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di Nikko Menichini

 

Cari Guitar-Nauti,

torna a scrivere sulle nostre pagine Nikko Menichini, ottimo chitarrista e didatta, nonché grande amico di Lezioni-Chitarra.it!  Benché lui sia una sorta di enciclopedia vivente della chitarra e della musica in generale, in questa nuova serie di articoli esplorerà in particolare per noi il mondo dell’effettistica, e sarà come entrare ogni volta nel paese dei balocchi. – Claudio.


 

CHE EFFETTO CHE FA!

LUNGA VITA AGLI EFFETTI, ANCHE D’ESTATE

 

 

Ciao Guitar-Nauti, e bentornati all’interno del mio angolo dedicato all’effettistica Che effetto che fa!

La stagione estiva sta lentamente volgendo al termine, anche se per tutto settembre ci sarà in gran parte d’Italia la possibilità di suonare ancora un po’ all’aperto, cosa che io personalmente adoro.

Suonare outdoor, che sia una festa privata, un matrimonio, un locale sulla spiaggia o la classica sagra di paese, è sicuramente una delle situazioni live più comuni per qualunque tipo di musicista, di qualunque livello.

Molte volte però in queste circostanze, proprio perché si tratta di eventi stagionali, è facile incappare in molti problemi tecnici o mancanze date dalla provvisorietà, appunto, dell’evento.

Sebbene si tratti di un periodo di bella stagione, dobbiamo fronteggiare anche l’incognita meteo. Quindi dando per scontato che il tempo sia clemente, già possiamo dire che un ostacolo lo abbiamo superato… perché è risaputo che se piove non si suona.

Ma cosa c’entra il suonare all’aperto in una rubrica dedicata agli effetti?

Proprio qualche giorno fa mi sono trovato a suonare in una festa privata, quelle dove vengono presi in considerazione tutti i dettagli tranne che la collocazione dei musicisti e la cura del reparto musica. Ci siamo passati tutti no?

Dopo un po’ di trambusto siamo stati collocati in una posizione scomoda ma davvero carina, praticamente all’inizio di un vigneto tra i filari. Ambientazione molto affascinante, ma certo non il massimo dal punto di vista della praticità tecnica.

Adesso immaginate di dover montare la mia pedaliera (in questo caso da chitarra acustica) direttamente in terra a contatto con il terreno con erba secca e polvere, tanta polvere.

Subito il mio pensiero è andato ai miei poveri pedali che inevitabilmente a fine serata sarebbero diventati di un colore tra il beige e il marrone, ma soprattutto avrei avuto polvere fin dentro ogni manopola e fessura.

Ed è stato proprio in questo momento che ho pensato a scrivere questo articolo.

Cosa fare in questi casi, cosa dobbiamo sempre avere con noi, come posso evitare di danneggiare la mia strumentazione anche in situazioni limite come questa?

A parte la pazienza, specialmente quando si tratta di dover parlare con wedding planner, sposi, o festeggiati vari, ci sono alcuni oggetti semplici ma di vitale importanza da tenere nel vostro kit per i concerti all’aperto:

  1. Un pezzo di plastica trasparente: di vitale importanza per coprire la vostra pedaliera e proteggerla da eccessiva polvere o dalle birre che voi o l’ubriaco che vi viene a chiedere mi metti quella che fa….? potrebbe versarvici. È importante che sia una plastica morbida (tipo sacchetto) in modo da poter vedere e premere i vostri pedali senza problemi.
  2.  Una ciabatta e una prolunga in più e tanti riduttori di corrente: spero che tu che stai leggendo abbia già una prolunga e una ciabatta che usi regolarmente. Ecco, con le serate open air gli spazi da coprire aumentano e le distanze raddoppiano – e stai tranquillo che la corrente elettrica sarà sempre dalla parte opposta alla tua, a decine di metri di distanza (legge di Murphy docet). Come ciabatta raccomando una con prese schuko, possibilmente nera, e come prolunga va bene la classica ruzzola, come la chiamiamo in Toscana: la classica prolunga a rotella avvolgibile (minimo 5 metri). Per favore non fidatevi del cantante (che la corrente non la usa) o tantomeno del batterista, il quale forse non ne conosce nemmeno l’esistenza. Gli unici che possono salvarvi il c*** in caso abbiate bisogno di corrente sono il bassista, che se va bene ha bisogno di due prese (una per l’ampli e l’altra per il telefono…), e il tastierista, che però spesso è dalla parte parte opposta alla nostra sul palco e quindi ciò rende impossibile scroccargli un buco sulla ciabatta. Portate voi questa attrezzatura e sarete indipendenti e soprattutto ricordate che chi ha la corrente sul palco è un po’ come quello che ha il pallone nelle partitelle di calcio in piazzetta.
  3. Luce da leggio o faretto. Anche qui si cade sull’elettricità, ma spesso – specialmente nei matrimoni all’aperto – quando cala il sole la band finisce avvolta nelle tenebre e una luce a pinza da leggio (in caso ne usiate uno) o un faretto anche colorato, oltre a dare un minimo di scenografia può rendervi visibili e soprattutto potrete vedere i vostri compagni di band e scambiarvi occhiate malefiche in caso di errori.
  4. Telo antipioggia. Sì, all’inizio abbiamo detto che se piove non si suona, ma cosa fare se comincia  a piovere proprio mentre si suona? Certo, possiamo correre e provare a mettere in salvo la nostra strumentazione sotto un pergolato, ma in caso di prevista pioggia io tengo sempre un bel telo di quelli verdi con gli anelli con il quale potrete coprire non solo la vostra pedaliera ma anche chitarra/e, ampli e infilarci sotto anche altra strumentazione dei vostri colleghi che non sono stati così lungimiranti come voi.

Finora vi ho parlato della prevenzione dei danni alla strumentazione, ma cosa fare se torno a casa dopo una serata sabbiosa, terrosa o altro, e la mia pedaliera e i miei pedali hanno le sembianze di un carro armato mimetico?

Qui ci viene in soccorso il primo autolavaggio che trovate. Cambiate pochi euro in qualche gettone e con la pistola ad aria compressa sparate come Tex Willer in ogni fessura e se riuscite smontate anche le manopole dei vostri pedali. Li ritroverete come nuovi!
Se proprio volete fare le pulizie di Pasqua togliete i pedali dalla board e con un altro gettone azionate l’aspirapolvere e aspirate la vostra pedaliera che, se dotata di velcro, conterrà circa un quintale di polvere e altri microorganismi musicali e non.

Guardate in questo video cosa intendo esattamente. 😉

 

 

Ecco, mi perdonerete se sono andato un po’ fuori tema rispetto al solito e non mi sono dedicato a delay, distorsioni o altre scatoline colorate da pestare, però penso che anche essere in grado di sopravvivere in situazioni live limite sia alle volte più importante che avere l’ultimo modello di pedalino boutique… specialmente se quest’ultimo lo troviamo coperto di terra o altra sporcizia varia.

Adesso godetevi ancora qualche serata all’aperto con la vostra band e fate musica più che potete!

…ah un’ultima cosa da avere con voi sul palco nelle sere d’estate: una flaconcino di Autan!

 

 

 

 

Alla prossima!

 

Nikko