di Music Works
Cari Guitar-Nauti,
noi chitarristi dell’era di internet, quando si tratta di scelta della strumentazione, abbiamo accesso a una gamma pressoché infinita di prodotti di ogni tipo. Per certi versi un grande vantaggio, ma il rischio è quello di perdersi in un labirinto di chitarre, ampli, accessori ed effettistica varia. Ecco perché i ragazzi di Music Works (dal 2005 negozio di riferimento per chitarristi di ogni genere e livello) sono corsi in nostro aiuto: senza indugiare troppo nelle specifiche tecniche, in questa nuova rubrica ci presenteranno ogni volta articoli di recente uscita e degni di nota. Buona lettura! – Claudio.
NUOVA STRUMENTAZIONE:
CONTRO IL LOGORIO DELLA VITA MODERNA
Hey rocker, hai sfruttato per bene le recenti intemperie? Certo, qualche spiraglio di sole non fa mai male, però anche la pioggia può avere il suo fascino se hai in braccio il tuo fido strumento musicale!
A proposito, come va con la tua musica?
Come sai siamo alla terza puntata di una piccola rassegna contro il logorio della vita moderna, anche se in questo caso né il problema né la soluzione stanno in un bicchiere. Tu, musicante del giorno d’oggi, hai sempre meno tempo disponibile e, quando cerchi il tuo prossimo strumento musicale, in giro c’è talmente tanta roba da perderci la testa: l’imbarazzo della scelta, un bel macello! E la soluzione? Eccoci qui!
Insieme a Claudio Cicolin – lezioni-chitarra.it, noi di Music Works abbiamo pensato a questo spazio vero ma leggero per darti una mano a sfruttare al meglio i tuoi preziosi minuti e ogni singolo €uro investito in ricerca/acquisto del tuo prossimo strumento musicale, per te e senza fare un tassOOOOOOO!
Avrai colto citazioni varie e a ripetizione: volevamo sfinirti a colpi di slogan pubblicitari? Stiamo facendo un Sarabanda 3.0 e cerchiamo il prossimo Uomo Gatto? Certamente no! Vogliamo soltanto che il tuo prossimo acquisto sia quello giusto: quello capace di cambiarti la faccia quando lo riponi, che non vedi l’ora di rivedere e suonare di nuovo, quello in grado di svegliarti la notte e poi darti il buongiorno. E sì, a quel punto c’entra anche il tasso perché potrai scegliere di finanziarlo. Che dici, partiamo?
How does it Works? Semplice, funziona esattamente come nelle puntate precedenti: pochi articoli di recente uscita e degni di nota, senza frullarti i neuroni con comparative piene di specs e numeri che alla fine ti lasciano soltanto l’amaro in bocca. Poche righe per pochi prodotti, senza imbarazzo e dritti al punto: seguici, andiamo a suonargliele!
Kemper Profiler Stage: non c’è trucco, non c’è inganno!

Pensando alla Germania vengono in mente tante belle cose o forse solo qualcuna. Pensando alla Germania-in-musica certamente troviamo in testa alla classifica le bionde, quelle da bere, e da lì il link a palchi e festival epici è veramente breve. Ma quali sono i valori di questa nazione quando parliamo di qualità dei prodotti e di produzione? Tedesco significa affidabilità e solidità costruttiva, tecnologia e precisione.
Sarà scontato ma il Kemper Profiler Stage è tutto questo ed è tutto vero: palco, doppio-palco e contropalcotto! E sarà pure scontato, ma di fatto non lo è mai, perché che sia nuovo o usato il KPS è concentrato d’innovazione con un’ottima tenuta del valore nel tempo. Chiamiamolo pure un investimento. Design accattivante, tantissime possibilità di espressione creativa e una leggerezza incredibile potrebbero trarti in inganno, farti esclamare “il KPS è una figata!!!” e spingerti in una ciondolante corsa alla Fantozzi-maniera verso le nostre vetrine perché vuoi acquistarlo.
Ecco, non farlo: ci sbatteresti il muso! E non è colpa delle nostro negozio, perché siamo spessissimo aperti e sempre-sempre pronti ad aiutarti; il punto qui sono le tue predisposizioni e i tuoi obiettivi: se sei tra quelli che il plug ‘n play, un purista del cabinet “alla vecchia” o un fan della semplicità, questa macchina ti farà solo girare male. Potemmo esagerare e dire che ti farà proprio girare le valvole.

Il KPS è uno strumento professionale e di valvole ne ha veramente parecchie ma sono tutte digitali e distribuite in tanti ampli precisi, già settati o caricabili e sempre configurabili a piacere, tutti a portata di alluce o addirittura di mellino (NdR solo per i più virtuosi).
Restando sulla sua componente digitale, poi, ti dà tanti effetti come delay, compressore, chorus, wah, distorsori, riverberi, modulazioni. Inoltre hai l’accordatore integrato, un looper fino a 60 secondi e funzioni di morphing per la modifica in simultanea di più parametri. Sul fronte fisico, infine, hai in dotazione parecchie connessioni: direct out, aux, usb, uscita cuffie, connessione midi e per pedali o switch, main cut e doppio send-return. Tutto con transizioni nette e fluide tra i tuoi profili, per preparare e poi eseguire performance musicali avvolgenti.

Insomma, al Kemper Profiler Stage non manca proprio niente e se gli dedichi la giusta attenzione, gestendolo con la dovuta pazienza, ti ripagherà con una miriade di opportunità dalla qualità sonora ineccepibile e un grande sollievo della memoria muscolare.
- Ci piace: “10 libri in 10 libbre”. I suoi 4.5 kg di peso ti possono regalare ogni mondo sonoro con tanta fedeltà, specie se abbini il KPS a casse FRFR, a patto di un po’ di voglia di studiare. Versatile e robusto, preciso e leggero, è un progetto rivoluzionario che ha già 5 anni ma sembra cosa uscita ieri: roba da pro, quelli veri!
- Non ci piace: troppocerebralepercapirechesipuòstarbenesenzacomplicareilset.
Senza preGiudizi Universali, questo era un test: se hai dovuto rileggere il corsivo almeno tre volte per dargli un senso o ti sei annoiata/o ancora prima, lascia stare il KPS e passiamo ad altro! - Warning: un bel respiro profondo e un po’ di sana meditazione, perché il tuo mantra qui deve essere Relax, don’t do it. Respira che ispira, ma definisci prima la tua dimensione.
DANHAGEzione che chitarrino!

Lasciamo il pianeta Kemper per allunare su Charvel con una Limited Edition easy per natura ma comunque capace di farti levitare nello spazio del suono.
La Charvel Henrik Danhage è un condensato di estetica accattivante e facilità d’espressione. Con questo “chitarrino” Henrik, cresciuto sotto l’egida e la guida spirituale di mostri sacri delle sei corde tra cui Ace dei Kiss e Mr. Malmsteen, ha fatto il suo ingresso nel mondo signature. E lo ha fatto col botto!


Per Henrik, chitarrista prog-metal svedese degli Evergrey, abbiamo una solid body con corpo in frassino Ash-Barewood looking abbinato a una paletta reverse, l’accoppiata Seymour Duncan Jb TB-4 Zebra + DiMarzio Area 67 noiseless, ponte mobile Floyd Rose. Abbiamo un solo controllo del volume con meccanismo push-push e un manico in acero 22 tasti dai bordi arrotondati dotato barre di rinforzo in grafite: questo chitarrino è a prova di tundra!
La Danhage è bella e sa di esserlo, è brillante e calorosa: si fa notare.
Ti offre potenza, comfort in velocità ed è sincera perché ciò che ti senti dentro te lo tira fuori.
Mettiamoci anche la GigBag a scocca rigida in dotazione e stai senza pensieri, sia quando vai in studio sia on the road verso il prossimo palco. What Else?
- Ci piace: è uno strumento schietto che si adatta facilmente a varie situazioni, sempre catturando l’occhio e l’orecchio. E poi non se la tira neanche.
- Non ci piace: c’è chi “è un po’ buzzosa”. Bah! A noi l’unica cosa che non piace è non riuscire a trovare qualcosa che non ci piaccia, perché quand’è così il rischio è di lasciarci il cuore per davvero.
- Warning: strumento radical figo, colpo di fulmine in arrivo!
Fender Aerodyne Special Stratocaster: ありがとう

“È un sentimento antico, puro semplice e ambiguo…” – cantava qualche alfiere. E il sentimento di cui stiamo parlando è bello e sincero: la gratitudine.
Se la Danhage è il nuovo che si fa strada, la Fender Aerodyne Special Stratocaster è l’espressione tipica di un classico contemporaneo. Autentica ma audace, questo gran pezzo di samurai riesce a combinare con originalità un bel timbro vintage a ergonomia, design e solidità.
La qualità costruttiva e della componentistica te la lascio immaginare: è Fender, ogni altro pixel per parlarne sarebbe sprecato.

Corpo in tiglio; paletta matched in testa a un manico modernC 22; tremolo Babicz su pickup Aerodyne Special Vintage in configurazioni triplo-singolo (SSS) o humbucker 50 più due singoli (HSS). Il risultato finale è uno strumento affascinante e attuale, veloce ed elegante, fresco e famigliare: una chitarra dalla suonabilità moderna e con un timbro eccezionale proiettato al domani. Non stanca mai, nemmeno dopo 15 anni.

Ancora una volta ci lasci senza parole: ARIGATŌ, Fender!
- Ci piace: è un progetto audace! Entusiasmante.
- Non ci piace: ci ha “sorpreso in mezzo a un pasto” e ci “fa male un po’ la spalla” (cit. cit.), ma questi sono solo problemi di anzianità di Music Works e per nulla imputabili allo strumento.
- Warning: compri questa e non ci rivedremo più!
MIJ International Color: Nostalgia che abbaglia!

Restiamo nel Sol Levante per incontrare l’ultimo strumento di oggi. Lo sappiamo, di solito sono tre e non più di tre, ma potevamo resistere all’eco di questa nostalgica MIJ?
Le Fender Made in Japan Limited Edition International Color sono in verità una big family di chitarre e bassi reissue dell’edizione giapponese Traditional anni ’80. Il debutto è nel 1981 con una palette di colori caratteristica ispirata agli anni ‘70 e che trova oggi nuova luce.
Strato o Tele, il corpo in tiglio alleggerisce e non di poco il progetto originale che, diciamocelo, era a prova di Iron Man. Il manico U-shape in acero o palissandro e i tasti Jumbo lasciano spazio all’estro e alla facilità d’esecuzione, mentre il tendimanico dona a questi strumenti maggiore stabilità. La resa sonora che ne deriva è piuttosto aggiornata, ortodossa, ma si combina a specs vintage come il Modern Logo ’70 e pick-up dal sapore d’altri tempi.
È comoda, bella e affascinante ma fa storcere qualche naso ai puristi della risonanza. Ahiahiahi se faccio il tiglio: ci verrebbe proprio da commentare queste osservazioni canticchiando la sigla di Emilio in versione debitamente adattata. Perché? Perché in fondo un sorriso non fa mai male e poi non si è mai, sempre, tutti d’accordo: no?
- Ci piace: operazione nostalgia riuscita!
- Non ci piace: il pensiero di vederti in preda ai deliri da outfit, tipici di quei tempi. (Non che oggi…)
- Warning: ti consigliamo di ascoltare sempre l’opinione di tutti, ma poi a decidere sei tu!
Hey rocker, anche per questa volta siamo arrivati alla fine e come sempre ti lasciamo i link di tutti gli articoli che abbiamo conosciuto insieme oggi:
Fender Aerodyne Special Stratocaster
Fender Made in Japan Limited International Color
Hai mancato l’appuntamento con le puntate precedenti? Certo che puoi recuperare! Lo puoi fare qui o anche qui.
Ti aspettiamo di persona o online su MusicWorks.it e, mi raccomando, interagisci: commenta qui sotto per richiedere più info, dire la tua o condividere la tua esperienza con questi prodotti.
A presto
Music Works Staff (credits: Stefano Caironi)

