John Michael Osbourne, conosciuto ai più come Ozzy Osbourne, è una delle icone più ammirate e stimate nel mondo del metal.
Ozzy Osbourne, a differenza, purtroppo, di molte rockstar, ha vissuto una vita relativamente lunga. Andiamo, quindi, a raccontarla e a sottolineare quelli che sono stati gli eventi cardine della sua vasta e speciale carriera.
I primi anni di vita di Ozzy Osbourne
Nato a Birmingham, in Inghilterra, Ozzy Osburne era il quarto di sei figli. La sua era una famiglia estremamente povera ma ricca di affetti, con legami stretti e un’unione di cui non tutti potevano vantarsi. La loro abitazione era dominata dalla muffa e dal suo odore sgradevole e tutta la famiglia lavorava duramente per poter andare avanti in maniera, bene o male, normale.
Ozzy Osbourne si mostra fin da subito un bambino diverso: la dislessia lo porta a odiare lo studio e la scuola e ad avere atteggiamenti a dir poco ribelli.
Questo fu uno dei fattori che lo portò a lasciare la sua istruzione all’età di 15 anni.
Tuttavia, si diede subito da fare, svolgendo molti lavori, i cui insegnamenti si portò dietro per tutta la vita.

Come Ozzy iniziò a far musica
Un giorno la vita di Ozzy cambiò: uscì il famoso musical Hard Day’s Night, della famosa band Beatles. Quello, insieme alle decine di canzoni che lo trasportavano in un mondo magico in cui tutto era perfetto, lo portarono ad una decisione radicale.
Da quel giorno, l’Ozzy Osbourne che conosciamo oggi iniziò: decise, infatti, di fuggire dalla sua triste vita facendo musica.
Ozzy non perde tempo e, ispirandosi ad artisti blues e rock inglesi e americani, inizia cantando nel suo garage insieme ad alcune band amatoriali locali. Ma non solo: Ozzy era in possesso di un amplificatore che lo portò a proporsi con coraggio.
Appena quattordicenne, entrò a far parte del gruppo the Black Panthers per guadagnarsi da vivere e aiutare la famiglia.
Quando acquisì la sicurezza di potersi esibire su un palco vero, Ozzy andò alla ricerca di opportunità per coronare il suo sogno e diventare, finalmente, un cantante.
Grazie al suo carisma e alla personalità esplosiva, conobbe Tony Iommi e Bill Ward. I tre scoprirono fra di loro una chimica spettacolare che portò alla nascita del gruppo Earth prima e Black Sabbath dopo, insieme a Geezer Butler al basso.
Avete mai sentito parlare del “Principe delle Tenebre“? Ecco, Ozzy iniziò a farsi chiamare con questo umile soprannome già agli inizi della sua carriera e, ne rimase fedele fino alla fine.
Ozzy Osbourne e i Black Sabbath
I Black Sabbath cominciarono ad essere conosciuti come nientedimeno che i fondatori dell’heavy metal, soprattutto grazie al disco omonimo, uscito nel 1970.

L’anno dopo Master of Reality introdusse il sound doom che coccola tutti noi ancora adesso e che avrebbe ispirato generazioni di metal band nel giro di pochissimo tempo.
Vol. 4 (1972) e Sabbath Bloody Sabbath (1973) presentano testi più introspettivi, suoni più sperimentali, dando il via a una produzione palesemente più adulta e consapevole.
Ma non furono solo questi dischi iniziali a creare questo alone magico intorno a Ozzy Osbourne e i Black Sabbath, anche tutti gli altri dischi hanno contribuito al loro successo.
Purtroppo, come ogni rockstar sa bene, si arriva ad un punto dove alcol e droga diventano compagni di vita e di merende e, anche nel caso di Ozzy Osbourne, è stato così.
I suoi problemi di dipendenze lo portarono ad essere cacciato dai Black Sabbath, venendo sostituito da Ronnie James Dio. Il gruppo ha, da qui in avanti, visto vari cambiamenti nei suoi membri interni. L’unico fedelissimo ai Black Sabbath è stato il fenomenale chitarrista Tony Iommi.
La vita da solista
L’essere cacciato dal gruppo fu un trauma per Ozzy, che rimase chiuso nella sua stanza per tre mesi finché la moglie non gli diede l’input di alzarsi e combattere, come sapeva che normalmente avrebbe fatto.
Abbiamo, infatti, finora, avuto modo di conoscere Ozzy Osbourne e la sua personalità tenace e assolutamente non arrendevole. Quindi, non ci sorprende sapere che riprese in mano la sua vita abbastanza presto, dedicandosi al mondo dell’artista solista.
Un album conosciuto per i suoi sound nuovi e per i virtuosi assoli di chitarra è “No Rest for the Wicked” (1988). Infatti, questo album gode del contributo di Zakk Wylde, chitarrista ventenne che lo accompagnerà molto a lungo e con cui creerà un’enorme rete di successi.
Ozzy Osbourne è sicuramente conosciuto come una personalità tenebrosa, folle e autoironica.
Conosciamo i numerosi episodi in cui si dichiara che Ozzy avrebbe strappato a morsi la testa non solo di un pipistrello, durante un concerto, ma anche di un colombo, durante un appuntamento discografico. La follia di Ozzy Osbourne è ciò che lo rende il Principe delle Tenebre, un artista inarrivabile ed un genio della profondità musicale.
La sua famiglia, comunque, lo descrive da sempre come un padre, un marito dolce, un vero e proprio uomo di famiglia, che ama circondarsi da figli e nipoti e dalla moglie, che ama molto.

I problemi di salute
Anche i problemi di salute per Ozzy non mancano. Infatti, operato molte volte in seguito a incidenti, in particolare uno in quod, Ozzy impara ad essere un combattente anche sotto questo punto di vista, continuando con i tour e le esibizioni, come fosse ossigeno che gli permetteva di andare avanti con la sua vita ormai indebolita.
La brutta notizia arriva nel 2020, quando a Ozzy Osbourne viene diagnosticato il morbo di Parkinson, che sarà la causa principale del rallentamento della sua carriera.
Ozzy parla spesso della resilienza imparata dalla vita che ha passato e dall’amore per la musica, vista da lui e da molti come una via di fuga potentissima.
Il suo amore per la musica lo porta a creare l’Ozzfest, festival musicale per band emergenti, che lui ritiene importanti da sostenere e conoscere.
Gli ultimi giorni di vita di Ozzy Osbourne
Il 5 luglio 2025 a Villa Park, Birmingham, Ozzy Osbourne tiene il suo ultimo concerto, in un evento benefico chiamato Back to the Beginning, in cui, a causa dell’impossibilità a camminare, si esibisce sopra un trono, simbolico e teatrale, consegnando una performance strabiliante e carica di significato personale.

Questo evento raccoglie più di 140 milioni di sterline, date in beneficienza a strutture sanitarie britanniche, incentrate sulla salute mentale giovanile, a lui molto cara. Ma non solo: parte del guadagno è stato donato a musicisti emergenti del mondo metal.
Con questo, il nostro caro Ozzy, si è dimostrato un amorevole papà.
La morte di Ozzy
17 giorni dopo il concerto, il 22 luglio, a Birmingham, in seguito a complicazioni di una forma avanzata di morbo di Parkinson, Ozzy Osbourne lascia la sua numerosa e amata famiglia. Il momento è stato improvviso e triste anche per tutti i fan, gli amici, i colleghi e il panorama musicale in generale.
Il funerale pubblico è stato, ovviamente, simbolico: una processione commemorativa tra i luoghi simbolici legati ai Black Sabbath, come il “Black Sabbath Bench” e il ponte dedicato. Una degna conclusione per un artista memorabile come Ozzy Osbourne.
Ozzy Osbourne non è stato solo un cantante: è stato un simbolo, una figura tragica e luminosa allo stesso tempo, capace di influenzare profondamente la musica, la cultura e persino il modo di intendere la fragilità mentale nel mondo dello spettacolo.
Con una discografia che ha toccato ogni sfaccettatura del metal e un’eredità umana e artistica ben curata, il “Principe delle Tenebre” continua e continuerà a vivere attraverso la sua musica.


Grazie per l’articolo in onore ad Ozzy ma, secondo me, c’è un paragrafo della sua vita che non è “possibile” omettere: l’amicizia ed il legame professionale con Randy Rhoads.
Viene citato “Un album conosciuto per i suoi sound nuovi e per i virtuosi assoli di chitarra è “No Rest for the Wicked” (1988).” ma manca l’importante menzione allo stacco artistico che ebbe dopo l’allontanamento dai Black Sabbath ovvero l’avvio alla carriera solistica coi leggendari album Blizzard of Ozz (1980) e Diary of a Madman (1981).
Sarebbe bello poter integrare questo tuo articolo con questi dati.
ciao, ho notato la stessa cosa. Non si puo’ non parlare di Randy. Come del fatto che lui fu un grandissimo scopritore di talenti chitarristici, da Randy, al citato Wylde, a Jackie Lee
Beh insomma genio…mai ha scritto una parola o una nota, diciamo forte personalita’
Manca l’album Paranoid (pietra miliare del rock) e non è mai citato Randy Rhoads.
Beh…. effettivamente….
Articolo scadente, passate ad altro
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