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SUONARE COME UN PROFESSIONISTA

 

In questo articolo andremo ad analizzare alcuni tra i più importanti aspetti che un chitarrista deve conoscere per poter migliorare il proprio modo di suonare e portarlo al livello dei grandi professionisti del settore. Iniziamo subito!

 

Muting

La prima cosa importante per suonare come un professionista è il controllo dello strumento. Questo significa che, sia nel caso di un accompagnamento ritmico sia nel caso di un assolo o di un tema melodico, dobbiamo essere in grado di far suonare solo le note che vogliamo che suonino, stando attenti a non avere risonanze indesiderate e a non far suonare corde a vuoto che non dovrebbero suonare.

Il primo esercizio da fare è suonare tutti gli accordi in prima posizione stoppando con la mano sinistra tutte le corde che non devono suonare. Vediamo come fare:

  • DO maggiore utilizziamo il pollice per sfiorare la sesta corda
  • RE maggiore utilizziamo il pollice per sfiorare la sesta e la quinta corda
  • LA maggiore utilizziamo il pollice per sfiorare la sesta corda

Gli accordi MI e SOL (sia maggiori che minori) non ci tornano utili per questo esercizio dal momento che si sviluppano su tutte le 6 corde.

Per gli accordi RE minore e LA minore utilizziamo gli stessi metodi dei corrispettivi maggiori.

Quando si esegue questo esercizio è importante che la mano destra suoni sempre tutte le corde in modo da avere un riscontro se la mano sinistra sta effettivamente svolgendo il lavoro nel giusto modo.

Per sviluppare il muting dal punto di vista melodico invece l’esercizio da fare e il seguente: prendiamo il seguente box della scala maggiore di SOL

Suoniamo la scala seguendo questo ordine: 

  • SOL LA SI sulla sesta corda
  • FA SOL LA sulla quarta corda
  • DO RE MI sulla quinta corda
  • SI DO RE sulla terza corda
  • FA SOL LA sulla quarta corda
  • MI FA SOL sulla seconda corda
  • SI DO RE sulla terza corda
  • LA SI DO sulla prima corda

In questo esercizio sarà la mano destra ad occuparsi del muting appoggiandosi alle corde con il palmo in modo da stoppare tutte le corde.

 

Conoscenze tecniche

Nell’esercizio precedente abbiamo parlato di scale e di box. un chitarrista pro deve padroneggiare la tecnica sullo strumento.

Padroneggiare la tecnica non significa soltanto saper andare veloci sullo strumento. certamente anche questo è importante, tuttavia questo argomento incorpora diversi aspetti.

Prima di tutto è fondamentale conoscere molto bene le diteggiature degli accordi (di ogni tipologia) su tutto il manico e tutti i set di corde; quindi è importante conoscere le diteggiature delle seguenti scale in tutte le tonalità:

  • Scala pentatonica maggiore
  • Scala pentatonica minore
  • Scala maggiore
  • Scala minore naturale
  • Modi della scala maggiore
  • Scala minore armonica
  • Scala minore melodica

A questo punto ci torna utile la velocità. Sviluppare una buona velocità sullo strumento ci permette di alzare il limite della nostra comfort zone permettendoci quindi di suonare con scioltezza in ogni situazione, riducendo drasticamente la probabilità di cadere in errore.

Un ultimo aspetto non meno importante è la conoscenza e la padronanza delle varie tecniche sia dal punto di vista meccanico sullo strumento (utilizzo del plettro piuttosto che finger picking o hybrid picking) sia dal punto stilistico (funk, rock, raggae).

 

Conoscenze armoniche

L’alleato principale della tecnica è senz’altro l’armonia.

Un chitarrista pro, infatti, non può astenersi dal conoscere l’armonia e come questa interagisce con la melodia (che sia la melodia di una voce o la melodia di un assolo).

Innanzitutto è di primaria importanza conoscere l’armonizzazione della scala maggiore, quindi le progressioni armoniche più comuni come ad esempio i turnaround o giri armonici (I VI II V) e le loro alternative (I VI IV V) 

Altrettanto vale per l’armonizzazione della scala minore e le sue progressioni armoniche più comuni, tenendo conto che le tonalità minori hanno molteplici armonizzazioni a seconda della scala di riferimento: che sia minore naturale, minore armonica o minore melodica.

Un chitarrista pro non può fare a meno di conoscere i modi della scala maggiore, tenendo sempre a mente le progressioni armoniche caratteristiche di ogni modo.

 

Suono e gestione della strumentazione

L’ultimo aspetto da tener conto è la cura del suono.

Il timbro che generiamo sulla chitarra attraverso le nostre mani e il nostro tocco è, in qualche modo, il nostro biglietto da visita come chitarristi. Che sia un suono ispirato a quello del nostro guitar hero preferito o che sia un suono sperimentale, inusuale, dobbiamo sempre far in modo che sia piacevole all’ascolto, mai disturbante. Persino i suoni più dissonanti e stridenti devono essere ascoltabili senza recare disturbi all’ascoltatore.

Un suono deve quindi essere bilanciato, non deve eccedere di frequenze basse o di frequenze alte, deve avere un volume adeguato alla situazione e, cosa ancor più importante, non deve essere fuori luogo rispetto allo stile (o agli stili) del repertorio che andremo a suonare.

Se ad esempio dobbiamo suonare un repertorio disco-funk anni 80 possiamo fare a meno di mettere il metal zone in pedaliera. Al suo posto metteremo un compressore e un leggero overdrive, magari un chorus. 

Se invece dobbiamo suonare un repertorio classic rock (vedi AC/DC, Led Zeppelin…) sarà preferibile utilizzare un amplificatore Marshall invece che un Roland Jazz Chorus.

In conclusione un chitarrista pro deve conoscere la strumentazione che ha a disposizione e deve essere in grado di sfruttarla al meglio in modo da potersi facilmente adattare alle esigenze che possono capitare nelle diverse situazioni.

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