Seleziona una pagina

ROCK HISTORY

di Simone Savasta

Cari Guitar-Nauti,

inizia anche “Rock History”!

Simone Savasta ci parlerà infatti della gloriosa storia del rock con un’attenzione particolare alla dimensione live: scopriremo tutte le curiosità legate ai grandi concerti che hanno segnato la storia, visti sia sotto l’aspetto strettamente musicale che, perché no, nel contesto socio-politico in cui si sono svolti. Sarà come esserci stati 🙂 Buona Lettura! – Claudio.

——————————————————————————————————————————————————————————————–

 

ROCK HISTORY: I PINK FLOYD A VENEZIA

di Simone Savasta

 

 

15 luglio 1989, si fa la storia della musica: i Pink Floyd si esibiscono su una piattaforma galleggiante nella laguna di Venezia davanti a 200mila persone.

Un enorme mostro nero emerge dalle acque veneziane, quasi sfigura lo storico paesaggio cittadino; tramontato il sole, però, inizia lo spettacolo: un fantastico gioco di ombre e luci colorate si abbatte sull’immortale Piazza San Marco.

I Pink Floyd nei loro tour avevano sempre cercato di fare concerti in spazi prestigiosi: il contenitore è sempre diventato parte della scenografia. Vi basti pensare, rimanendo alla penisola italiana, alle scelte ricadute su Pompei nel 1971 e su Cinecittà nel 1994.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ma questa volta era diverso, i tre ex studenti di architettura, diventati costruttori di cattedrali sonore, sognavano di organizzare un evento unico ed irripetibile. Il concerto ebbe un grande impatto storico, fu infatti seguito da 23 paesi diversi e per la prima volta furono collegati in diretta il mondo occidentale con il blocco sovietico, uniti sotto il grido di Just another brick in The wall.

Ed è forse nei grandi eventi storici che ritroviamo il vero senso della discografia floydiana, che descrive perfettamente la crisi di una società oppressa dal capitalismo e dal consumismo e i drammi che affliggono la nostra umanità.

Nonostante l’unicità e la spettacolarità di questo concerto, l’organizzazione non fu di certo semplice: se ne occupò il manager italiano Fran Tommasi, che volle riprendere un’antica tradizione veneziana del settecento che vedeva i musicisti esibirsi su piccole zattere.

 

Le polemiche nell’organizzazione furono infinite a partire dal giorno scelto che destò scandalo tra i veneziani, visto che il 15 luglio si festeggia la Festa del Redentore, che venne completamente oscurata dal super concerto.

Le norme igieniche e di sicurezza messe in atto dall’amministrazione comunale furono pessime, anzi disastrose; ci si aspettava l’arrivo di 90mila persone, ma a presentarsi furono 200mila.

La polizia del reparto mobile e i carabinieri arrivarono sul luogo solo alle 17 del giorno stesso, ed erano completamente assenti i bagni chimici poiché giudicati anti-estetici dalla soprintendenza; così le persone, ben 200 mila persone, si ritrovarono a fare i propri bisogni in giro.

Nonostante tutto lo spettacolo andò in scena, con un’acustica non perfetta anzi: i Floyd infatti furono costretti a ridurre i volumi per evitare il possibile danneggiamento di monumenti. Le premesse per un sereno mantenimento dell’ordine pubblico non erano le migliori ma tutto andò più o meno secondo i piani.

Venezia e i suoi abitanti si svegliarono però sotto un mare di rifiuti: furono infatti raccolte 300 tonnellate di spazzatura, mentre gli unici danni all’architettura furono una scritta di pennarello su una colonna e la vetrina di un bar distrutta.

 

Il concerto fu ovviamente strumento politico: l’evento infatti doveva essere un biglietto da visita per Venezia che si stava candidando ad EXPO 2000. La politica decise di sfidare la sorte non mettendosi dalla parte della sicurezza, tutto andò bene ma il rischio era troppo alto.

Quindi infine i Pink Floyd, oltre a fare la storia con questo concerto incastonando la loro musica nelle vicende di Venezia, sono riusciti a darci un ottimo quadro della politica italiana.

 

 

Simone Savasta

 

 

TI È PIACIUTA QUESTA LEZIONE? CONDIVIDILA SUI SOCIAL NETWORK 

PER SUPPORTARMI E LASCIA UN COMMENTO QUI SOTTO!