un animale della chitarra e della velocità. La delicatezza con cui la maneggiava mostrava la sua versatilità e comprensione della musica.
Che contributi diede Jimmy Page al mondo della musica?
Innanzitutto, con i Led Zeppelin fu l’innovatore di un modo di suonare la chitarra unico. Infatti, Page usò, in alcuni pezzi, come Dazed and Confused, un archetto di violino per pizzicare le corde della chitarra elettrica, riuscendo così a scolpire un suono incantevole e radicalmente diverso. Inoltre, il nostro caro Jimmy non si limitava ad utilizzare gli effetti per chitarra come avrebbe fatto chiunque.
Jimmy sperimentava, non si dava pace finché il suono non risultava esattamente come desiderato.
La strumentazione di Jimmy Page fu, e ancora è, fonte di ispirazione per numerosi musicisti in cerca di nuovi sound.

Non sorprende sapere che Jimmy Page, oltre che il dinamico chitarrista dei Led Zeppelin, era anche il loro produttore.
La diversità dei Led Zeppelin come gruppo fu l’inizio di un’enorme e probabilmente eterna influenza sui gruppi che sarebbero arrivati in futuro.
Molti degli assoli di Jimmy Page furono citati e votati come alcuni tra i migliori assoli della storia: un esempio è Heartbreaker, fonte di ispirazione a Eddie Van Halen per la creazione della tecnica del tapping; oppure Stairway to Heaven, votato numerose volte come miglior assolo di chitarra di tutta la storia della musica, essendo un chiaro esempio di genialità e unicità.
La carriera dopo i Led Zeppelin
Dopo 9 album in studio, la morte del batterista John Bonham segnò la fine tragica dei Led Zeppelin, che non potevano vivere senza una parte di loro. Infatti, più che mai, ogni singolo componente di questa famiglia musicale portò la sua parte nella crescita della band e ognuno di loro si amalgamò talmente bene con gli altri che parve impossibile continuare come se niente fosse successo.
Infatti, Page continuò, si, ma con altri progetti, personali e non.
Continuò, tuttavia, negli anni, ad essere colui che, tra i tre rimanenti componenti del gruppo, trovò sempre opportunità per ritornare sul palco come Led Zeppelin. Nessuno di questi tentativi riuscì mai, considerando la carriera solista ormai avviata di Plant e la collaborazione del bassista Jones con la band Them Crooked Vultures.
Jimmy continuò con impegno a dedicarsi alla musica, lavorando come produttore per molti gruppi, continuando a suonare in studio e live, che fossero pezzi dei Led Zeppelin, pezzi propri o tributi.
Non lasciò mai, tuttavia, la speranza di potersi riunire con chi, insieme a lui, creò un fenomeno mondiale ancora ricordato e venerato.

Certo è che vorremmo tutti avere anche solo una piccola parte del talento e della mente creativa dell’unico Jimmy Page.
Sicuramente, comunque, potrete imitare molti suoi sound e renderli vostri per migliorare e perfezionare il vostro modo di suonare.
Jimmy Page ci insegna a rischiare, a non aver paura di creare suoni nuovi, anche con strumenti mai utilizzati prima da nessuno.
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Si tratta di un ottimo metodo per prendere ispirazione dalle tecniche utilizzate da fenomeni, come Jimmy Page, nella comodità della propria casa, con il totale controllo del proprio tempo.
Vi incoraggio a studiare come questo fenomeno musicale abbia influenzato le vite di centinaia di aspiranti chitarristi, voi inclusi!
Buono studio e a presto!

