Cari Guitar-Nauti,
la chitarra e la musica country sono un mondo incredibilmente ricco e sfaccettato. Chi in Italia ce lo può raccontare meglio di Cris Mantello, che è un musicista di punta di questo genere e ne ha fatto una vera e propria ragione di carriera e di vita? Nella sua rubrica “Country & Western” ci parla di strumentazione, stile chitarristico, storia e, più in generale, cultura di questo genere così vasto e affascinante. Buona lettura! – Claudio.
DUE CHITARRISTI: TURNISTA O ARTISTA
IN MENO DI 20 SECONDI
Viviamo in un’epoca in cui tutto deve essere veloce, conciso, d’impatto. Se non conquisti l’ascoltatore nei primi secondi… sei fuori. Ma è davvero così anche per noi chitarristi country?
Spoiler: sì.
Ed è proprio da qui che parte la riflessione di oggi. Con una domanda semplice ma insidiosa: preferisci essere un turnista o un artista?
Da Brent Mason a Brad Paisley (passando per YouTube)
L’ispirazione per questo articolo nasce mentre, in un pomeriggio di scrolling su YouTube, mi imbatto in un video di Levi Clay – chitarrista e divulgatore che, tra le altre cose, ha trascritto “l’opera omnia” di Brent Mason. Un lavoro davvero lodevole.
Nel video in questione, Clay afferma che:
- Brent Mason è il chitarrista che più ha innovato il country, negli ultimi 30 anni.
- Brad Paisley è l’Artista (con la “A” maiuscola), e lo definisce il Van Halen della country music.
Paragone azzardato? Forse. Ma non così campato in aria come potresti pensare. E allora mi sono detto: perché non mettere a confronto questi due giganti partendo da due soli brevissimi – meno di 20 secondi ciascuno – per riflettere su come stile e personalità influenzano il nostro modo di suonare?
Guardali in questo video!

L’assolo di Brent Mason – “My Next Broken Heart”
Partiamo dal turnista perfetto: Brent Mason.
🎸 Brano: “My Next Broken Heart” (Brooks & Dunn, 1991)
🔁 Tonalità: G
📀 Genere: New Traditional Country
Brent Mason è uno dei chitarristi di studio più rispettati e influenti della scena country americana. Nato il 13 luglio 1959 a Van Wert, Ohio, Mason si è trasferito a Nashville all’inizio degli anni ’80, dove ha rapidamente conquistato l’attenzione per la sua straordinaria abilità tecnica e versatilità stilistica.
Conosciuto soprattutto per il suo lavoro come session musician, ha suonato in centinaia di album di artisti country di primo piano, tra cui Alan Jackson, George Strait, Shania Twain, Brooks & Dunn e molti altri. Il suo stile distintivo mescola country, jazz, blues e rock, e ha contribuito a definire il Nashville sound moderno.
Brent Mason ha ricevuto numerosi riconoscimenti nel corso della sua carriera, tra cui il premio Guitarist of the Year della Country Music Association (CMA) e dell’Academy of Country Music (ACM). È stato anche inserito nella Nashville Musicians Hall of Fame e ha vinto un Grammy Award come miglior strumentista country.
Oltre alla carriera da session player, ha pubblicato anche un album solista, Hot Wired (1997), considerato un classico tra gli appassionati di chitarra.
Caratteristiche del solo
La parte si articola sulla strofa, ovvero su di un giro di accordi I, IV, V, riprendendo il tema principale del brano che è già geniale di per sé, in quanto molto orecchiabile (nel senso che ricorda qualcosa di già sentito), ma non scontato, grazie alla presenza di quel Sib, in Sol maggiore, portandoci in un mondo blues con una sola nota. Prosegue sempre con la frase dell’intro (cosa che crea continuità) e sviluppa un lick 100% rock and roll, ma con un portamento che lo tramuta in 100% honky tonk. Poi parte col botto una frase da steel guitar con tanto di passaggio di quarta eccedente, cosa che lo stesso Brent Mason sottolinea spesso durante le interviste. Di seguito un uso paradigmatico della transizione G – G major, caratteristico del suo stile, derivato se vogliamo un po’ da Albert Lee ed ancor prima da James Burton, ma che sostanzialmente si perde nella notte dei tempi.
Ora il punto interessante, di cui vi sono due versioni che, sebbene molto simili, è giusto menzionare. Io ti propongo questa: si tratta di una serie ascendente di triple e double stop, di cui la “mia” versione prevede: G, C, D, A-; mentre l’altra: G, C, D, F. Premesso che a parte il primo G, le altre sono triadi basate su rivolti e addizioni, qui il punto è che un A- suona più coerente di un F (sebbene interessante) trovandoci in Sol maggiore. E qui si vede il professionista. Analizziamo la progressione dei triple stop: G (sol, si, re) dove al sol si arriva dal fa, C(do, mi, sol), D – 11th (re, fa, sol), A- 6th (mi, la, do) o F (nell’altra versione, fa, la, do). Ora i double stop: si/re, re/la, mi/sol, si/sol; che a mio parere sono una progressione per terze di triadi diminuite, a cui viene tolta la tonica così da diminuire la tensione. Geniale! Ecco vedi come qui non c’è nulla di casuale e di istintivo, tutto suona sugli accordi e sottolinea la loro transizione. La mano destra qui esegue i triple con la tecnica dei banjo rolls.
Ci tengo a farti notare che Brent Mason suona con thumbpick e delle unghie sintetiche (non dei fingers, proprio delle unghie posticce incollate) su medio ed anulare, mentre spesso l’indice lo usa per controllare il thumbpick come fosse un normale plettro. E’ sicuramente una tecnica curiosa e poco diffusa a queste latitudini, mentre è più comune tra i chitarristi americani, dato che molti di loro suonano anche altri strumenti tradizionali (come dobro, steel guitar o banjo) ed utilizzano una configurazione comune di picking. Detto ciò avviamoci alla conclusione dove ci viene proposta una seconda frase tipica da steel guitar, proprio prima del solo di quest’ultima, quasi ad annunciarlo.
Qui si evince chiaramente un approccio professionale e strutturato, caratterizzato dall’uso di tutti quegli elementi tradizionali, ma anche personali, un linguaggio peculiare del genere, che rende il solo perfettamente amalgamato nel brano, diventandone un valore aggiunto. Bisogna inoltre riconoscere a Brent Mason la paternità di molte frasi che siamo abituati a sentire ed a un suono particolarmente gradevole e poco invadente, che deriva dal suo mantra: “I hate treble” (odio gli acuti), che fa subito pensare ad un suono rotondo di Telecaster.
Highlights
- Costruito su un semplice giro I-IV-V, ovvero il turn around della strofa
- Frase iniziale che riprende il tema principale (già geniale di suo)
- Frasi da steel guitar
- Uso magistrale dei triple stop e double stop
- Armonizzazione attenta, con l’impiego di triadi e rivolti coerenti con la tonalità
- Transizioni ritmiche con banjo rolls
- Esecuzione con thumbpick e unghie sintetiche incollate su medio e anulare (non è Halloween, è una tecnica poco comune da noi, ma diffusa negli USA!)
- ➡️Nota di colore: lo stesso Brent ammette di non ricordarsi esattamente cosa ha suonato nel take originale. Lo ha registrato in una sola volta e poi… via, dimenticato! Time is money!
- ➡️Il suono è super clean: Fender Telecaster con pick up centrale miscelabile a quello al ponte, “I hate treble” il suo mantra e ampli Fender, generalmente DeLuxe Reverb.
Il suo approccio è quello del problem solver musicale: serve il brano, non l’ego. Costruisce il suo solo in funzione del pezzo e non per brillare da solo. Ma poi… brilla lo stesso.
L’assolo di Brad Paisley – “Come On In”
Ora passiamo all’altro lato del palco: l’Artista con la “A” maiuscola.
🎸 Brano: “Come On In” (dall’album Play, con Buck Owens)
🔁 Tonalità: C
🎤 Brad è anche cantante e autore
Brad Paisley, nato il 28 ottobre 1972 a Glen Dale, West Virginia, è un celebre cantante, chitarrista e cantautore country statunitense, noto per il suo stile virtuoso alla chitarra, il senso dell’umorismo nei testi e le sue ballate emotive.
Ha esordito nel 1999 con l’album Who Needs Pictures, che conteneva il suo primo grande successo, He Didn’t Have to Be. Da allora, ha pubblicato numerosi album di successo, con decine di singoli arrivati al primo posto delle classifiche country statunitensi. Tra i suoi brani più noti: Mud on the Tires, Whiskey Lullaby, She’s Everything, e Ticks.
Paisley è anche famoso per le sue eccezionali abilità chitarristiche, influenzate da artisti come Buck Owens, Steve Wariner, Redd Volkaert e anche Brent Mason, ed è considerato uno dei migliori chitarristi della scena country contemporanea. Il suo stile combina country tradizionale, southern rock e blues.
Nel corso della sua carriera, ha vinto tre Grammy Awards, quattordici Academy of Country Music Awards e quattordici Country Music Association Awards. È stato anche membro del Grand Ole Opry dal 2001, uno dei più alti onori nella musica country.
Oltre alla musica, è noto per il suo impegno benefico, il talento comico (spesso mostrato anche nei suoi videoclip) e per la collaborazione artistica con altri grandi nomi della musica country e pop.
Caratteristiche del solo
Il solo di cui ti parlo è anch’esso breve ed incisivo ed ha un passaggio in comune col solo di Mason, ma con una soluzione ben differente.
Brad Paisley usa le corde a vuoto ed i legati SEMPRE, sono il suo marchio di fabbrica (per questo mi piace tanto, ndr), non approccia le progressioni armoniche in modo scolastico, ma spesso preferisce alcune soluzioni geometriche (come Van Halen!), suonando anche note “fuori”, di passaggio. Ha un modo peculiare di usare il chicken picking, con frasi ricorrenti sulla scala maggiore, dove la dimensione ritmica è quasi più importante di quella melodica… Adesso vediamo tutto.
La struttura armonica del brano è il solito I, IV, V in questo caso in C. Il primo accordo è C e la frase è basata su di una triade di C in forma di A ed inizia dal sol a vuoto, ovvero il V, suonando ogni singola nota della triade tramite delle terzine di ghost notes. Sicuramente un suo marchio di fabbrica ed una frase che rimane impressa! Sembra chissà che cosa – beh le ghost sono un po’ veloci (a 165bpm) – ma comunque di grande effetto senza uno sforzo enorme. Poi passiamo ai legati con le corde a vuoto ed ora la progressione che ci porta dalla tonica alla quarta (il F). Sappiamo cosa avrebbe fatto Brent Mason, ma Brad Paisley ha un approccio un po’ più ruspante. Fa? E fa sia! Partendo dal sol propone tre triadi di fa nelle seguenti forme: mi, do e la. Non pensa ad una variazione di una progressione per terze o banalmente all’armonizzazione della scala di do, macché! Soluzione semplice ed efficace, che definirei simpatica, sorridente come il mood del brano (qui si vede l’artista!). Dopodiché ritorniamo ad una soluzione prettamente ritmica. Quella scala di fa maggiore in prima posizione è sostanzialmente una specie di palm muting, ma attenzione: non è fatto col palmo della mano, ma premendo poco sulle corde, al fine di ottenere un suono quasi stoppato. Ascoltando la versione originale è ancora più evidente che in quella suonata da me.
Adesso entriamo nel vivo di quelli che io definisco i passaggi “nervosi” di Paisley. Devi leggere questo aggettivo nella migliore delle sue accezioni. Ti sarà capitato di trovarti a improvvisare un solo e non ti è mai venuta voglia di fare qualcosa di istintivo, di inaspettato, di folle? Spesso penso ai chitarristi hard rock ed heavy metal che possono fare un dive bomb usando la leva o far scorrere il plettro sulla tastiera! Noi che usiamo un suono pulito non abbiamo queste soddisfazioni! Ma Paisley ci fa riflettere. Possiamo sempre fare una scarica di legati o suonare una corda a vuoto e poi fare di bending su di un’altra all’unisono, come in questo caso. Sono soluzioni che ricordano l’approccio di Van Halen tout court, sebbene strumentazione, suono e stile siano abbastanza distanti, il concetto non è così distante. Per rafforzare questa tesi il solo si conclude con una scala che ricorda molto quelle soluzioni geometriche usate dal compianto Eddie. Ascoltando bene si tratta di una pentatonica di do minore, con un passaggio cromatico sulla corda del sol (che forse ripete anche sul re, ma non ne sono sicuro), che a mio parere, anche qui, denota una scelta più ritmica che melodica.
Highlights
- Uso costante di corde a vuoto e legati
- Ritmica in ghost notes su triade di C (forma di A)
- Progressione in F risolta con triadi e rivolti (geniale nella sua semplicità)
- Palm muting non convenzionale (ottenuto premendo leggermente sulle corde)
- Frasi “nervose” e imprevedibili, in puro stile Paisley meets Van Halen
- Chiusura con una scala cromatica/pentatonica a forte valore ritmico più che melodico
Paisley suona con spontaneità ma anche con grande consapevolezza: quasi ogni sua frase è costruita per farti emozionare, stupire, o entrambe le cose insieme.
- ➡️Il suono è un clean vitaminizzato: Fender Telecaster con pick up al ponte, tono corposo grazie al suo ampli Dr. Z, che è una rivisitazione di un Vox AC 30 Top Boost. Immancabile un echo.
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Differenze (e somiglianze)
Entrambi i soli partono da una struttura simile (giro di I-IV-V), ma divergono nell’approccio:
- Brent Mason è chirurgico, preciso, consapevole.
- Brad Paisley è istintivo, emotivo, creativo.
In comune? Un suono inconfondibile, una mano destra da manuale, e quella capacità rara di dire molto in pochissimo tempo.
Turnista o Artista?
Mason è calcolo, controllo, perfezione. Paisley è istinto, creatività, spettacolo.
Entrambi sono geniali. Ma tu, che tipo di chitarrista vuoi essere?
Preferisci mettere la tua tecnica al servizio del brano di qualcun altro, o usare un tuo brano per raccontare chi sei? Fammi sapere nei commenti cosa ne pensi 😉
Cris Mantello
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